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🌍️ Il mondo risponde ai dazi di Trump

Buongiorno! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l’economia e l’attualità in modo semplice e veloce!

Il menù di oggi è offerto da Techy, la community per chi vuole capirne di più di tecnologia, innovazione e AI:

  • 🌍️ Il mondo risponde ai dazi di Trump

  • 🤖 OpenAI raccoglie $40 miliardi e diventa la seconda azienda più valutata al mondo

COMMERCIO INTERNAZIONALE

🌎️ Il mondo risponde ai dazi di Trump

Il "Liberation Day" è arrivato!

Ieri, mercoledì 2 aprile, Donald Trump ha lanciato ufficialmente la sua grande offensiva commerciale con l'introduzione di dazi che, secondo il presidente, dovrebbero inaugurare un'"età dell'oro" per gli Stati Uniti.

Di che numeri stiamo parlando?

I dazi annunciati da Trump variano a seconda del paese di provenienza delle merci. Ecco i più rilevanti:

  • 🇪🇺 Unione Europea: 20%

  • 🇨🇳 Cina: 34%

  • 🇻🇳 Vietnam: 46% (il più alto tra tutti)

  • 🇬🇧 Regno Unito: 10%

  • 🇯🇵 Giappone: 24%

  • 🇰🇷 Corea del Sud: 25%

  • 🇮🇳 India: 26%

I dazi al 10% entreranno in vigore dal 5 aprile, mentre quelli per i "worst offenders", i 60 Paesi peggiori, dal 9 aprile.

E attenzione perché queste tariffe si aggiungeranno a quelle già previste per specifiche merci, come il 25% sulle automobili importate (in vigore dal 3 aprile), acciaio e alluminio.

Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere

La risposta più sorprendente? 

L'alleanza tra Cina, Giappone e Corea del Sud, che hanno deciso di fare fronte comune.

Negli scorsi giorni i ministri del Commercio dei tre paesi si sono riuniti d'urgenza a Seul, nel primo incontro trilaterale di questo tipo dal 2020, con l’obiettivo di accelerare i negoziati per:

  • 🤗 Offrire "un ambiente prevedibile" alle imprese

  • 🤝 Arrivare ad un accordo di libero scambio trilaterale

  • 💪 Potenziare le intese esistenti come il partenariato RCEP (Regional Comprehensive Economic Partnership), un accordo firmato nel 2020 da 15 paesi asiatici per diminuire i dazi commerciali tra loro

Da sinistra a destra i ministri del Commercio: sudcoreano Ahn Duk-geun, giapponese Yoji Muto e cinese Wang Wentao

Questo incontro rappresenta un cambio di rotta notevole

Di fatto, tradizionali rivali storici si stanno unendo contro Washington, superando le loro divergenze per contrastare i dazi di Trump.

Secondo diversi esperti, Pechino sta cercando di capitalizzare sul malcontento causato proprio dai dazi per rafforzare i legami commerciali con i partner economici degli Stati Uniti.

Una mossa astuta da parte della Cina, che potrebbe sfruttare questa situazione per:

  • 🧩 Riposizionarsi come partner commerciale affidabile in Asia

  • 🛡️ Creare un fronte comune contro le politiche protezionistiche degli USA

  • 🌉 Costruire nuovi ponti diplomatici con paesi storicamente più vicini a Washington che a Pechino

Anche l’Europa non è rimasta a guardare

“Non vogliamo necessariamente adottare misure di ritorsione. Ma abbiamo un piano solido per farlo se necessario"

Ursula Von der Leyen, Presidente della Commissione UE

Bruxelles non scherza e ha già pronto un pacchetto di contromisure:

  • 💶 Dazi di ritorsione su beni americani per circa €26 miliardi

  • 🕰️ Rinvio dell'entrata in vigore dal 1º aprile a metà aprile (ultimo tentativo di dialogo)

  • 📊 Possibili misure che andranno oltre i classici dazi e includeranno anche i servizi

Ad ogni modo, l'obiettivo principale per l’UE resta una "soluzione negoziata" ma, se necessario, Bruxelles è pronta ad adottare "contromisure ferme", come ha dichiarato Von der Leyen.

