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🤑 Arm: si prepara all’IPO più grande del 2023!

Buongiorno! Questo è il Punto, la newsletter di economia e finanza scritta per chi il mondo vuole davvero capirlo!

Ecco cosa offre il menù di oggi:

  • ❌ Intel: salta l’acquisizione da $5.4 miliardi

  • ⚽️ È boom per il calcio Saudita?

🤑 Arm: si prepara all’IPO più grande del 2023!

Forse non è un nome che tutti riconoscono istantaneamente, quello di Arm.

Eppure, la società è dietro ogni smartphone prodotto sul nostro pianeta e quest’anno si prepara a quella che si preannuncia essere la più grande IPO del 2023.

OK, di chi stiamo parlando?

Con sede a Cambridge, in UK, Arm è responsabile della progettazione delle componenti essenziali dei chip e delle istruzioni che permettono a quest’ultimi di integrarsi con il software.

Tra i clienti della società figurano giganti quali Apple, Amazon, Qualcomm e Nvidia, e i suoi ricavi per l’anno fiscale 2022 si sono attestati a $2,68 miliardi.

La società è in questo momento sotto il controllo della giapponese SoftBank Group Corp., che l’ha acquisita per $32 miliardi nel 2016 e l’ha delistata dal London Stock Exchange.

Veniamo ai dettagli dell’IPO

Ancora i dati ufficiali non sono stati rivelati, ma ci si aspetta che l’azienda voglia raccogliere tra gli $8 e i $10 miliardi vendendo al pubblico una quota di minoranza, ad una valutazione compresa tra $60 miliardi e $70 miliardi.

Se così fosse, queste cifre non solo configurerebbero l’offerta come la più grande dal debutto in borsa negli Stati Uniti di Rivian Automotive Inc. ($13,7 miliardi nel novembre 2021), ma anche una delle più ricche di sempre.

Davanti ad ARM rimarrebbero solamente Alibaba ($25 miliardi nel 2014) e Meta (ex Facebook, $16 miliardi nel 2012).

Per quanto riguarda le tempistiche, stiamo parlando almeno di inizio settembre, mentre le banche coinvolte sarebbero Barclays, Goldman Sachs, JPMorgan e Mizuho Financial Group.

Già nel 2020, Softbank aveva provato a vendere la società, ma…

In quell’anno, infatti, SoftBank aveva annunciato l'intenzione di vendere Arm a Nvidia per una cifra pari a $40 miliardi, sollevando però immediate preoccupazioni riguardo alla neutralità della società inglese.

La reputazione di Arm si basa infatti sull'offerta di tecnologia a un'ampia gamma di clienti senza favoritismi, ed esisteva il timore che tale neutralità potesse essere compromessa con l'acquisizione da parte di Nvidia.

Queste preoccupazioni si sono concretizzate quando è intervenuta la US Federal Trade Commission, presentando un'azione legale per bloccare la transazione.

L'opposizione da parte dell'organo regolamentare è stata decisiva: di fronte alle sfide legali e all'opposizione dell'industria, Nvidia e SoftBank decisero di annullare l'accordo nel febbraio 2022.

⚽️ È boom per il calcio Saudita?

Mentre l’estate 2023 sta volgendo al termine (sigh 🥲), i tifosi di calcio rimangono incollati al telefonino per gli ultimi colpi di mercato.

La clamorosa notizia di qualche giorno fa è di quelle destinate a far gran rumore nel settore: l’ex stella del Psg Neymar, pagato la bellezza di €222 milioni nell’estate del 2017, ha scelto di fare le valigie da Parigi e trasferirsi nella Saudi Professional League.

L’attaccante brasiliano rappresenta la ciliegina sulla torta di un calcio mercato 2023 dominato in maniera incontrastata dagli arabi, ma…

Come siamo arrivati a questo punto?

L’aumento di popolarità che la lega saudita ha visto negli ultimi mesi è coerente con la strategia di diversificazione voluta e promossa dal principe saudita Mohammed Bin Salman, che intende utilizzare lo sport come mezzo di affermazione diplomatica e legittimazione a livello internazionale.

Lo Stato Arabo è alla ricerca di nuove fonti di reddito alternative al petrolio ed ha già messo nel suo mirino diversi sport di intrattenimento, che vanno dal tennis passando per il golf e arrivano fino alla Formula 1.

Tra questi non poteva mancare il calcio, che con i suoi 5 miliardi di appassionati muove delle cifre decisamente appetibili per le mire espansionistiche arabe.

Dopo il Qatar e gli Emirati Arabi, infatti, anche l’Arabia Saudita ha ora l’obiettivo di divenire il nuovo eldorado del pallone e potenzialmente ospitare i mondiali di calcio nel 2030 o nel 2034.

Ma in che modo sta portando avanti questa strategia?

Attraverso il Pif (public investment football), un fondo sovrano con cui lo Stato ha acquisito le quattro principali squadre di calcio saudite: Al-Hilal, Al-Nassr, Al-Ittihad e Al Ahli.

Stiamo parlando di un fondo da oltre $600 miliardi, ossia il mezzoo principale con cui si sta cercando di rendere attrattivo il calcio arabo.

In che modo?

Elargendo degli ingaggi esorbitanti e fuori portata per le tasche europee.

I colpi dell’estate Saudita

Se il colpo del mercato invernale è stato l’approdo in Arabia di Cristiano Ronaldo, quello dell’estate è, come detto, l’arrivo di Neymar Jr.

Ricordando che il calciomercato saudita resta aperto fino al 20 settembre, finora la Saudite League ha già speso la bellezza di €606 milioni, con protagoniste proprio le squadre detenute dal fondo Pif.

Queste quelle che hanno speso di più:

  • Al-hilal - $268 milioni (Neymar, Milinkovic, Neves, Koulibaly)

  • Al-ahli - $123,20 milioni (Mahrez, Ibanez, Mendy, Kessié)

  • Al-Nassar - $77,60 milioni (Mané, Brozovic, Fofana, Telles)

  • Ittihad club - $75,80 milioni (Benzema, Kanté, Fabinho, Jota)

E ancora non abbiamo parlato degli ingaggi “monstre” che percepiscono questi giocatori!

Pensate che nel caso di Neymar stiamo parlando di circa $320 milioni in due anni, cifre totalmente senza senso anche per le più ricche squadre europee.

Angolo Politico 💬 

🇮🇹 Pnrr: in arrivo altri €1.6 miliardi contro il caro materiali (Ansa)

🏦 Tassa sugli extraprofitti delle banche: ancora cambiamenti? (IlSole24Ore)

Angolo Cripto ⛓️ 

✅ Ok dalla SEC: Coinbase ottiene l’autorizzazione per il trading delle crypto (IlSole24Ore)

🤑 Donald Trump detiene circa $2,8 milioni in Ethereum (CT)

Angolo Tech & Startup 💡

🚗 CATL: batterie per auto che ricaricano 400km in 10min (TC)

❌ X limita l’accesso a determinati siti esterni? (TC)

🍀 Siena: la prima città d’arte sostenibile in Italia (Wired)

🛰️ Gli Italiani che hanno “hackerato” un satellite USA (Wired)

Oggi nella storia? Il 17 agosto 1969, dopo tre giorni di “pace, amore e rock'n'roll” nel nord dello Stato di New York, si conclude uno degli eventi più groove della storia della musica: il Festival di Woodstock.

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