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🇺🇸 Gli USA hanno rotto il muro dei 40.000 miliardi di debito

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Il menù di oggi:
🇺🇸 Gli USA hanno rotto il muro dei 40.000 miliardi di debito
🛥️ L’Italia è un paese di navigatori
STATI UNITI
🇺🇸 Gli USA hanno rotto il muro dei 40.000 miliardi di debito

Il debito pubblico federale degli Stati Uniti ha superato per la prima volta i $40.000 miliardi.
A colpire non è solo la cifra, ma la velocità con cui è cresciuto questo debito. L'ultimo "scalino" da 1.000 miliardi è stato aggiunto in meno di cinque mesi, visto che a marzo il debito era a quota 39.000 miliardi.
Per dare un'idea di cosa significhi questa cifra, si tratta di circa $117.000 di debito per ogni cittadino americano.
Ma come ci sono arrivati?
Guerre, recessioni e pandemia hanno spinto le spese verso l'alto negli ultimi anni.
E, a questo punto, il meccanismo è semplice: da anni lo Stato americano spende sistematicamente più di quanto incassa.
Nel 2026 il bilancio federale prevede:
💰 $5.600 miliardi di entrate
💸 $7.400 miliardi di spesa
📉 un deficit di circa 1.800 miliardi, pari al 5,8% del PIL
Gran parte della spesa è concentrata in poche voci ma che aumentano ogni anno. Nel 2026:
🤝1.670 miliardi per la previdenza sociale
🏥 circa 1.900 miliardi per la sanità
🪖 918 miliardi per la difesa
📈 oltre 1.000 miliardi per gli interessi sul debito
🏛️ circa $1.900 miliardi per tutti gli altri programmi federali
Il risultato è che il debito lordo è raddoppiato in dieci anni e quadruplicato in venti.
Per fare un confronto storico, agli Stati Uniti sono serviti quasi due secoli per raggiungere i primi 1000 miliardi di debito, raggiunti nel 1981. Oggi è bastato meno di 5 mesi per aggiungerne uno.

Il punto più delicato riguarda gli interessi sul debito
Gli Stati Uniti oggi spendono oltre $1.000 miliardi all’anno solo per pagare gli interessi, più di quanto destinano alla difesa.
E qui nasce il problema del cosiddetto “effetto palla di neve”:
📈 Il debito aumenta: lo Stato deve prendere in prestito sempre più denaro
💸 Crescono gli interessi: più debito significa più interessi da pagare ogni anno
🔄 Si riducono le risorse disponibili: una parte sempre maggiore del bilancio viene utilizzata per pagare gli interessi, invece di finanziare sanità, pensioni, infrastrutture o altri servizi.
🏦 Serve nuovo debito: se le entrate fiscali non bastano a coprire sia la spesa pubblica sia gli interessi, lo Stato deve emettere nuovi titoli di Stato
📈 Il debito cresce ancora: il nuovo debito genera a sua volta altri interessi, alimentando il circolo vizioso.
A complicare il quadro ci sono anche i mercati finanziari. Il rendimento dei Treasury americani a 30 anni ha recentemente raggiunto il 5,34%, il livello più alto dal 2007.
Quando salgono i rendimenti dei titoli di Stato, però, non è un problema solo per Washington: aumentano anche i costi di finanziamento per aziende e famiglie, compresi i tassi sui mutui.
Con numeri di questo tipo, viene da chiedersi se al mondo ci sia qualcuno messo peggio degli Stati Uniti.
Gli USA sono il Paese più indebitato al mondo?
In valore assoluto sì, e non c'è partita con nessun altro. In rapporto al PIL, però, la storia cambia.
Secondo il FMI, nel 2026 il debito americano arriverà a 125,8% del PIL, in netta crescita rispetto al 103,7% del 2012, ma non è il valore più alto tra le economie avanzate.
Il primato tra le economie avanzate spetta infatti da anni al Giappone, che secondo il FMI viaggia sopra il 200% del PIL, mentre poco sotto si collocano casi particolari come Singapore.
In Europa, invece, il Paese storicamente più indebitato è la Grecia, che però negli ultimi anni ha fatto un percorso impressionante: dal 210% del PIL toccato nel 2020 è scesa al 146% nel 2025 e quest'anno dovrebbe arrivare al 136,8%.
E proprio la discesa greca ci porta a un primato che riguarda noi…
E l’Italia?
Nel 2026 l'Italia supererà la Grecia, diventando per la prima volta il Paese più indebitato dell'Eurozona in rapporto al PIL.