In ogni caso, le reazioni negative arrivano da ogni parte

L'ondata di dazi di Trump ha suscitato reazioni critiche anche da altri attori globali.

🇨🇦 Il Canada ha definito "un attacco diretto" i nuovi dazi sulle auto: il premier canadese Mark Carney ha espresso sdegno per la misura, temendo gravi ripercussioni sull'industria nordamericana integrata

Mark Carney, Primo ministro canadese

🇮🇳 L'India ha manifestato preoccupazione e potrebbe valutare ritorsioni se le esportazioni indiane saranno colpite.

🇦🇺 L'Australia, dopo non essere riuscita a ottenere un'esenzione dai dazi sull'acciaio, ha criticato la mossa di Trump. Il primo ministro Anthony Albanese l'ha definita "contraria allo spirito della duratura amicizia delle nostre due nazioni"

Ora il rischio per gli Stati Uniti è l’isolamento

L'America First di Trump rischia di trasformarsi in “America Alone”:

  • 🌏️ In Asia, Paesi tradizionalmente alleati degli USA (Giappone e Corea del Sud) collaborano ora con la Cina

  • 🇪🇺 L'UE non ha nascosto il suo interesse verso i mercati asiatici per compensare l'incertezza del mercato americano

Insomma, paradossalmente, queste misure, pensate per proteggere l'economia americana, potrebbero danneggiare la posizione degli Stati Uniti nel sistema commerciale mondiale.

Tu che ne pensi? Quale sarà l'esito di questa nuova "guerra dei dazi"?

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IN COLLABORAZIONE CON: UNICEF

🌏️ Cosa possiamo fare per il terremoto in Myanmar?

Lo scorso 28 marzo, un devastante terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito il Myanmar.

Molti edifici, strade e infrastrutture sono state distrutte, la popolazione è senza elettricità e telecomunicazioni e servizi essenziali come l’accesso all’acqua potabile sono stati interrotti. Secondo i dati ufficiali, le vittime sono almeno 2.700 e i feriti oltre 3.400, fra cui molti bambini.

In questa fase di emergenza, UNICEF ha deciso di intervenire, distribuendo in poche ore oltre 80 tonnellate di aiuti essenziali.

Purtroppo, già prima del terremoto il Myanmar stava attraversando una sanguinosa crisi umanitaria, che ha reso oltre 6,5 milioni di bambini bisognosi di assistenza.

Per questo motivo, abbiamo deciso di supportare la raccolta fondi organizzata dall’UNICEF, a cui, se riesci, puoi partecipare cliccando il link qui in basso.

Questo non è un adv, non abbiamo ricevuto alcun compenso per raccontare l’iniziativa ma abbiamo deciso autonomamente di supportare UNICEF in questa campagna.

TECH & INTELLIGENZA ARTIFICIALE

🤖 OpenAI raccoglie $40 miliardi e diventa la seconda azienda più valutata al mondo

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con techy, la newsletter completamente gratuita che esce 3x a settimana e ti aggiorna su tutto ciò che devi sapere su Tech ed Ai.

OpenAI ha appena ottenuto un nuovo round di finanziamenti da $40 miliardi, scalando la classifica delle società più valutate al mondo.

Con questo colpo, la casa-madre di ChatGPT sale al secondo posto con una valutazione di $300 miliardi, riducendo il distacco da SpaceX che guida la classifica a quota $350 miliardi.

Ma chi ha investito tutti questi soldi?

Il round di finanziamenti è guidato principalmente dalla holding giapponese Softbank, che possiede anche Arm, società specializzata nel design di chip avanzati e quotata in borsa negli Stati Uniti.

