• il Punto
  • Posts
  • 🏝️ L'isola di Kharg: il tallone d'Achille dell'Iran

🏝️ L'isola di Kharg: il tallone d'Achille dell'Iran

Buongiorno! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l’economia e l’attualità in modo semplice e veloce!

Ecco cosa offre il menù di oggi:

  • 🏝️ L'isola di Kharg: il tallone d'Achille dell'Iran

  • 🇮🇹 L'Italia del 2050: 7 milioni di persone in meno

🤩 Stiamo assumendo! Vuoi unirti a noi?

Abbiamo appena aperto due nuove posizioni lavorative full-time:

  • 📈 Social Media Content Creator (per @ilpuntoeconomico): se economia e finanza sono la tua passione e ti piace fare video brevi per i social, allora questa è la posizione giusta per te → clicca qui

  • 🤖 Junior Project Manager (per @techy_ita): se tecnologia, innovazione e AI sono la tua passione e ti piace parlarne sui social, allora questa è la posizione giusta per te → clicca qui

GEOPOLITICA

🏝️ L'isola di Kharg: il tallone d'Achille dell'Iran

Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran è entrato nella sua seconda settimana. Gli attacchi hanno colpito depositi di petrolio e siti di rifornimento, i mercati sono in fibrillazione e lo Stretto di Hormuz è praticamente bloccato.

In tutto questo, i riflettori si stanno accendendo su una piccola isola nel Golfo Persico che potrebbe cambiare le sorti del conflitto.

Ma cos’è l’Isola di Kharg e perché è così importante?

L'isola si trova a circa 25 km dalla costa iraniana ed è il cuore pulsante dell'industria petrolifera del Paese:

  • 🛢️ Da qui transita circa il 90% delle esportazioni di greggio iraniano

  • ⛽ La capacità di carico stimata è di circa 7 milioni di barili al giorno

  • 💰 È la principale fonte di valuta estera per il regime di Teheran

Insomma, per il regime di Teheran perdere il controllo di Kharg significherebbe perdere la sua principale fonte di entrate.

Trump potrebbe tentare di conquistarla?

Secondo diversi analisti, il presidente Trump potrebbe essere tentato di ordinare un'operazione per prendere il controllo dell'isola di Kharg. I motivi?

  • 💪🏻 Darebbe agli USA una leva negoziale enorme nei confronti dell'Iran, indipendentemente da quale regime sarà al potere alla fine del conflitto

  • 🇻🇪 Ricorderebbe la strategia usata di recente in Venezuela, dove gli Stati Uniti hanno di fatto preso il controllo del settore petrolifero del Paese

  • 📢 Rappresenterebbe una grande vittoria mediatica per Trump

C’è però un problema (anzi, più di uno)…

Conquistare Kharg non sarebbe affatto semplice.

Secondo gli analisti, un'operazione del genere richiederebbe truppe di terra sul territorio, cosa che l'amministrazione Trump sembra riluttante a fare. E anche in caso di successo, i rischi sarebbero enormi:

  • 🎯 L'isola diventerebbe un bersaglio per i droni iraniani per diverse settimane

  • 📈 I prezzi del petrolio potrebbero salire ancora di più, in un mercato già sotto pressione

  • 💥 Teheran potrebbe addirittura sabotare l'oleodotto che alimenta l'isola pur di non lasciarla in mano americana

Insomma, come ha sintetizzato Tamas Varga, analista petrolifero presso PVM, un'eventuale occupazione statunitense dell'isola "complicherebbe ulteriormente una situazione già complessa"

Intanto i mercati reagiscono

Dopo la nuova ondata di attacchi del fine settimana, i mercati energetici sono volati ai massimi da metà 2022:

  • 🇪🇺 Brent (riferimento europeo): +16%, fino a $107,18 al barile

  • 🇺🇸 WTI (riferimento USA): +12,5%, a $102,1 al barile

A pesare non è solo il conflitto in sé, ma il fatto che il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, da cui normalmente transita circa il 20% del petrolio e gas mondiale, si è praticamente fermato dall'inizio della guerra.

Insomma…

L'isola di Kharg è molto più di un punto sulla mappa: è il vero tallone d'Achille economico dell'Iran. Conquistarla darebbe agli Stati Uniti una leva senza precedenti, ma l'operazione è piena di incognite e potrebbe avere conseguenze imprevedibili sui mercati energetici e sull'intero equilibrio del conflitto.

Per ora, l'isola resta intatta. Ma più la guerra si prolunga, più la pressione per agire su questo fronte potrebbe crescere.

Secondo te, gli USA dovrebbero tentare di conquistare l'isola di Kharg?

Login o Iscriviti per partecipare ai sondaggi.

ITALIA

🇮🇹 L'Italia del 2050: 7 milioni di persone in meno

L'Italia si sta svuotando. E non è un modo di dire.

