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🇺🇸 La rivincita dei dazi di Trump

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Il menù di oggi prevede:

  • 🇺🇸 La rivincita dei dazi di Trump

  • 💶 L’euro cambia faccia

COMMERCIO INTERNAZIONALE

🇺🇸 La rivincita dei dazi di Trump

Dopo la bocciatura della Corte Suprema, la guerra dei dazi lanciata da Trump il 2 aprile 2025 sembrava essere arrivata al capolinea.

La Casa Bianca, però, non si è fermata: sta rilanciando la stessa strategia su basi giuridiche più tradizionali e molto più difficili da contestare in tribunale.

I dazi, quindi, non stanno scomparendo. Stanno semplicemente cambiando forma.

Cosa ha fatto Trump

L’ultima mossa del tycoon è un nuovo pacchetto di tariffe del 10% o del 12,5% applicate a 60 Paesi (e sì, se ve lo stavate chiedendo c’è anche l’Italia). Il motivo ufficiale è la scarsa applicazione dei divieti contro il lavoro forzato.

La portata di queste misure è enorme:

  • 📦 coprono il 99,4% delle importazioni statunitensi

  • ⏺️ sostituiscono il dazio globale temporaneo del 10% scaduto lo stesso giorno (24 luglio 2026)

  • ⚖️ vengono introdotte attraverso la Sezione 301, la stessa norma usata contro la Cina nel primo mandato

In sostanza, Trump sta ricostruendo una parte dei dazi del “Liberation Day”, che andavano dal 10% al 50% e colpivano quasi tutti i partner degli Stati Uniti. A febbraio, la Corte Suprema li aveva bocciati perché basati su una legge d’emergenza mai utilizzata prima in questo modo.

Perché la strategia è cambiata?

Al suo ritorno alla Casa Bianca, Trump aveva scelto la via più rapida: imporre subito tariffe elevate per costringere gli altri Paesi a negoziare.

Quella strategia, però, si è rivelata fragile sul piano legale e caotica su quello commerciale.

Ora l’approccio è opposto. L’amministrazione usa norme già testate nei tribunali, accompagnate da indagini formali e procedure più lunghe, ma anche molto più solide.

L’Atlantic Council ha descritto bene la situazione: il muro tariffario viene ricostruito «mattone dopo mattone» ed è destinato a essere molto più resistente.

Il vero motore di tutto è il gettito

Dietro questa strategia non c’è soltanto la volontà di proteggere l’industria americana. C’è anche un motivo fiscale.

Con un debito pubblico vicino ai $40.000 miliardi, le entrate generate dai dazi sono diventate troppo importanti per essere ignorate:

  • 💰 i dazi del “Liberation Day” avevano prodotto $166 miliardi, poi trasformati in un saldo negativo a causa dei rimborsi agli importatori

  • 📊 le tariffe temporanee rimaste in vigore per 150 giorni hanno generato altri $31 miliardi

Il rischio, secondo diversi osservatori, è che anche le future amministrazioni finiscano per dipendere da queste entrate.

Cosa arriva adesso

Questa è soltanto la prima fase. Nei prossimi mesi sono attese:

  • 🏭 indagini sulla sovracapacità industriale di 16 grandi partner, tra cui Cina, Unione Europea, Giappone, Corea del Sud, Messico e Vietnam

  • 💡 un’indagine sul presunto furto di proprietà intellettuale da parte del Vietnam

  • 🔒 nuove protezioni per settori strategici come semiconduttori, robotica e macchinari industriali

Per le aziende c’è almeno un elemento di certezza: i diversi strati di dazi non dovrebbero superare i tetti già negoziati, pari al 15% per Unione Europea, Giappone e Corea del Sud e a circa il 20% per la Cina.

Alcune tariffe annunciate potrebbero quindi restare solo sulla carta e servire come leva per far rispettare gli accordi.

Si sa però che con Trump tutto è imprevedibile: dai dazi del 50% su birra, latticini e bastoni da hockey canadesi, fino alla minaccia di bloccare il commercio con la Spagna per il mancato rispetto degli obiettivi di spesa NATO.

Una cosa è certa

I dazi di Trump non sono più una misura temporanea da usare nei negoziati, ma stanno diventando una componente permanente della politica economica americana.

Più prevedibilità per le imprese, quindi, ma anche più pressione sui partner commerciali e costi potenzialmente più alti per famiglie e aziende statunitensi.

I dazi di Trump sono qui per restare?

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UNIONE EUROPEA

💶 L’euro cambia faccia

Da oltre vent’anni, sulle banconote in euro compaiono ponti, finestre e portali che sembrano familiari, ma che in realtà non esistono da nessuna parte.

