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📈 Polymarket & Kalshi: come i prediction markets stanno cambiando il modo di prevedere il futuro

Buongiorno! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l’economia e l’attualità in modo semplice e veloce!

Il menù di oggi è offerto da Scalable Capital, la banca per investire in modo facile e sicuro, senza spendere un sacco di soldi in commissioni.

  • 📈 Polymarket & Kalshi: come i prediction markets stanno cambiando il modo di prevedere il futuro

  • 🇨🇺 Cuba al buio: quando un embargo diventa una crisi umanitaria

IN COLLABORAZIONE CON: Scalable Capital

📈 Polymarket & Kalshi: come i prediction markets stanno cambiando il mondo

Il 3 gennaio 2026, mentre gli Stati Uniti catturavano il presidente venezuelano Nicolás Maduro, qualcuno su Polymarket ha guadagnato $400.000.

Non si trattava di fortuna, ma di una scommessa mirata: pochi giorni prima dell'operazione militare, un utente aveva infatti puntato 30.000 dollari sulla cattura di Maduro entro il 31 gennaio.

L'account era stato aperto a dicembre 2025 specificamente per questa scommessa e, in poche settimane, aveva più che decuplicato il capitale.

Non è un consiglio di investimento. Investire comporta dei rischi.

La cosa strana? Che non è nemmeno un caso isolato.

Un altro utente aveva guadagnato 1 milione di dollari prevedendo quasi perfettamente la classifica delle ricerche Google 2025 - pochi giorni prima che diventasse pubblica.

E prima ancora, molti avevano fatto milioni prevedendo la vittoria netta di Trump alle elezioni Presidenziali del 2024, quando tutti i sondaggi davano invece una gara molto serrata con Harris.

Ma come è possibile tutto questo?

Cosa sono esattamente i prediction markets?

I prediction markets sono piattaforme dove le persone scommettono soldi veri su eventi futuri: da chi vincerà le elezioni, a se l'inflazione supererà il 3%, a chi vincerà l’Oscar, fino a quanti tweet farà Elon Musk la prossima settimana.

Il meccanismo è semplice: per ogni evento esistono due opzioni (sì o no) e il prezzo che emerge rappresenta la probabilità collettiva che quell'evento si verifichi.

Se il contratto "Maduro catturato entro gennaio" quota 30 centesimi, significa che il mercato assegna il 30% di probabilità.

Chi scommette sul sì, compra a 30 centesimi il verificarsi dell’evento, che qualora accada pagherà indietro $1 (guadagno: 70 centesimi).

Chi scommette sul no, compra a 70 centesimi il NON verificarsi dell’evento, che qualora NON accada pagherà indietro $1 (guadagno: 30 centesimi).

Non è un consiglio di investimento. Investire comporta dei rischi.

Quando si è iniziato a parlare di Prediction Markets?

Durante le elezioni 2024, mentre i sondaggi davano Harris e Trump testa a testa, Polymarket prezzava la vittoria di Trump stabilmente sopra il 60%.

E alla fine ha avuto ragione. Ma perché?

L'idea di base è semplice ma potente: l'intelligenza collettiva batte sempre l'opinione degli esperti.

Se vuoi sapere come andrà a finire qualcosa, non chiedere a un singolo esperto - chiedilo a migliaia di persone che stanno mettendo soldi veri sulla loro convinzione.

Nel concreto, questo è legato a 4 motivi:

  • 💰 Skin in the game: quando rischi soldi veri, smetti di esprimere opinioni ideologiche e inizi a fare previsioni accurate. Nei sondaggi puoi dire quello che ti piace sentire, nei prediction markets paghi per i tuoi errori.

  • 🔄 Aggiornamento continuo: il prezzo si adegua secondo per secondo. Ogni nuova informazione - un sondaggio locale, una gaffe o un endorsement - viene immediatamente incorporata nel prezzo da migliaia di persone.

  • 👤 Selezione naturale: chi sbaglia perde soldi e influenza, chi ha ragione accumula capitale e peso nel mercato. È un meccanismo “darwiniano” che premia l'accuratezza.

