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💻️ Steve Jobs, l’uomo che ha messo un’anima nei computer

Buongiorno! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l’economia e l’attualità in modo semplice e veloce!

Ecco cosa offre il menù di oggi:

  • 💻️ Steve Jobs, l’uomo che ha messo un’anima nei computer

  • 🇪🇺 L'UE dice sì al Mercosur

STORIE IMPRENDITORIALI

💻️ Steve Jobs, l’uomo che ha messo un’anima nei computer

La storia di Steve Jobs è una delle grandi parabole dell’innovazione moderna.

Non è la storia di un genio che inventa tutto da solo, ma di qualcuno che ha saputo vedere connessioni dove gli altri vedevano solo circuiti. Jobs non ha cambiato la tecnologia. Ha cambiato il modo in cui le persone si relazionano alla tecnologia.

Un bambino adottato nella futura Silicon Valley

Steve Jobs nasce nel 1955 a San Francisco da una madre biologica che, per pressioni familiari, è costretta a darlo in adozione.

Viene perciò cresciuto da Paul e Clara Jobs, una coppia semplice ed affettuosa, che gli trasmette due cose fondamentali: la fiducia in se stesso e l’amore per il lavoro fatto bene. È proprio dal padre che Steve impara a smontare e rimontare oggetti, a capire che dietro ogni prodotto c’è una logica, un ordine, un’idea.

Intorno a lui, intanto, prende forma quella che diventerà la Silicon Valley: un ambiente popolato da ingegneri, tecnici e inventori. Quel mondo, fatto di cavi, circuiti e prototipi, lo affascina più di qualsiasi altra cosa.

L’incontro che ha cambiato tutto

Da adolescente, Steve Jobs vive un incontro destinato a segnare profondamente il suo futuro: quello con Steve Wozniak, per tutti Woz. Ingegnere di straordinario talento, Wozniak è ossessionato dall’eleganza del codice e dalla purezza delle soluzioni tecniche. Per lui l’elettronica non è soltanto ingegneria, ma una vera forma d’arte: qualcosa da perfezionare non per necessità, ma per il piacere di vederla funzionare nel modo più semplice, armonioso e bello possibile.

Jobs ne è il perfetto contraltare. Non guarda la tecnologia per quello che è, ma per quello che può diventare nella vita delle persone. Dove Woz vede una macchina straordinaria, Steve vede un oggetto capace di cambiare il modo in cui qualcuno lavora, crea e comunica.

Il loro primo vero banco di prova sono le Blue Box, piccoli dispositivi che permettono di telefonare gratis ingannando la rete telefonica: per Woz è una sfida tecnica, per Jobs è la scoperta che un’invenzione può diventare un prodotto desiderato che la gente vuole comprare.

La Blue Box

Woz costruisce la tecnologia. Jobs costruisce il significato. Uno progetta circuiti, l’altro immagina esperienze.
Ed è da questa combinazione che nasce il DNA di Apple.

La nascita di Apple

Nel 1975 Wozniak realizza un prototipo di computer personale: una macchina piccola, con tastiera e schermo, che può stare su una scrivania.

Jobs intuisce subito che quello non è solo un giocattolo per ingegneri, ma il seme di un mercato enorme.

È da questa intuizione che, l'1 aprile 1976, nasce ufficialmente Apple Computer.

Steve Wozniak e Steve Jobs

Il primo prototipo, l'Apple I, vende qualche centinaio di unità. Ma la vera svolta arriva con il secondo prototipo, l'Apple II, che debutta nel 1977 e diventa il primo personal computer venduto in massa:

  • 💰 Nel 1980 Apple fattura $118 milioni

  • 📈 Il 12 dicembre 1980 si quota in borsa con una valutazione di $1,79 miliardi

  • 🚀 È una delle IPO più straordinarie della storia americana

A soli venticinque anni, Steve Jobs diventa uno dei volti simbolo della nascente Silicon Valley.

Macintosh e la caduta

Nonostante il successo, Steve sente che l'Apple II è il capolavoro di Woz e cerca un progetto che incarni la sua visione personale: il Macintosh.