Una scelta volutamente neutrale, pensata per non privilegiare un Paese rispetto agli altri. Ora, però, la Banca Centrale Europea vuole cambiare tutto: le prossime banconote potrebbero mostrare personaggi realmente esistiti oppure animali e paesaggi del continente.

E, per la prima volta, anche i cittadini europei potranno dire la loro.

Ma facciamo un piccolo passo indietro…

Le banconote attuali

Le banconote in euro entrano in circolazione il 1° gennaio 2002. A differenza delle monete, che hanno una faccia nazionale, mantengono lo stesso identico aspetto in tutta l’Eurozona.

Il design, realizzato dall’artista austriaco Robert Kalina, racconta la storia dell’architettura europea: sul fronte compaiono finestre e portali, simbolo di apertura; sul retro ponti, simbolo di collegamento tra i popoli.

C’è però un dettaglio fondamentale: nessuno degli edifici raffigurati esiste davvero.

Le strutture furono inventate per evitare di scegliere il monumento di un singolo Stato e trasformarlo nel simbolo dell’intera moneta europea. Inserire il Colosseo, la Torre Eiffel o la Porta di Brandeburgo avrebbe inevitabilmente favorito qualcuno e scontentato gli altri.

Nel 2013 arriva un primo restyling con la serie Europa, chiamata così per il volto della figura mitologica inserito nella filigrana. L’obiettivo è soprattutto rendere le banconote più difficili da contraffare, mentre ponti e finestre restano al loro posto.

Almeno fino ad oggi.

Come verrà scelto il nuovo design

La BCE ha presentato i progetti finalisti per la nuova generazione di banconote. Il percorso è stato lungo:

  • 📨 Oltre 1.200 proposte esaminate

  • 🎨 Due temi selezionati: cultura e natura

  • 🖌️ Cinque diversi concept grafici per ciascun tema

La presidente della BCE Christine Lagarde presenta i progetti finalisti per le future banconote in euro

Adesso la parola passa ai cittadini. Attraverso una consultazione pubblica sul sito della BCE, gli europei possono esprimere la propria preferenza e contribuire alla scelta finale.

E tu quale proposta preferisci?

Tema 1: i grandi protagonisti europei

La prima proposta abbandona l’anonimato e porta sulle banconote alcune delle figure più influenti della storia del continente:

  • 🎭 €5Maria Callas, la soprano che ha rivoluzionato l'opera

  • 🎼 €10 Ludwig van Beethoven, il compositore tedesco

  • 🔬 €20Marie Curie, Nobel e pioniera della scienza

  • 📖 €50Miguel de Cervantes, autore del Don Chisciotte

  • 🎨 €100 Leonardo da Vinci

  • 🕊️ €200 Bertha von Suttner, Nobel per la pace

La selezione evita volutamente sovrani, politici e leader militari. I protagonisti appartengono alla cultura, alla scienza, all’arte e al pacifismo: figure capaci di superare i confini nazionali e rappresentare l’intero continente.

Tema 2: gli uccelli d’Europa

La proposta alternativa punta tutto sulla biodiversità. Ogni banconota raffigura una specie di uccello europeo su uno sfondo di paesaggio fluviale, mentre sul retro compare una delle grandi istituzioni dell'Unione:

  • 🐦 Rampichino → Parlamento europeo

  • 🐦 Martin pescatore → Commissione europea

  • 🐦 Gruccione → Banca Centrale Europea

  • 🕊️ Cicogna bianca → Corte di giustizia UE

  • 🐦 Avocetta → Consiglio europeo e Consiglio dell'UE

  • 🐦 Sula settentrionale → Corte dei conti europea

Un messaggio doppio: celebrare la ricchezza naturale del continente e ricordare la necessità di proteggerla.

Quando arriveranno?

Attenzione a non correre troppo…

La consultazione pubblica è solo una delle fasi del processo. Chiuso il sondaggio e scelto il design vincitore, la BCE dovrà avviare le complesse fasi tecniche di produzione. L'ingresso in circolazione è previsto a partire dalla fine del 2026.

Insomma

Dopo vent'anni di ponti e finestre senza volto, l'euro prova finalmente a darsi un'identità riconoscibile.

E la vera novità non è soltanto ciò che finirà sulle banconote. È il fatto che, per la prima volta, gli europei potranno contribuire a scegliere il volto del simbolo più concreto dell’Unione: i soldi che ogni giorno tengono nel portafoglio.

Tu quale sceglieresti?

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🤖 Un milione di modelli AI ha simulato il futuro di Tokyo (Techy)

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Il 28 luglio 1914 l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia, dando ufficialmente inizio alla Prima guerra mondiale.

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