L’investimento sarà diviso in due tranche:

  • 💴 $10 miliardi a metà aprile

  • 💴 $30 miliardi a dicembre

Ma c'è un vincolo importante: la seconda tranche è legata alla trasformazione di OpenAI da ente no profit a società a scopo di lucro. Se questa ristrutturazione aziendale non andasse a buon fine, la seconda parte dell'investimento scenderebbe a $20 miliardi.

Circa $10 miliardi dell'investimento totale dovrebbero essere condivisi da SoftBank con altri co-investitori non ancora ufficialmente confermati.

Secondo alcune indiscrezione, potrebbe trattarsi di una cordata composta da:

  • 🔹 Microsoft, che ha già finanziato OpenAI con circa $13 miliardi negli anni passati

  • 💼 Coatue

  • 📈 Altimeter

  • 💡 Thrive

A cosa serviranno questi soldi?

I capitali, ha dichiarato l'azienda di ChatGpt, serviranno per:

  • 🔬 Avanzare la ricerca sull'intelligenza artificiale

  • 🖥️ Espandere l'infrastruttura computazionale

  • 🛠️ Migliorare i propri strumenti

L'azienda, insomma, punta a potenziare i servizi offerti ai 500 milioni di utenti che utilizzano ChatGPT ogni settimana.

Un numero impressionante, considerando che stiamo parlando di quasi il 6% della popolazione mondiale!

E c'è un dettaglio importante: circa $18 miliardi dovrebbero essere destinati al progetto Stargate, una joint venture tra SoftBank, OpenAI e Oracle annunciata dal Presidente Donald Trump a gennaio.

Tra l’altro, OpenAI ha lanciato da poco un nuovo image generator che è andato subito virale

Image generator che è molto più avanzato della versione precedente e che in questi ultimi giorni è stato preso d’assalto per generare immagini ispirate allo stile artistico di Hayao Miyazaki, il celebre regista e fondatore dello Studio Ghibli.

Questa nuova funzione ha scatenato un'ondata di richieste talmente massiccia da costringere OpenAI a:

  • 🚫 Rinviare la generazione immagini per gli utenti gratuiti

  • ⏸️ Disabilitare la generazione video con Sora per i nuovi utenti

  • 🐌 Accettare rallentamenti nelle sue gpu (le complesse unità di calcolo che stanno alla base dei modelli di AI)

E Sam Altman è corso ai ripari…

Il CEO Sam Altman ha lanciato un appello pubblico su X, con tono quasi disperato: "Se qualcuno ha disponibilità di GPU in blocchi da 100.000 da fornirci subito, ci contatti!"

Il problema è che in questo momento né NVIDIA né AMD sembrano in grado di soddisfare una richiesta così massiccia nell'immediato, visto che la produzione è già al massimo della capacità.

E mentre OpenAI corre, Elon Musk non rimane certo a guardare…

Solo pochi giorni fa, Elon ha annunciato l'acquisizione di X da parte della sua startup di intelligenza artificiale xAI, con uno scambio interamente in azioni che valuta quest’ultima $80 miliardi e l’ex-twitter circa $33 miliardi.

Questa mossa strategica permetterà a xAI di utilizzare il database di interazioni degli utenti di X per addestrare Grok, il suo modello di intelligenza artificiale, dando a Musk un potenziale vantaggio competitivo sul suo rivale Sam Altman di OpenAI…

La corsa agli armamenti dell’AI sta accelerando

Da una parte OpenAI con la sua valutazione stellare e la sua fame di risorse computazionali, dall'altra Musk che cerca di sfruttare le sinergie tra le sue aziende per recuperare terreno.

Nel frattempo, i colossi tecnologici come Google, Meta e Amazon non stanno certo a guardare, investendo miliardi nei rispettivi progetti AI.

Una cosa è certa: la battaglia per il dominio dell'intelligenza artificiale è solo all'inizio, e i vincitori potrebbero ridefinire il futuro dell'economia globale…

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