Il lampo arriva nel dicembre 1979, quando visita il centro di ricerca Xerox in California. Lì vede per la prima volta finestre che si spostano con un clic, icone che rappresentano documenti e un cursore mosso da un "mouse".

Jobs non riesce a credere ai suoi occhi: Xerox ha in mano le chiavi per il futuro, ma non ha la più pallida idea di cosa farsene.

Tornato in Apple, ripensa il Macintosh dalle fondamenta: un design amichevole, un mouse economico e un'interfaccia talmente intuitiva da far dimenticare all'utente di trovarsi davanti a un computer.

Ma l'euforia dura poco: il Mac è innovativo ma anche troppo caro e con problemi tecnici. Le vendite precipitano, le tensioni interne esplodono e nel 1985 Steve Jobs viene estromesso dalla sua stessa azienda.

Next, Pixar e la rinascita

Fuori da Apple, Steve Jobs non scompare: cambia pelle.

Nel 1985, appena trentenne fonda NeXT per costruire computer di nuova generazione. Nel frattempo, acquista da George Lucas anche una piccola divisione grafica che trasformerà in Pixar.

Per anni entrambe le aziende faticano a fare soldi. Ma quelle "mezze sconfitte" si trasformano nelle vittorie che porteranno alla sua rinascita:

  • 🖥️ NeXT non ha successo commerciale, ma sviluppa un sistema operativo avanzatissimo

  • 🎬 Nel 1995 Pixar pubblica Toy Story, il primo lungometraggio interamente animato al computer, che diventa un fenomeno globale

  • 💻 Nel frattempo Apple, senza Jobs, è sull'orlo del fallimento e ha un bisogno disperato di un nuovo sistema operativo

Guarda caso, la soluzione migliore proviene proprio da NeXT.

Nel dicembre 1996 Apple acquisisce NeXT e Jobs rientra ufficialmente in azienda.

Il 16 settembre 1997, dodici anni dopo la sua dipartita, torna alle redini come CEO.

Il ritorno ad Apple

Appena rientrato, Jobs capisce che Apple non sta fallendo per mancanza di idee, ma per eccesso di caos. Troppe linee di prodotto, troppi modelli, nessuna direzione chiara. In una riunione prende un pennarello, disegna una griglia a quattro quadranti e decide che Apple farà solo quattro computer: un desktop e un portatile per i professionisti, un desktop e un portatile per i consumatori. Fine.

La semplificazione funziona. Nel 1998 Apple torna in utile con $309 milioni, dopo aver perso oltre un miliardo l’anno prima.

Parallelamente, Jobs rilancia il significato del brand con la campagna Think Different: Apple si posiziona come la scelta di chi vuole pensare e vivere fuori dagli schemi. Da quel momento non compri solo un computer, scegli un’identità.

E poi arrivano i prodotti che rendono concreta quella visione:

  • 🖥️ 1998: l'iMac, dal design arrotondato e colori accesi

  • 🎵 2001: l'iPod e l'iTunes Store che ridefiniscono l'industria discografica

  • 📱 2007: l'iPhone, che elimina la tastiera fisica e inaugura l'era degli smartphone

In pochi anni Apple passa dall’orlo del fallimento al centro dell’industria tecnologica. Entro il 2010 vende 90 milioni di iPhone e spazza via giganti come Nokia.

Tutto grazie a una strategia semplice e radicale: fare meno cose, ma farle così bene da cambiare il mercato.

L’eredità di Steve Jobs

Nel 2003 a Steve viene diagnosticato un raro tumore al pancreas. Per anni continua a lavorare, ma la malattia avanza.

Nell'agosto 2011 rassegna le dimissioni, pochi giorni dopo che Apple è diventata la società di maggior valore al mondo. Il 5 ottobre 2011 muore a cinquantasei anni.

Alla sua scomparsa, Apple non è solo una società di successo: è ormai un simbolo culturale. È l’azienda che ha portato il computer nelle case, la musica in tasca e Internet nel palmo della mano, cambiando per sempre il rapporto tra persone e tecnologia.

L’eredità di Jobs non sono solo prodotti iconici, ma un’idea potente: la tecnologia può essere semplice, umana e capace di migliorare davvero la vita delle persone.

