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🏥 Trump lancia la sua "farmacia di Stato" (digitale)

Buongiorno! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l’economia e l’attualità in modo semplice e veloce!

Ecco cosa offre il menù di oggi:

  • 🏥 Trump lancia la sua "farmacia di Stato" (digitale)

  • 🚗 Stellantis paga il conto della mancata svolta elettrica

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STATI UNITI

🏥 Trump lancia la sua "farmacia di Stato" (digitale)

L'amministrazione Trump ha annunciato il lancio di TrumpRx, un portale governativo che permetterà agli americani di acquistare farmaci da prescrizione a prezzi drasticamente ridotti.

L’iniziativa si inserisce nella più ampia politica "Most Favored Nation" dell'amministrazione Trump, che punta ad allineare i prezzi dei farmaci USA a quelli più bassi praticati all'estero.

In pratica, se un farmaco costa €100 in Europa e $500 negli USA, il prezzo americano dovrebbe scendere al livello europeo (o al più basso disponibile a livello globale).

Il presidente ha dichiarato che gli americani "risparmieranno una fortuna" grazie a questa iniziativa… ma la realtà potrebbe essere più complessa di così.

Ma facciamo un passo indietro: perché i farmaci negli USA costano così tanto?

Negli Stati Uniti i prezzi dei medicinali da prescrizione sono tra i più alti al mondo.

Il motivo principale risiede nel fatto che non esiste un sistema pubblico centralizzato che negozia i prezzi con le case farmaceutiche, a differenza di molti Paesi europei, dove il sistema sanitario nazionale ottiene prezzi calmierati tramite negoziazione diretta.

In altre parole, negli USA i prezzi sono spesso “liberi” e stabiliti dalle case farmaceutiche, con il risultato che i prezzi netti dei farmaci in USA possono essere fino a 10 volte più alti rispetto ad altri Paesi sviluppati

Per questo Trump ha lanciato TrumpRx

TrumpRx è una piattaforma digitale gestita dal governo federale che permette ai cittadini di:

  1. 🧐 cercare farmaci a prezzi scontati

  2. 📊 confrontare le opzioni disponibili

  3. 💻 accedere a link diretti o coupon per acquistare quei farmaci

La particolarità? Non vende direttamente i medicinali, ma funziona come un marketplace di informazioni e di link verso i canali di vendita delle principali case farmaceutiche che hanno accettato di offrire sconti significativi. Tra i partner già confermati ci sono:

  • 💊 Pfizer

  • 💉 Novo Nordisk

  • 🏥 Eli Lilly

  • 🔬 AstraZeneca

  • 💼 Johnson & Johnson

Gli sconti promessi sono tutt'altro che simbolici: si parla di riduzioni dal 50% fino al 85% sui prezzi di listino ma solo per alcuni farmaci specifici.

Come funziona concretamente?

Il meccanismo di TrumpRx è pensato per essere semplice e diretto:

1️⃣ Inserisci il farmaco che ti serve sul portale governativo

2️⃣ La piattaforma mostra le opzioni disponibili dalle aziende partner con i relativi sconti

3️⃣ Vieni reindirizzato al sito ufficiale dell'azienda farmaceutica per completare l'acquisto

C'è però un dettaglio importante da sapere: gli sconti di TrumpRx sono disponibili solo per chi paga in contanti.

Chi ha un'assicurazione sanitaria non può usare questi sconti, e le spese sostenute tramite TrumpRx non vengono conteggiate ai fini della franchigia assicurativa.

Ok, ma quindi chi potrebbe davvero beneficiarne?

Come ogni riforma anche questa avrà vincitori e vinti.

I vincitori:

  • 🏥 I pazienti americani senza assicurazione sanitaria

  • 💊 Pazienti che necessitano di farmaci non coperti dalle assicurazioni

  • 🩻 Le case farmaceutiche, che aprono nuovi canali di vendita diretta e ottengono vantaggi fiscali e doganali

I vinti:

  • 🏢 I Pharmacy Benefit Managers (PBM), gli intermediari che gestiscono i programmi di copertura dei farmaci per conto delle assicurazioni. In teoria dovrebbero contenere la spesa negoziando sconti con le case farmaceutiche; in pratica, però, il loro modello di incentivi ha spesso contribuito ad aumentare i prezzi di listino, riducendo la trasparenza e limitando i benefici per i pazienti.

