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💸 OpenAI raccoglie $122 miliardi con il round più grande della storia

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Il menù di oggi prevede:

  •  💸 OpenAI raccoglie $122 miliardi con il round più grande della storia

  • ⛽ L'Europa chiede ai cittadini di lavorare da casa e guidare meno

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

 💸 OpenAI raccoglie $122 miliardi con il round più grande della storia

OpenAI ha appena chiuso il round di investimento più grande della storia: $122 miliardi, ad una valutazione di $852 miliardi.

Per capire la portata della cifra: non è solo il più grande round mai fatto da una startup, è tra le più grandi transazioni finanziarie di sempre, superando per dimensioni molte acquisizioni e IPO storiche.

La domanda sorge quindi spontanea…

Ma chi ha messo tutti questi soldi?

La fetta più grande viene da tre colossi tecnologici:

  • 🛒 Amazon: $50 miliardi (di cui $35 miliardi sono però condizionati: scattano solo se OpenAI si quota in borsa o raggiunge l'AGI, l'intelligenza artificiale generale)

  • 🟩 Nvidia: $30 miliardi

  • 🇯🇵 SoftBank: $30 miliardi

Il resto arriva da una lista di investitori di primo piano come Andreessen Horowitz, il fondo sovrano di Abu Dhabi MGX, D.E. Shaw, TPG, T. Rowe Price.

Ok ma a cosa servono tutti questi soldi?

Il motivo è semplice: per fare AI servono un sacco di soldi.

OpenAI ha già annunciato investimenti per oltre $1.400 miliardi in infrastrutture fisiche nei prossimi anni: chip, data center, cavi, energia.

La cifra, da capogiro, dà l'idea dell’ammontare di risorse necessarie, e arriva in un momento tutt’altro che facile per OpenAI.

Sì, perché se da un lato i ricavi crescono (siamo a $2 miliardi al mese, con oltre il 40% che arriva già da clienti enterprise), dall’altro l’azienda è ancora lontana dall’essere profittevole.

I costi crescono ancora più in fretta: chip, data center, talenti e ricerca.

Secondo proiezioni interne e report recenti, OpenAI dovrebbe registrare perdite intorno ai $14 miliardi nel 2026 (quasi il triplo rispetto alle stime iniziali per il 2025), con un burn rate tra i più alti nella storia delle startup.

L’azienda ha già accumulato perdite significative negli anni passati e prevede di continuare a bruciare cassa pesantemente almeno fino al 2029-2030, quando spera di raggiungere la redditività grazie a una crescita esplosiva dei ricavi (obiettivo intorno ai $100 miliardi annui entro il 2029 in alcuni scenari interni).

OpenAI brucia costantemente denaro dall’inizio della sua fondazione, un modello “spendi ora per dominare dopo” che ricorda le grandi scommesse infrastrutturali del passato, ma su scala mai vista prima.

E oltre a questo c’è poi la competizione, sempre più agguerrita: Anthropic con Claude, Google con Gemini, Meta con i modelli open source, e l'arrivo di DeepSeek che a inizio anno ha dimostrato che si può fare AI di altissimo livello spendendo molto meno.

E adesso? IPO, SuperApp e addio a Sora

OpenAI ha da poco dismesso Sora, il suo modello di creazione di video AI

Il prossimo step che tutti si attendono è la quotazione, che oramai sembra esser questione di quando, più che di se.

Nel frattempo, l'azienda sta ridisegnando i suoi prodotti:

  • 🧩 Sta sviluppando una SuperApp desktop che unirà chatbot, strumento di coding e browser in un'unica interfaccia

  • ❌ Ha abbandonando Sora, il generatore di video AI, per concentrare le risorse altrove

  • 🔐 Sta riorganizzando i team di sicurezza per integrarli meglio nel processo di sviluppo

Alla fine, tutto questo denaro serve a rispondere a una domanda che nessuno sa ancora: quanto vale davvero l'intelligenza artificiale?

OpenAI ha appena convinto il mercato che la risposta è almeno $852 miliardi…

Pensi che OpenAI valga davvero 852 miliardi di dollari?

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CRISI ENERGETICA

⛽ L'Europa chiede ai cittadini di lavorare da casa e guidare meno

La guerra in Iran ha fatto schizzare il prezzo del petrolio del 60% e del gas del 70% in meno di 30 giorni.

Un quinto delle forniture energetiche mondiali è bloccato nel Golfo Persico.

E l'Europa, che pensava di aver imparato la lezione con la Russia, si ritrova di nuovo a fare i conti con una dipendenza che non ha mai davvero risolto.