  • 🔍 Aggregazione di informazioni disperse: ognuno porta la sua conoscenza specifica. Qualcuno conosce bene Elon Musk e sa quanti tweet farà, qualcuno sa prima di altri informazioni su elezioni, qualcuno è particolarmente bravo a prevedere le situazioni geopolitiche…

Il risultato è un sistema che spesso intercetta segnali deboli PRIMA dei media tradizionali e degli esperti.

Ma c‘è un problema: la “finanziarizzazione della quotidianità”

Il rovescio della medaglia di tutto questo è inquietante.

I prediction markets rischiano di trasformare ogni aspetto della nostra vita in un asset finanziario su cui speculare. Dove tutto può essere prezzato, dove ogni evento - dalla guerra al disastro naturale - diventa un'opportunità di guadagno.

  • 🎰 La vita diventa un casinò: si normalizza l'idea che qualsiasi cosa, dalla più grave alla più banale, può diventare oggetto di speculazione finanziaria pura. Un attacco terroristico? Un mercato. Una pandemia? Un mercato. La morte di una persona famosa? Un mercato.

  • 🤑 Scommesse travestite da investimenti: le storie di chi ha fatto 400.000 dollari o 1 milione creano una narrazione pericolosissima, per cui queste scommesse sono “investimenti intelligenti” e modi sensati per “creare ricchezza nel tempo” (spoiler: non lo sono).

  • 🛣️ L'illusione della scorciatoia: tutto questo porta al formare nella mente delle persone l'idea che esiste un modo rapido per arricchirsi velocemente, "imbroccando quella giusta".

Beh, non è così: investire davvero è tutt'altra cosa, significa costruire ricchezza lentamente, con strategia, diversificazione e gestione del rischio.

Anche perché, spesso e volentieri, chi vince davvero in questi Prediction Markets non è la persona media, ma chi ha informazioni privilegiate e fa quello che in gergo viene definito insider trading.

Che è un reato nei mercati tradizionali, mentre in questi nuovi mercati è più difficile (per ora) da provare.

Al netto di tutti i problemi, i Prediction Markets hanno applicazioni concrete che vanno oltre la speculazione.

Possono essere utilizzati per fare hedging finanziario, per raccogliere intelligence complementare o come forma di “termometro collettivo”, per capire il sentiment delle persone su eventi futuri.

Come sia che la si pensi, stiamo assistendo ad un cambio di paradigma

Stiamo entrando in un’era in cui tutto diventa mercato, dove ogni aspetto della realtà può avere un prezzo e dove la finanza pervade ogni angolo dell'esistenza.

E quindi la domanda sorge spontanea: è questo il mondo che vogliamo? Dove l'informazione privilegiata non è un reato ma un'opportunità? Dove si normalizza scommettere su guerre e disastri? Dove la complessità dell'investimento viene ridotta a "indovina l'esito e diventa ricco"?

Forse tra 10 anni ci sembrerà normalissimo, ma oggi non lo è ancora.

E per questo ne abbiamo parlato in un video completo sul Canale YouTube di Scalable Capital, che trovi cliccando qui sotto 👇️ 

Non è un consiglio di investimento. Investire comporta dei rischi.

GEOPOLITICA

🇨🇺 Cuba al buio: quando un embargo diventa una crisi umanitaria

Febbraio 2026. Metà di Cuba è al buio. Non è un blackout qualsiasi, non è un guasto temporaneo, ma il risultato di un embargo petrolifero (quasi) totale imposto dall'amministrazione Trump.

La strategia è semplice e brutale: qualsiasi Paese che fornisca petrolio all’isola si espone a pesanti sanzioni commerciali da parte degli Stati Uniti. Un rischio che nessuno, oggi, è disposto a correre sfidando Washington.

Ma cosa sta succedendo sull’isola?

La situazione del sistema elettrico cubano è al collasso: 6 delle 16 centrali termoelettriche operative sono fuori servizio, e l'isola riesce a produrre appena un terzo del suo fabbisogno energetico.

Il risultato? Blackout continui e sempre più lunghi. Il 7 febbraio, metà del Paese è rimasto completamente al buio.

