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🛢️ Il maxi gasdotto che unisce Putin e Xi

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Ecco cosa offre il menù di oggi:

  • 🛢️ Il maxi gasdotto che unisce Putin e Xi

  • 🇪🇺 UE e USA: l'accordo che salva il commercio transatlantico

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ENERGIA

🛢️ Il maxi gasdotto che unisce Putin e Xi


Putin e Xi si sono incontrati ieri a Pechino. Tanti i temi sul tavolo, ma uno in particolare ha dominato i colloqui: il Power of Siberia 2, un maxi gasdotto da 50 miliardi di metri cubi all'anno lungo 2.600 km che collegherebbe i giacimenti artici russi alla Cina. Un progetto che, sulla carta, potrebbe ridisegnare la mappa energetica mondiale.

Ma c'è un problema: Mosca vuole chiudere l'accordo il prima possibile. Pechino, invece, non ha nessuna fretta.

Ma cos’è il Power of Siberia 2?

Il Power of Siberia-2 è un mega-gasdotto destinato a collegare la Russia alla Cina, offrendo a Mosca l’opportunità di sostituire le forniture di gas verso l’Europa, interrotte a seguito delle sanzioni imposte dopo l’invasione dell’Ucraina.

E i numeri del progetto sono impressionanti. Secondo Gazprom, il colosso energetico russo che guiderà il progetto, l’intesa prevede:

  • ⏱️ Forniture garantite per 30 anni

  • 🚰 50 miliardi di metri cubi annui attraverso il Power of Siberia-2

  • 📈 Espansione del Power of Siberia-1, da 38 a 44 miliardi di metri cubi

  • ➡️ Aumento della rotta orientale, da 10 a 12 miliardi di metri cubi


In totale, oltre 100 miliardi di metri cubi di gas russo potrebbero essere inviati ogni anno verso la Cina. Per Michal Meidan dell'Oxford Institute for Energy Studies, siamo di fronte a "un'enorme svolta nella geopolitica dell'energia".

E quali sono i vantaggi per i due paesi?

Vantaggi per la Russia:

  • 💰 Compensare le perdite economiche causate dal crollo delle vendite in Europa. Questo perché, dopo l'invasione dell'Ucraina, le esportazioni di gas russo verso l'Europa sono crollate da 157 a soli 18 miliardi di metri cubi

  • 👷 Stimolare l’economia interna, con nuovi posti di lavoro e maggiori entrate fiscali

  • 🎯 Diversificare i mercati, riducendo la dipendenza dal mercato europeo

Vantaggi per la Cina:

  • 🛡️ Limitare i rischi geopolitici legati al Medio Oriente, dato che il blocco dello Stretto di Hormuz mette a rischio un terzo del petrolio e circa il 25% del gas trasportato via nave verso la Cina

  • 🎯 Ridurre la dipendenza dal gas GNL americano

  • 📊 Coprire circa un quinto del fabbisogno di gas con forniture russe

  • 🌎 Mandare un segnale politico: Pechino è pronta a sostenere Mosca nonostante le pressioni internazionali

Restano dei punti da chiarire

Nonostante Gazprom abbia firmato un “memorandum legalmente vincolante” con CNPC, suo partner cinese, restano ancora numerosi punti aperti:

  • Il prezzo del gas: Per costruire il gasdotto servono circa $13,6 miliardi, e gran parte dell'investimento ricadrebbe su Mosca. Il punto è: a che prezzo vendere quel gas?

    • 🇨🇳 Pechino vuole pagare il gas alle stesse condizioni del mercato interno russo — in pratica, a prezzo scontato

    • 🇷🇺 Mosca punta a una formula di mercato, simile a quella applicata per il Power of Siberia 1 e per le forniture storiche all'Europa

    La Cina sa di essere l'unico grande acquirente rimasto e gioca al ribasso. La Russia ha bisogno di vendere e non può permettersi di aspettare troppo.

  • Le tempistiche di costruzione

  • I subappaltatori

  • I parametri esatti di volumi

Come ha sottolineato lo stesso CEO di Gazprom, Alexei Miller, costruire un gasdotto che attraversi Siberia, Mongolia e arrivi fino in Cina sarà un’opera colossale, lunga e costosa.

Insomma…

Il progetto Power of Siberia 2 rappresenta uno snodo chiave nella ridefinizione degli equilibri energetici globali. La Russia ha trovato un nuovo mega-cliente per sostituire l'Europa, la Cina si è assicurata forniture energetiche alternative.

Il gasdotto probabilmente verra realizzata, dato che rappresenta un vantaggio per entrambi i Paesi. Ma alle condizioni di Pechino, non di Mosca. E questa, forse, è la vera notizia.

