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🤝🏻 India e UE firmano un accordo storico

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Ecco cosa offre il menù di oggi:
🤝🏻 India e UE firmano un accordo storico
💵 Il dollaro crolla ai minimi dal 2022. Trump esulta: "Fantastico"
ACCORDI INTERNAZIONALI
🤝🏻 India e UE firmano un accordo storico

Dopo quasi vent'anni di negoziati, l'Unione Europea e l'India hanno finalmente concluso un accordo di libero scambio che ridisegna gli equilibri commerciali globali.
L'intesa è stata siglata nella giornata di ieri, 27 gennaio 2026, a Nuova Delhi, insieme a un partenariato su sicurezza e difesa e altre intese strategiche.
Ma non si tratta solo di commercio: l'accordo rappresenta una risposta strategica alla frammentazione del sistema commerciale internazionale e alle pressioni tariffarie degli Stati Uniti.
Ok, ma cosa prevede concretamente l'accordo?
Il cuore dell'intesa è la riduzione drastica dei dazi su merci chiave e l'eliminazione di barriere tariffarie e non tariffarie per un valore di circa €4 miliardi annui.
Ecco i tagli più significativi per i prodotti europei:
🚗 Automobili: i dazi indiani scendono dal 110% al 40% inizialmente, fino ad arrivare al 10% a regime
🍷 Vini: dal 150% al 75%, per poi scendere al 20%
🫒 Olio d'oliva e agroalimentare: tagli simili, con contingenti per carne ovina, mais, uva e rum
Dal lato indiano, l'accordo garantisce l’accesso al mercato europeo per tessili, gioielli, farmaci ed elettronica.
Ma quanto vale realmente questa intesa?

Ursula Von der Leyen e il Primo Ministro Indiano, Narendra Modi
I numeri sono impressionanti.
Il commercio bilaterale attuale tra UE e India supera già i €180 miliardi annui, sostenendo circa 800mila posti di lavoro nell'UE.
L'UE è il primo partner commerciale dell'India, con $120 miliardi di scambi nel 2024.
E le stime di crescita economica sono rilevanti. Nello scenario più ambizioso, infatti:
📈 PIL UE: crescita fino a €47,9 miliardi
📈 PIL India: crescita fino a €69,6 miliardi
🚀 Esportazioni UE verso l’India: previsto un raddoppio entro il 2032
Insomma, l'intesa rafforza i legami tra la seconda e la quarta economia mondiale, coprendo quasi 2 miliardi di persone.
Questo accordo arriva in un momento di tensioni con gli Stati Uniti
L’India è oggi colpita da tariffe statunitensi che, per la maggior parte delle sue esportazioni verso gli USA, arrivano fino al 50%.
D’altro canto, l’UE si confronta con una nuova ondata di dazi selettivi sui propri prodotti – dai metalli ad alcuni beni industriali – in un contesto in cui l’aliquota media delle tariffe USA è salita oltre il 15% nel 2025, il livello più alto da decenni.
Per entrambe le parti coinvolte quindi, diversificare i partner commerciali è diventata una priorità strategica.
Non è un caso quindi che l'accordo con l'India arrivi quasi in contemporanea a quello con il Mercosur (anche se quest’ultimo, dopo la firma politica, si è incagliato temporaneamente, con il Parlamento europeo che ne ha sospeso la ratifica chiedendo un riesame legale).
Sembra proprio che negli ultimi tempi, complice il cambiamento del contesto internazionale, l’UE abbia adottato un nuovo approccio commerciale caratterizzato da maggiore pragmatismo sui risultati piuttosto che rigidità su linee politiche.
L’accordo con l’India, comunque, va ben oltre il commercio
L'intesa segna l'inizio di un "nuovo capitolo nelle relazioni strategiche" tra UE e India.
Oltre all'accordo commerciale, è stata siglata una strategia congiunta su diverse iniziative come:
⚡ Energia pulita e sostenibilità
💻 Tecnologia e innovazione
🔗 Connettività
🔬 Ricerca scientifica
È stato inoltre firmato un partenariato quadro su sicurezza e difesa, che include cooperazione su:
🌊 Sicurezza marittima
🛡️ Antiterrorismo e cybersicurezza
🚀 Spazio
⚛️ Non proliferazione
Sono previsti anche negoziati su scambio di informazioni classificate e cooperazione industriale.
Insomma, una risposta alla frammentazione globale
L'accordo UE-India rappresenta una chiara risposta alla frammentazione del sistema commerciale internazionale, dove i Paesi cercano alleanze alternative per proteggere le proprie economie dalle pressioni unilaterali.
La tempistica della firma, durante una visita ad alto livello dei leader europei a Nuova Delhi, sottolinea l'importanza strategica di questa partnership nel nuovo ordine commerciale globale caratterizzato da competizione tra grandi potenze e ricerca di autonomia economica.
In un mondo sempre più diviso, UE e India hanno scelto di unire le forze.
Secondo te, l'accordo UE-India è una mossa strategica vincente?Diccelo rispondendo al sondaggio! |
SISTEMA MONETARIO
💵 Il Dollaro crolla ai minimi dal 2022: Wall Street trema e Trump esulta

