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🇯🇵 Il Giappone vuole estrarre terre rare a 6.000 metri di profondità

Buongiorno! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l’economia e l’attualità in modo semplice e veloce!

Ecco cosa offre il menù di oggi:

  • 🇯🇵 Il Giappone vuole estrarre terre rare a 6.000 metri di profondità

  • 🎰 Qualcuno sapeva del blitz in Venezuela (e ci ha guadagnato $400mila)

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GIAPPONE

🇯🇵 Il Giappone vuole estrarre terre rare a 6.000 metri di profondità

Il Giappone sta per fare qualcosa che nessuno ha mai fatto prima: estrarre terre rare dai fondali oceanici a 5.500 metri di profondità.

L'operazione partirà questa domenica ed è guidata dall'Agenzia giapponese per la scienza e la tecnologia marina e terrestre (JAMSTEC).

La nave Chikyu, uno dei mezzi più avanzati al mondo per le perforazioni in acque profonde, farà rotta verso la remota isola di Minami Torishima, nel Pacifico. Un punto quasi invisibile sulle mappe, ma strategico come pochi altri.

Ma cosa sono le terre rare e perché sono così importanti?

Le terre rare sono un gruppo di 17 metalli fondamentali per diversi settori strategici:

  • 🛡️ Difesa (missili, radar)

  • 📱 Elettronica (smartphone, computer)

  • 🚗 Automotive (motori elettrici, batterie)

  • Energia (turbine eoliche, pannelli solari)

Il problema è che la Cina domina questa filiera in modo schiacciante, controllando:

  • 🔨 Circa il 70% della produzione mondiale di terre rare

  • 🧑‍🏭 Il 92% della capacità di raffinazione globale

La Cina sfrutta questo suo quasi-monopolio come leva geopolitica

Il Giappone lo sa bene, visto che nel 2010 la Cina bloccò le forniture per mesi durante una disputa diplomatica.

E le tensioni non si sono certo allentate. Anzi, la situazione è tornata a scaldarsi proprio di recente: dopo che la premier giapponese Sanae Takaichi ha dichiarato che Tokyo non escluderebbe una reazione militare in caso di attacco contro Taiwan. E Pechino, di tutta risposta, ha inasprito i controlli sulle esportazioni di beni a "doppio uso" (civile e militare), includendo potenzialmente proprio le terre rare.

Premier giapponese Sanae Takaichi

Insomma, è chiaro che per il Giappone trovare un'alternativa non è più solo una questione economica, ma di sicurezza nazionale.

Il tesoro sotto il Pacifico

Secondo l'Agenzia JAMSTEC, l'area intorno all'isola di Minami Torishima conterrebbe oltre 16 milioni di tonnellate di terre rare, posizionandosi come il terzo giacimento più grande al mondo.

In particolare, le riserve di:

  • 📱 Disprosio (usato per smartphone e auto elettriche)

  • 🔦 Ittrio (usato per i laser)

...potrebbero soddisfare il fabbisogno mondiale per oltre 700 anni.

Come funzionerà la missione?

Protagonista dell'operazione è la Chikyu (che in giapponese significa "Terra"), una nave lunga 210 metri con una torre di perforazione che svetta per 121 metri sopra il livello del mare.

La nave Chikyu

La missione testerà un sistema di estrazione tramite tubazioni per recuperare sedimenti ricchi di terre rare da fondali profondi 5.000-6.000 metri, misurandone anche l'impatto ambientale.

La spedizione si concluderà il 14 febbraio. Se i risultati saranno positivi, questo esperimento potrebbe diventare il primo passo verso una filiera nazionale giapponese delle terre rare.

Ma c’è anche chi solleva dubbi…

Non tutti sono entusiasti di questa corsa verso gli abissi.

Gli ambientalisti mettono in guardia dai danni potenzialmente irreversibili agli ecosistemi marini, un tema sempre più al centro del dibattito internazionale.

Per questo l'Autorità Internazionale dei Fondali Marini (ISA) sta lavorando a un codice globale per regolamentare questa nuova frontiera estrattiva.

Il Giappone non è solo in questa partita

A inizio luglio, Giappone, Stati Uniti, Australia e India hanno lanciato la Quad Critical Minerals Initiative, un'iniziativa per collaborare e diversificare le catene di approvvigionamento dei minerali critici.

L'obiettivo, neanche troppo nascosto, è ridurre la dipendenza dalla Cina.