Ma non è solo questione di luce. Il governo ha dovuto adottare razionamenti estremi per gestire l'emergenza:

  • Vendita di gasolio sospesa

  • 🚗 Benzina severamente razionata

  • ✈️ Aeroporti senza carburante per gli aerei

  • 🏢 Settimana lavorativa ridotta: gli uffici pubblici operano solo dal lunedì al giovedì

Insomma, l'intera isola è in modalità sopravvivenza.

Gli ospedali che non operano più

La crisi energetica è drammatica, ma le conseguenze sui servizi essenziali sono ancora più gravi. Questo perché senza carburante, i prodotti essenziali non arrivano sull’isola.

Gli ospedali hanno sospeso gli interventi chirurgici: mancano antidolorifici, antibiotici, fluidi endovenosi. Non ci sono cateteri, garze, materiale medico di base.

E non finisce qui:

  • 🏫 Scuole costrette a ridurre drasticamente le attività

  • 🚌 Trasporti pubblici al minimo

  • 🏨 Resort turistici sottoposti a tagli severi

Il punto chiave è questo: non è solo una crisi energetica, è il collasso totale dei servizi essenziali.

Quando un ospedale non può operare perché mancano le garze, non stiamo parlando di difficoltà economiche, ma di una vera e propria emergenza umanitaria.

Come si è arrivati a questo punto?

Lo scorso 30 gennaio Trump ha firmato un ordine esecutivo che introduce dazi per qualsiasi Paese fornisca greggio a Cuba, creando un potentissimo effetto deterrente.

Le conseguenze non si sono fatte attendere.

  • 🇻🇪 Il Venezuela, principale fornitore di petrolio dell’isola, ha interrotto le esportazioni verso Cuba dopo la cattura di Maduro

  • 🇲🇽 Il Messico ha sospeso completamente le forniture, temendo possibili sanzioni statunitensi

  • 🇨🇳 La Cina ha dichiarato la propria disponibilità ad aiutare “nei limiti delle proprie capacità”, ma nei fatti il sostegno internazionale resta molto limitato

  • 🇷🇺 Anche i rifornimenti russi si sono fermati a seguito dell’embargo imposto dagli Stati Uniti

Il risultato è un isolamento internazionale sempre più marcato, che lascia Cuba in una condizione di crescente solitudine.

I numeri di un’economia in caduta libera

Sul piano economico, i dati sono impietosi:

  • 📉 PIL -1,9% nel 2023 e -1,1% nel 2024: due anni consecutivi di recessione

  • 📊 Negli ultimi 5 anni, l'economia si è ridotta complessivamente del 15%

  • 💰 Inflazione a doppia cifra nel 2024-2025

E la crisi energetica accentua le disuguaglianze

Nel frattempo, alcuni cubani cercano di tutelarsi accumulando carbone o installando pannelli solari, una misura incentivata dal governo centrale a partire dal 2024. Tuttavia, il costo elevato rende queste soluzioni accessibili quasi esclusivamente alle famiglie più abbienti.

Il governo ha anche aperto alle importazioni private di carburante, ma solo per chi può permetterselo. Così si crea un sistema a due velocità: una minoranza con mezzi continua a muoversi, la maggioranza resta ferma.

L’isola dei nonni senza futuro

C’è inoltre un problema strutturale, forse il più grave nel lungo periodo: Cuba sta rapidamente diventando un’“isola di nonni”.

La popolazione invecchia rapidamente, i giovani sono emigrati in massa e le prospettive di stabilità economica risultano ormai estremamente deboli, se non del tutto inesistenti.

Insomma…

Cuba è intrappolata. Embargo petrolifero, isolamento diplomatico e recessione economica hanno creato una situazione che difficilmente si risolverà in tempi brevi.

La crisi va ben oltre i blackout: ospedali che non operano, scuole che chiudono, un'economia che affonda. E soprattutto, un Paese che invecchia senza giovani che possano ricostruirlo.

E la domanda che tutti si pongono è: quanto può resistere un'isola senza petrolio, senza giovani e senza alleati?

Secondo te, qual è la soluzione per Cuba?

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