Secondo le ultime proiezioni dello scenario demografico elaborato da DemoSI-CRESME, basato sui dati definitivi del Censimento permanente ISTAT, entro il 2054 l'Italia potrebbe perdere oltre 7,6 milioni di residenti, passando dagli attuali 58,9 milioni a circa 51,6 milioni di abitanti.

E questo è lo scenario mediano. In quello più pessimistico, il calo potrebbe sfiorare addirittura i 10 milioni.

Ma chi “sparirà“?

La riduzione della popolazione avverrà interamente a carico della componente di cittadinanza italiana, che nello scenario mediano diminuisce di oltre 7,6 milioni di unità (-14,2%).

La popolazione straniera, invece, crescerà nel prossimo decennio per poi si stabilizza, attestandosi nel 2054 poco sopra i 5,6 milioni di residenti. L'incidenza degli stranieri sul totale passerà dal 9,1% al 10,9%.

Un aumento significativo, certo, ma del tutto insufficiente a compensare il calo complessivo. In altre parole, l'immigrazione attenua il problema, ma non lo risolve.

Il dato più preoccupante: l’invecchiamento

Se il calo della popolazione è il primo campanello d'allarme, il vero nodo critico è la trasformazione della struttura per età del Paese.

Sì, perché:

  • 👴🏻 La popolazione over-65 anni passerà da 14,6 milioni nel 2024 a oltre 18,4 milioni nel 2044

  • 👥 In termini relativi, si passerà da un rapporto di uno a quattro a un rapporto di uno a tre: entro vent'anni, un residente su tre sarà over 65

  • 📉 Dopo il 2044, il numero di anziani scenderà leggermente, ma non per un'inversione di tendenza: semplicemente perché le generazioni numerose del baby boom si estingueranno progressivamente

Incidenza % della popolazione residente anziana (over-65)

E in molte aree del Paese la situazione sarà ancora più estrema. Si stima che nelle aree interne, nel Mezzogiorno e in Sardegna, la quota di anziani è destinata a superare il 40%, con una pressione senza precedenti sui sistemi di welfare e servizi locali.

C’è poi un’Italia che tiene… e una che crolla

Lo scenario demografico rafforza una polarizzazione già in atto nel nostro Paese:

  • 🔼 Da un lato, le zone economicamente più forti del Nord, in particolare l'area di Milano, l'Emilia-Romagna e il Trentino-Alto Adige continuano ad attrarre giovani e lavoratori, riuscendo a reggere meglio l'urto del calo demografico

  • 🔽 Dall'altro lato, il Sud e le Isole stanno perdendo abitanti a un ritmo sempre più veloce. E il paradosso è che proprio le zone che storicamente erano le più giovani d'Italia sono oggi quelle da cui i giovani scappano di più

Variazione % della popolazione residente nelle province italiane

Il risultato? Il Sud non solo si spopola, ma invecchia più rapidamente del resto del Paese, ribaltando completamente il tradizionale equilibrio demografico con il Centro-Nord.

Insomma…

L'Italia si avvia verso una riduzione drastica della popolazione e un forte squilibrio generazionale, con effetti che vanno ben oltre la semplice questione dei numeri: mercato del lavoro, sistema pensionistico, domanda abitativa, organizzazione dei servizi.

I flussi migratori aiutano, ma non bastano. E senza un cambiamento strutturale delle dinamiche di natalità e della capacità di trattenere i giovani, il declino demografico resterà il tratto dominante dell'Italia dei prossimi trent'anni

Qual è secondo te la priorità per affrontare il declino demografico italiano?

Login o Iscriviti per partecipare ai sondaggi.

🇹🇷 La Nato intercetta un missile iraniano sopra la Turchia (Agi)

🇮🇹 La guerra in Iran cambia l'agenda del governo. Focus sui prezzi dell'energia (Agi)

☢️ Quando si affidano i codici nucleari all'AI, succede qualcosa di spaventoso (Techy)

🌍️ Perché la guerra in Medio Oriente rischia di diventare un bel problema anche per l'industria dei chip (Wired)

:

🤑 Dal Mur 60,7 milioni l'anno per assumere 2.000 ricercatori(Ansa)

🧠 I primi organoidi del cervello che possono essere addestrati (Ansa)

Il 10 marzo segna una delle più grandi svolte nella comunicazione umana. In quel giorno Alexander Graham Bell riuscì a effettuare la prima telefonata della storia, pronunciando la celebre frase rivolta al suo assistente Thomas Watson: “Mr. Watson, come here, I want to see you.”

Ti è piaciuta la Newsletter di oggi?

Login o Iscriviti per partecipare ai sondaggi.

Raggiungi 75mila professionisti con un click 💻️

Fai pubblicità in questa newsletter per far conoscere il tuo servizio o prodotto ad oltre 75mila professionisti, che sono per la stragrande maggioranza decision maker in azienda (C-Level, Mid-Upper management e imprenditori). Contattaci ora!

Newsletter curata da… 💌 

  • Sara Cacioli - il Punto Media (LN)

  • Duccio Pasquinelli - il Punto Media (LN)