  • 🏦 Le compagnie assicurative, che vengono bypassate dal sistema cash-pay

Ma funzionerà davvero questo TrumpRx?

Non tutti sono convinti che TrumpRx sia la soluzione definitiva al problema dei prezzi farmaceutici.

Ci sono infatti diversi punti critici da considerare:

  • 📋 I farmaci nel catalogo non sono sempre quelli più usati dai pazienti americani

  • 🏥 Molti cittadini dipendono dalle assicurazioni sanitarie e potrebbero non voler pagare di tasca propria

  • 💰 Alcuni farmaci restano comunque carissimi

Insomma…

TrumpRx è una novità significativa nel panorama sanitario americano perché rappresenta il primo tentativo da parte dell’amministrazione Trump di affrontare apertamente il problema dei prezzi dei farmaci mettendo il governo federale come facilitatore diretto tra produttori e pazienti.

Ma non è ancora una soluzione definitiva. I suoi benefici concreti saranno maggiori per chi paga di tasca propria e per i non assicurati. Per la maggior parte degli assicurati o chi ha piani sanitari già negoziati, gli impatti potrebbero essere più modesti.

Secondo te, la riforma di Trump sui prezzi dei farmaci funzionerà davvero?

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AUTOMOTIVE

🚗 Stellantis paga il conto della scommessa sull'elettrico

Stellantis ha annunciato una maxi-correzione in bilancio da €22 miliardi.

Il motivo? Il Gruppo ha deciso di abbandonare la corsa al full electric per abbracciare la cosiddetta "libertà di scelta": una gamma che include veicoli elettrici, ibridi e con motori termici avanzati.

In pratica, Stellantis aveva sovrastimato la velocità della transizione all’elettrico, allontanandosi dalle esigenze reali dei clienti che, evidentemente, non erano ancora pronti ad abbracciare in massa l'auto elettrica.

Ma cos’è successo esattamente?

Il gruppo ha ammesso di aver fatto calcoli troppo ottimistici e la domanda di auto elettriche non è cresciuta come previsto.

Questo ha portato a:

  • 📉 riduzione dei programmi di produzione

  • 🔄 revisione dei piani industriali

  • 💸 costi molto elevati legati alla ristrutturazione

Quali sono state le conseguenze per gli azionisti?

Purtroppo non buone:

  • 📉 Titolo -24% a Piazza Affari, con oltre 5 miliardi di capitalizzazione bruciati in un giorno

  • 🚫 Nessun dividendo verrà distribuito nel 2026, a causa della perdita d’esercizio

  • 💶 Emissione di obbligazioni fino a 5 miliardi: per preservare una struttura patrimoniale solida

  • 💸 Uscite di cassa da 6,5 miliardi stimate nei prossimi quattro anni per coprire gli oneri della ristrutturazione

Qualche segnale positivo c’è

Nonostante tutto, Stellantis sottolinea alcuni punti di forza:

  • 💰 Liquidità industriale solida: €46 miliardi, pari al 30% dei ricavi netti

  • Nella seconda metà del 2025:

    • 📈 Volumi e ricavi netti in crescita rispetto al primo semestre

    • 🛒 Ordini in aumento da parte di clienti e concessionari

    • ✅ Primi miglioramenti negli indicatori di qualità

Il CEO Filosa ha dichiarato che nel 2026 l'attenzione resterà concentrata sul rafforzamento dell'esecuzione e sul consolidamento di questi segnali positivi.

Per capire davvero quali saranno i piani futuri del Gruppo (inclusi eventuali tagli ai marchi meno performanti, di cui si vocifera da tempo), bisognerà aspettare l'Investor Day del 21 maggio.

Insomma, Stellantis paga a caro prezzo una scommessa troppo aggressiva sull'elettrico.

La ristrutturazione sarà dolorosa, ma il gruppo sembra aver capito la lezione: ascoltare i clienti prima di tutto.

Secondo te, Stellantis riuscirà a riprendersi?

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