Martedì 27 gennaio il dollaro americano è scesa ai livelli più bassi dal febbraio 2022, un movimento che ha acceso l’allarme tra gli investitori di Wall Street. Ma non tutti sono preoccupati: c’è chi, come Donald Trump, guarda al crollo con evidente soddisfazione.
Il presidente ha commentato: “Penso che sia fantastico, il dollaro sta andando alla grande”.
Una dichiarazione che segna una rottura netta con decenni di retorica americana a favore del “dollaro forte” e che suggerisce un possibile cambio di strategia economica degli Stati Uniti.
Ma di quanto è sceso il dollaro?
Per capirlo basta osservare il Dollar Index (DXY), l’indice che misura la forza del dollaro rispetto a un paniere di valute principali come euro, yen, sterlina e franco svizzero. È considerato uno dei migliori indicatori dello stato di salute del biglietto verde.
I numeri parlano chiaro e mostrano un movimento significativo:

📉 Il DXY è scivolato in area 96,2, un livello che non si vedeva da febbraio 2022
📊 Il calo è stato dell'1,5% in una singola seduta, il peggior tonfo giornaliero da aprile scorso
🔻 È la quarta sessione consecutiva di ribassi per la valuta americana
Un movimento rapido e significativo, che difficilmente può essere ignorato dai mercati.
Perché il dollaro sta crollando?
Le cause di questo crollo sono molteplici e si intrecciano tra fattori strutturali e incertezze politiche.
Da tempo alcune fragilità stanno pesando sulla fiducia nel dollaro:
📊 Deficit fiscale USA in costante crescita
💸 Emissioni record di Treasury (titoli di Stato americani)
⚠️ Dubbi crescenti sulla sostenibilità del debito pubblico statunitense
Questi elementi alimentano il timore che gli Stati Uniti stiano spingendo troppo sull’indebitamento, rendendo la valuta meno appetibile nel lungo periodo.
L’incertezza politica aggrava la situazione
A tutto questo si aggiunge un clima politico sempre più instabile:
🏛️ Rischio di shutdown governativo, che aumenta l’incertezza sui mercati

Negli Stati Uniti la tensione è in forte aumento dopo le proteste scoppiate a Minneapolis per l’uccisione di un secondo civile da parte dell’ICE, l’agenzia per l’immigrazione e il controllo dei confini
🗣️ Dichiarazioni di Trump che ha pubblicamente affermato di "tollerare un dollaro debole" per favorire le esportazioni americane
La Casa Bianca vuole usare la sua valuta come arma commerciale per riequilibrare i conti con il resto del mondo. Questo perché con un dollaro debole:
🏭 I prodotti Made in USA diventano più competitivi sui mercati globali
💰 Comprare merci straniere diventa più costoso, favorendo la produzione interna
💸 I debiti esteri denominati in dollari diventano meno onerosi da ripagare per i paesi emergenti (anche se il vantaggio principale resta tutto interno agli USA)
Anche la Federal Reserve spinge il dollaro verso il basso
Il quadro si complica ulteriormente guardando alla politica monetaria.
Il 28 gennaio la Federal Reserve ha mantenuto i tassi d’interesse nel range 3,50%–3,75%, una decisione data quasi per certa dai mercati.
Tuttavia, gli investitori scommettono su nuovi tagli nei prossimi mesi, con tassi che potrebbero scendere fino al 3,25%–3,50%.
Le motivazioni principali sono:
🧊 Segnali di raffreddamento del mercato del lavoro
👤 Si intensificano le voci secondo cui Trump potrebbe annunciare un nuovo Presidente della FED più "colomba" (favorevole a tassi bassi) già questa settimana
E la regola è semplice: quando i tassi scendono, il dollaro perde attrattiva per gli investitori internazionali.
“Sell America“: il nuovo trade dei mercati
Questo mix di fattori fiscali, politici e monetari sta spingendo molti operatori a ridurre l’esposizione sugli asset americani. Alcuni analisti parlano apertamente di un nuovo trade: “Sell America”.
Ma questo cosa significa per noi cittadini?
Le conseguenze di un dollaro debole si fanno sentire nella vita reale:
🇺🇸 Per gli americani:
Viaggiare in Europa o in Asia costerà molto di più
I beni importati (elettronica, vestiti) potrebbero rincarare, con pressione sull'inflazione
Ma secondo Trump, questo è il prezzo da pagare per riportare lavoro nelle fabbriche
🇪🇺 Per noi europei:
Un dollaro debole significa un Euro forte
E un Euro forte è una brutta notizia per l'export italiano e tedesco, già in difficoltà
La BCE potrebbe essere costretta a tagliare i tassi più aggressivamente per non vedere le nostre merci fuori mercato
Insomma…
Stiamo assistendo a un cambio di paradigma nella politica economica americana. Dopo decenni di "dollaro forte", gli Stati Uniti sembrano pronti ad abbracciare la svalutazione competitiva per favorire le proprie fabbriche.
Resta da vedere se questa strategia funzionerà senza causare troppa inflazione in casa e se il mercato obbligazionario USA reggerà l'urto di una valuta che si sta deprezzando volontariamente.
Secondo te, cosa succederà nei prossimi mesi? |

🇫🇷 La Francia si prepara a vietare i social agli under 15 (Ansa)
🇰🇵 La Corea del Nord ha lanciato due missili verso il mar del Giappone (Ansa)

⭐️ Siamo riusciti ad ottenere immagini ad alta risoluzione di una novae (Wired)
🤖 Secondo Dario Amodei di Anthropic, l’ai potrebbe sfuggire al controllo umano (IlSole24Ore)

💊 Trovata una proteina nemica dell’Alzheimer, prodotta dai tumori (Ansa)
🔋 Le vendite di auto elettriche aumentano in UE (IlCorriere)

Il 29 gennaio 1933, il presidente Von Hindenburg nomina Adolf Hitler cancelliere tedesco
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