Se vuoi conoscere i retroscena della storia di Steve Jobs e la nascita del mito di Apple, non puoi perderti l’ultimo nostro video su YouTube 👇️ 

COMMERCIO INTERNAZIONALE

🇪🇺 L'UE dice sì al Mercosur

Dopo 25 anni di trattative, l'Unione Europea ha finalmente approvato l'accordo di libero scambio con il Mercosur, il blocco sudamericano che comprende:

  • 🇧🇷 Brasile (che da solo contribuisce per il 77% all’economia del Mercosur)

  • 🇦🇷 Argentina 

  • 🇺🇾 Uruguay 

  • 🇵🇾 Paraguay 

Si tratta di un'intesa storica che creerà una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, coprendo oltre 700 milioni di persone e quasi il 25% del PIL globale.

Il voto, però, è stato tutt'altro che scontato: Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda hanno votato contro, mentre il Belgio si è astenuto. A fare la differenza è stato il sì dell'Italia, che fino a poche settimane fa era tra i Paesi più scettici...

Ma cosa prevede l’accordo?

L'intesa prevede la progressiva eliminazione dei dazi sul 91% degli scambi tra le due aree.

Per capire l'impatto, basta guardare ai dazi attuali che i Paesi Mercosur applicano sulle merci europee:

  • 💊 14% sui farmaci

  • 🏭 20% sui prodotti industriali

  • 🚗 35% sulle automobili

Queste tariffe costano circa €4 miliardi all'anno alle aziende europee.

Con l’accordo, questi dazi verranno gradualmente azzerati, facilitando le esportazioni europee.

In cambio, il blocco latinoamericano otterrà agevolazioni sulle sue esportazioni agricole, in particolare carne bovina, riso, pollo, zucchero e bioetanolo.

E proprio per questo gli agricoltori europei protestano

Gli agricoltori e gli allevatori europei temono la concorrenza sleale da parte dei paesi sudamericani.

Manifestazione degli agricoltori a Bruxelles

Il motivo? I paesi del Mercosur possono produrre carne (e altri prodotti agricoli) a prezzi più bassi, dato che non sono vincolati ai rigidi standard sanitari e ambientali dell'Unione Europea.

Per questo, alcuni paesi si sono opposti fino all'ultimo.

Ma i loro voti non sono bastati a bloccare l'accordo, che aveva bisogno dell'approvazione di almeno 15 paesi che rappresentassero almeno il 65% della popolazione europea.

Il colpo di scena dell’Italia

Nell'ultimo anno il governo Meloni era sempre stato tra i più scettici sull'accordo, posizionandosi al centro del gruppo di Paesi contrari all’accordo. Nelle ultime settimane, però, l'Italia ha cambiato posizione dopo aver ottenuto due concessioni importanti:

1️⃣ Clausole di salvaguardia rafforzate: la Commissione UE potrà intervenire se le importazioni di prodotti "sensibili" (come la carne) aumenteranno del 5% e i loro prezzi sul mercato europeo scenderanno della stessa percentuale

2️⃣ Maggiore flessibilità sui fondi agricoli Von der Leyen ha promesso che tutti i €293,7 miliardi destinati alla PAC (Politica Agricola Comune) nel settennato 2028-2035 potranno essere spesi subito

Cosa succederà ora?

Con il voto di oggi si è superato lo scoglio politico più importante, ma il percorso non è ancora concluso.

Ecco i prossimi passaggi:

  • ✍️ Firma ufficiale da parte di von der Leyen in Paraguay prevista per il 17 gennaio

  • 🗳️ Ratifica del Parlamento europeo (servirà una maggioranza semplice)

  • 🏛️ Ratifica dei quattro Parlamenti degli Stati Mercosur

Insomma, dopo 25 anni di negoziati l'accordo Mercosur è finalmente realtà. Resta da vedere se le garanzie promesse dalla Commissione europea basteranno a placare le proteste degli agricoltori… e se la maggioranza al Parlamento europeo terrà, considerando le pressioni dei governi contrari.

L'accordo UE-Mercosur secondo te...

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