Anche l’Agenzia Internazionale per l’Energia lo ha ribadito: la transizione energetica passa non solo dalla tecnologia, ma dalla sicurezza degli approvvigionamenti.

E quella iniziata oggi dal Giappone non è solo una sfida tecnologica o industriale: è un test geopolitico.
Scendere a 6.000 metri sotto il livello del mare significa cercare indipendenza strategica in un mondo sempre più frammentato, dove le materie prime contano quanto le alleanze.

La vera domanda, però, resta aperta: fino a che punto siamo disposti a spingerci per ridurre le dipendenze senza compromettere gli oceani?

Secondo te, l'estrazione di terre rare dai fondali oceanici è...

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MERCATI

🎰 Qualcuno sapeva del blitz in Venezuela (e ci ha guadagnato $400mila)

Poche ore prima che esplosioni e scene di caos scuotessero Caracas, un misterioso trader ha piazzato una scommessa apparentemente impossibile… e l’ha vinta alla grande.

Il 2 gennaio, alle 21:58 ora americana, un utente anonimo ha piazzato la sua ultima scommessa su Polymarket, una piattaforma di scommesse basata su criptovalute: puntava sul fatto che Nicolás Maduro sarebbe stato destituito entro fine mese.

Meno di cinque ore dopo, il presidente Trump ha ordinato il blitz militare in Venezuela.

Risultato? Il trader ha trasformato $34.000 in oltre $410.000, con un rendimento di 12 volte l'investimento.

Ma cos’è Polymarket?

Polymarket è una piattaforma che permette di scommettere su eventi futuri di ogni tipo: dalle nomine politiche di Trump ai Mondiali di calcio, fino ai personaggi che moriranno nell'ultima stagione di Stranger Things.

Il meccanismo è semplice: si acquistano "contratti" che pagano se un determinato evento si verifica. Se il mercato ritiene un evento improbabile, i contratti costano poco… ma se poi l'evento accade, il guadagno è enorme.

Ed è esattamente quello che è successo con le scommesse su Maduro.

Come ha fatto il trader a guadagnare così tanto?

Ecco la timeline delle operazioni del misterioso utente:

  • 🆕 Dicembre 2025: crea un nuovo account sulla piattaforma

  • 💵 27 dicembre: piazza la prima scommessa ($96) su un'invasione USA in Venezuela entro il 31 gennaio

  • 📈 Giorni successivi: aumenta progressivamente le puntate, concentrandosi su contratti legati alla destituzione di Maduro

  • 🎯 2 gennaio, ore 21:58: ultima scommessa, quando i contratti costavano solo 8 centesimi (il mercato dava solo l'8% di probabilità alla caduta di Maduro)

  • 💥 3 gennaio, notte: il blitz USA colpisce Caracas e il valore dei contratti schizza alle stelle

Più della metà delle puntate totali è stata piazzata proprio la sera prima dell'attacco. Una coincidenza che ha destato non pochi sospetti…

Ma è legale tutto questo?

Nei mercati azionari tradizionali questo comportamento rientra nella fattispecie dell’insider trading ed è severamente vietato. Nei mercati di previsione come Polymarket, invece, le tutele sono molto più deboli: sebbene i regolamenti ne proibiscano formalmente l’uso di informazioni riservate, i meccanismi di controllo sono fragili e l’architettura stessa di questi mercati finisce spesso per incentivare chi dispone di notizie privilegiate a trasformarle in profitto.

Da qui emerge un delicato problema giurisdizionale. Se il trader fosse un funzionario statunitense, potrebbe teoricamente essere perseguito; ma nel caso di un operatore straniero che agisce dall’estero, le autorità americane avrebbero margini di intervento estremamente limitati.

Non è la prima volta che succede…

A dicembre, un altro trader ha guadagnato $1,2 milioni puntando sui risultati delle Google Year in Search, prevedendo con un’accuratezza quasi perfetta ricerche e classifiche che il mercato considerava estremamente improbabili. Lo stesso utente aveva già incassato oltre $100.000 indovinando la data di rilascio di un modello AI di Google.

Gli osservatori lo hanno soprannominato "l'insider di Google"…

Insomma, i mercati di previsione sono uno strumento affascinante per "misurare" le aspettative del pubblico su eventi futuri… ma quando qualcuno sembra saperne sempre un po' troppo, il confine tra intuizione e informazione privilegiata diventa molto sottile.

I mercati di previsione dovrebbero essere regolamentati come quelli finanziari tradizionali?

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