E, quindi, anche se in valore assoluto non siamo nemmeno paragonabili agli USA, in rapporto al PIL siamo messi peggio:
🇺🇸 Stati Uniti: 125,8% del PIL nel 2026
🇮🇹 Italia: 138,6% del PIL nel 2026
Il nostro debito ha toccato i €3.207 miliardi a giugno 2026, che fanno circa €52.000 a testa (meno della metà del dato americano).
C'è però una differenza importante a nostro favore: mentre gli USA viaggiano su un deficit al 5,8% del PIL, l'Italia nel 2026 dovrebbe restare sotto il 3%, con un saldo primario (cioè il bilancio dello Stato al netto degli interessi) in positivo.
Tradotto: al netto degli interessi, noi incassiamo più di quanto spendiamo. Loro no.
E gli interessi quanto pesano sul nostro debito?
Su questo i due Paesi si somigliano più di quanto sembri:
🇺🇸 gli Stati Uniti spendono in interessi circa il 3,3% del PIL
🇮🇹 l'Italia il 3,9%
In entrambi i casi gli interessi sono ormai una delle voci più pesanti del bilancio pubblico.
La differenza è nella traiettoria futura: negli Stati Uniti il costo del debito potrebbe continuare a salire, mentre in Italia oggi la situazione appare più stabile.
Negli USA i rendimenti dei titoli di Stato sono ai massimi dal 2007. Questo significa che, ogni volta che un titolo arriva a scadenza e deve essere sostituito con uno nuovo, il governo rischia di dover pagare interessi più elevati, aumentando gradualmente il costo complessivo del debito.
In Italia, invece, la pressione dei mercati è oggi più contenuta: il BTP a 10 anni rende intorno al 4% e lo spread con il Bund tedesco (cioè quanto interesse in più paghiamo rispetto alla Germania, considerata il debitore più affidabile dell'Eurozona) è poco sopra gli 80 punti, tra i livelli più bassi degli ultimi quindici anni.
Ma il vero nodo, per entrambi, è un altro: la crescita
Il rapporto debito/PIL è una divisione: sopra c'è il debito, sotto la ricchezza prodotta in un anno.
Per farlo scendere le strade sono due: ridurre il debito, oppure far crescere l'economia più in fretta di quanto cresce il debito.
E le previsioni sulla crescita non aiutano né noi né loro:
🇺🇸 Stati Uniti: crescita media dell'1,8% l'anno tra il 2027 e il 2036 (stima CBO)
🇮🇹 Italia: +0,5% nel 2026 (stima Banca d'Italia)
Con ritmi del genere l'economia non corre abbastanza, e il rapporto debito/PIL sale anche senza che nessuno faccia nulla di sbagliato.
Insomma, due debiti enormi ma due problemi diversi: gli Stati Uniti crescono, ma spendono molto più di quanto incassano; l'Italia ha i conti sotto controllo, ma non cresce abbastanza da far scendere il rapporto.
Secondo te, quale debito è più preoccupante? |
ITALIA
🛥️ L’Italia è un paese di navigatori

Non ne parliamo mai abbastanza, ma la cantieristica navale rappresenta una delle eccellenze industriali italiane nel mondo.
Si tratta di una filiera strategica ad alto impatto economico che include attività che vanno dalla costruzione, manutenzione e riparazione di diverse tipologie di imbarcazioni (grandi e piccole) fino alla loro trasformazione e riciclo.
In questo panorama, l'Italia si distingue come leader globale, soprattutto nella costruzione di navi da crociera e yacht di lusso.
Ma quanto vale questo settore per la nostra economia?
Nel suo complesso, la filiera estesa in Italia genera oltre €13 miliardi di valore aggiunto.
Insomma, parliamo di un’industria che ha una struttura produttiva solida, con:
👥 Circa 14 mila imprese attive nel settore
👷♂️ Quasi 168 mila addetti impiegati
💰 Un moltiplicatore economico significativo: per ogni euro prodotto dai cantieri se ne attivano 5,2 di valore nella filiera, e per ogni addetto diretto si generano 7,1 posti di lavoro nell’indotto
Su quali pilastri si regge questa eccellenza?
Il successo della cantieristica navale italiana si basa su quattro punti chiave:
1️⃣ Alta qualità degli operai specializzati
2️⃣ Rete di cantieri flessibile e moderna
3️⃣ Collaborazione efficace tra grandi aziende (come Fincantieri, Ferretti Group, Azimut-Benetti e Sanlorenzo) e piccole imprese qualificate
4️⃣ Forte vocazione all'export
E a proposito di export…
Con un valore di €4,4 miliardi nel 2025 (nuovo massimo storico), l'Italia si conferma ai vertici dell’export della cantieristica navale mondiale, superando paesi come Paesi Bassi, USA, Germania e Francia.

Ma il fiore all’occhiello dell’Italia sono le navi da crociera
L’Italia è leader globale nella costruzione di navi da crociera, detenendo circa il 36% della produzione mondiale delle navi da crociera.
Questa posizione privilegiata è ulteriormente rafforzata dalle prospettive positive del mercato
📈 Fatturato del settore nel 2025: circa $46 miliardi
🚀 Crescita media annua intorno al 5%
E il futuro sembra promettente: il 56% delle nuove navi ordinate tra il 2025 e il 2035 sarà costruito in Italia.
Una bella notizia per il nostro Paese, anche se il settore dovrà affrontare alcune difficoltà nei prossimi anni.
Quali sfide attendono il settore?
La cantieristica navale sta vivendo una profonda trasformazione guidata da tre tendenze principali:
🌱 Sostenibilità: nuove normative per lo smantellamento sicuro delle navi e riduzione delle emissioni.
💡 Innovazione: il 55% delle nuove costruzioni sarà alimentato a gas naturale liquefatto (LNG), con investimenti in tecnologie alternative (idrogeno, ammoniaca).
🔍 Evoluzione della domanda: cresce il segmento del lusso esperienziale (+5% annuo) con richiesta di soluzioni personalizzate
Insomma, guardando al futuro, il futuro della cantieristica italiana dipenderà dalla capacità di mantenere la leadership industriale rispondendo alle sfide ambientali e abbracciando l'innovazione tecnologica.
Quale sarà la sfida più importante per il futuro della cantieristica navale italiana? |

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