E mentre Mosca e Pechino consolidano la loro partnership energetica, resta da vedere quali saranno le conseguenze a lungo termine per i mercati energetici globali e per le alleanze geopolitiche che abbiamo dato per scontate negli ultimi decenni.

Secondo te, questo accordo energetico Russia-Cina:

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COMMERCIO INTERNAZIONALE

🇪🇺 UE e USA: l'accordo che salva il commercio transatlantico

Dopo oltre cinque ore di negoziati notturni e mesi di tensioni, l’Unione Europea ha raggiunto un’intesa provvisoria per dare attuazione al patto commerciale firmato la scorsa estate con gli Stati Uniti.

L’accordo dovrebbe evitare l’aumento dei dazi minacciato da Donald Trump — in particolare il 25% sulle auto europee — e riportare un po’ di stabilità nel più importante rapporto commerciale al mondo.

Ma cosa prevede esattamente questo accordo? E soprattutto: basterà?

Un negoziato lungo e tutt’altro che lineare

Tutto è iniziato nel luglio 2025, quando Donald Trump e Ursula von der Leyen si sono incontrati a Turnberry, in Scozia, raggiungendo un’intesa di massima:

  • 🇺🇸 Gli Stati Uniti avrebbero applicato dazi del 15% sulla maggior parte delle importazioni dall’Unione Europea

  • 🇪🇺 L’Unione Europea, invece, avrebbe rinunciato a imporre dazi sulle merci statunitensi

Da allora, però, sono passati quasi dieci mesi senza che l’accordo venisse attuato. Il processo si è infatti arenato più volte:

  • 🇬🇱 Prima per le minacce americane sulla Groenlandia, che hanno gelato i rapporti diplomatici

  • ⚖️ Poi dopo la sentenza della Corte Suprema USA che ha rimesso in discussione gran parte della strategia tariffaria di Trump

La situazione si è sbloccata solo nelle ultime settimane.

Trump ha infatti fissato una scadenza precisa — il 4 luglio — minacciando l’introduzione di dazi del 25% sulle auto europee nel caso in cui l’Unione Europea non avesse rispettato gli impegni presi.

A quel punto, per evitare un’escalation commerciale, Bruxelles ha accelerato i negoziati, arrivando all’intesa provvisoria raggiunta nella notte scorsa.

Alla fine, un accordo è arrivato

Il testo definitivo riprende l’impianto dell’intesa di Turnberry:

  • 🇺🇸 Dazi USA fino al 15% sulle merci europee
    Gli Stati Uniti applicheranno tariffe massime del 15% sulla maggior parte delle importazioni dall’UE.

  • 🇪🇺 Apertura del mercato europeo
    L’Unione Europea eliminerà i dazi su diversi prodotti statunitensi, inclusi alcuni beni industriali e agroalimentari.

Ma introduce alcune importanti garanzie per l’UE:

  • 📅 Sunset clause: l'accordo scadrà automaticamente a dicembre 2029, quasi alla fine del prossimo mandato presidenziale americano. Per rinnovarlo servirà una nuova proposta legislativa

  • 🔍 Monitoraggio acciaio e alluminio: i dazi USA su questi prodotti restano alti (fino al 50%), ben sopra il livello concordato. Se Washington non li riduce entro fine 2026, l'UE potrà sospendere l'intero accordo

  • Clausola di sospensione rapida: l’UE potrà sospendere l’accordo se le importazioni USA dovessero causare danni gravi all’industria europea (attivabile dalla Commissione o da almeno tre Stati membri)

Sono invece cadute le richieste più dure: la sospensione automatica in caso di violazione e soprattutto la clausola che avrebbe legato l'accordo a eventuali minacce alla sovranità territoriale dell'UE — un riferimento neanche troppo velato alla vicenda della Groenlandia .

E ora?

Il voto decisivo è atteso nella plenaria del 15-18 giugno a Strasburgo. Von der Leyen ha parlato di un commercio "stabile, prevedibile, bilanciato e reciprocamente vantaggioso".

Ma non tutti ne sono convinti. Tanti in parlamento restano critici verso un accordo che giudicano troppo sbilanciato a favore degli Stati Uniti e potrebbero votare contro. Al Consiglio, invece, l'approvazione sembra ormai una formalità.

Insomma, l'UE ha comprato tempo — ma più che una pace commerciale, questo assomiglia a un cessate il fuoco. L'accordo scade nel 2029, i dazi su acciaio e alluminio restano un problema aperto e la politica commerciale americana continua a essere ostaggio dell'imprevedibilità della Casa Bianca.

Per ora, Bruxelles incassa il risultato. Ma il filo su cui cammina resta sottilissimo.

E tu cosa ne pensi?

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