Ora, dai vertici arrivano le prime raccomandazioni ai cittadini: lavorare da casa dove possibile, ridurre la velocità in autostrada, volare meno, usare i trasporti pubblici, fare car sharing.

Il commissario UE all'energia Dan Jørgensen è stato chiaro: "Più risparmiate petrolio, soprattutto diesel e carburante per aerei, meglio sarà per tutti."

Ma facciamo un piccolo passo indietro…

Come siamo arrivati fin qui?

Il 28 febbraio 2026 gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato i primi attacchi contro l'Iran.

Da quel momento, i mercati energetici globali non si sono più stabilizzati.

Il motivo è geografico prima che politico: lo Stretto di Hormuz, attraverso cui passa il 20% dell'offerta mondiale di petrolio greggio e gas liquefatto, è di fatto bloccato.

Le infrastrutture nel Golfo sono danneggiate. Il grande hub petrolifero di Kharg Island è sotto pressione.

Il risultato? In meno di 30 giorni:

  • 🛢️ Il prezzo del petrolio (Brent) ha superato i $95 al barile

  • 📈 I prezzi del gas in Europa sono saliti del 70%

  • 💸 Il conto extra per le importazioni di fossili dell'UE è già arrivato a €14 miliardi

Se lo shock petrolifero degli anni '70 è considerato uno dei momenti più destabilizzanti della storia economica moderna, secondo alcuni analisti questo potrebbe essere anche peggio.

E dall’UE arrivano alcune raccomandazioni…

Dan Jørgensen, Commissario europeo per l'energia e le politiche abitative

Dopo un vertice straordinario dei 27 ministri dell'energia, Bruxelles ha diffuso una serie di raccomandazioni, non ancora obbligatorie, ma molto esplicite:

  • 🏠 Lavorare da casa dove possibile

  • 🚗 Ridurre la velocità in autostrada di 10 km/h

  • ✈️ Volare meno, soprattutto per i viaggi brevi

  • 🚌 Privilegiare i trasporti pubblici

  • 🚘 Adottare il car sharing e una guida più efficiente

Il commissario Dan Jørgensen ha detto senza giri di parole: "Più risparmiate petrolio, soprattutto diesel e carburante per aerei, meglio sarà per tutti."

Al netto delle raccomandazioni, ancora non sono previsti piani europei per arginare la crisi

Il vertice di martedì tra i 27 ministri si è concluso senza misure concrete. Nessun tetto ai prezzi, nessun piano di emergenza condiviso, nessuna data.

Al netto di questo, la Commissione ha promesso un "pacchetto di misure" in arrivo, che dovrebbe includere:

  • Disaccoppiamento tra prezzi del gas e prezzi dell'elettricità

  • Tagli alle tasse sull'elettricità

  • Tasse sugli extraprofitti delle aziende energetiche

  • Aiuti di Stato per famiglie e imprese

Ma per ora sono solo indiscrezioni. E nel frattempo i prezzi salgono.

Questa crisi evidenzia ancora una volta la dipendenza energetica dell’UE

C'è una cosa che questa crisi mette in evidenza in modo brutale: l'Europa non è ancora indipendente dal punto di vista energetico.

Certo, negli ultimi anni qualcosa è cambiato: la dipendenza dal gas russo è scesa dal 45% al 10%, rimpiazzata da forniture da USA, Azerbaijan, Algeria e Canada.

Le rinnovabili coprono una fetta crescente del fabbisogno.

Ma basta uno shock geopolitico in un'altra parte del mondo per far tornare tutto in discussione.

Se il Brent dovesse salire a $120-200 al barile (scenario che alcuni analisti stimano al 40% di probabilità entro l'estate) non si parlerebbe più solo di guidare meno o lavorare da casa.

Si parlerebbe di recessione.

Tutto a spese dei cittadini europei.

Ti adatteresti alle raccomandazioni UE per risparmiare energia?

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🇺🇸 Trump sta pensando di uscire dalla Nato? (Ansa)

🇮🇹 L’Italia dice no all’uso di Sigonella da parte degli americani (Ansa)

📄 C’è stata una fuga di notizie sul nuovo modello di Anthropic (Wired)

💰 Instagram a pagamento per sbloccare alcune feature (Wired)

🇮🇹 C’è una proposta italiana per regolare gli algoritmi dei social network (Wired)

🌑 Il nuovo centro europeo per allenare gli astronauti (Wired)

Il 2 aprile 1948 il Congresso USA approva il Piano Marshall

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