- il Punto
- Posts
- 🛢️ Guerra in Iran e inflazione: cosa cambia per i tuoi risparmi?
🛢️ Guerra in Iran e inflazione: cosa cambia per i tuoi risparmi?

Buongiorno! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l’economia e l’attualità in modo semplice e veloce!
Il menù di oggi è offerto da Scalable Capital, la banca per investire in modo facile e sicuro.
🛢️ Guerra in Iran e inflazione: cosa cambia per i tuoi risparmi?
🚢 Il “pirata di Hormuz": l'armatore greco che guadagna dove tutti scappano
Spoiler: ti spieghiamo come guadagnare il 2,5% di interessi sui tuoi risparmi senza fare nulla e ricevere 25€.
IN COLLABORAZIONE CON: Scalable Capital
🛢️ Guerra in Iran e inflazione: cosa cambia per i tuoi risparmi?
Da quando è scoppiato il conflitto tra Stati Uniti e Iran, una domanda sta diventando sempre più concreta: quanto ci costerà tutto questo?
Non solo in termini geopolitici, ma in termini molto più concreti e quotidiani: il pieno di benzina, la bolletta del gas e la spesa al supermercato.
I primi effetti si vedono già. E secondo gli economisti, potrebbe essere solo l'inizio…
Cosa sta succedendo al petrolio?
Con l'inizio del conflitto USA-Iran, i prezzi del greggio sono schizzati alle stelle. Il Brent ha toccato i $120 al barile (ora è a circa $109), spinto dal timore di un blocco totale dello Stretto di Hormuz, il passaggio strategico da cui transita circa il 20% della produzione petrolifera mondiale.

Per provare a frenare la corsa dei prezzi, l'Agenzia Internazionale per l'Energia ha annunciato il rilascio record di 400 milioni di barili dalle riserve dei paesi membri, il più grande nella storia dell'AIE.
I soli Stati Uniti metteranno sul mercato 172 milioni di barili in tre mesi, pari a circa 1,4 milioni di barili al giorno.
La mossa ha avuto un effetto immediato e all'inizio della scorsa settimana il Brent era sceso sensibilmente.
Ma la discesa è durata poco…
Gli attacchi iraniani alle infrastrutture petrolifere nel Golfo si sono intensificati nei giorni successivi, colpendo obiettivi in Arabia Saudita, Bahrein e Oman.
Con il blocco dello Stretto di Hormuz, i paesi della regione sono stati costretti a ridurre la produzione di almeno 10 milioni di barili al giorno, in quella che l'AIE ha definito "la più significativa interruzione" delle forniture di petrolio della storia.
Risultato? A oggi il Brent è risalito a sfiorare i $100 al barile e il WTI è tornato sopra i $93.

E la prospettiva di una soluzione rapida si allontana. L'Iran ha dichiarato di essere pronto a una guerra prolungata, contraddicendo Trump che ha parlato per due volte di una fine "imminente" del conflitto.
E gli effetti per i consumatori europei? Sono già arrivati
Nel giro di pochi giorni, i prezzi dei carburanti sono aumentati rapidamente, raggiungendo in Italia livelli che non si vedevano dal 2022. Lo conferma anche la prima rilevazione settimanale del Ministero dell’Ambiente dall’inizio del conflitto:
⛽ Benzina: 1,87 €/litro, +20 centesimi rispetto a prima della guerra (+12%)
⛽ Diesel: 2,10 €/litro, +38 centesimi (+22%)

Gli aumenti però non si fermano qui: sono saliti anche i prezzi del GPL, del metano per i camion (+3 centesimi al litro), dei combustibili industriali (+15%) e del gasolio per il riscaldamento (+18%).
Per contenere l’impatto, il governo Meloni è intervenuto il 18 marzo con un decreto che prevede un taglio delle accise di circa 25 centesimi al litro per 20 giorni, fino al 7 aprile.
Questo intervento ha riportato il prezzo della benzina intorno ai livelli pre-conflitto (circa 1,62 €/litro). Tuttavia, non è stato sufficiente per il diesel, che resta più caro rispetto a fine febbraio (circa 1,85 €/litro anche con lo sconto). Inoltre, si tratta di una misura temporanea.
In ogni caso, questi rincari (con o senza sconti) finiranno per incidere direttamente sui costi di trasporto, sul prezzo delle merci e sulle bollette.
E il vero problema non è solo fare il pieno: quando aumenta il costo dell’energia, l’effetto si propaga a tutta l’economia.
E a quel punto la domanda diventa una sola…
Quanto può salire l’inflazione in Europa?
Secondo Goldman Sachs, la regola è semplice: un aumento del 10% del prezzo del petrolio si traduce in un +0,3% di inflazione complessiva nell'area euro - ma con effetti non lineari se anche il gas naturale dovesse restare su livelli elevati…
Bank of America ha delineato tre scenari possibili:
📊 Scenario base (il più probabile): petrolio intorno a $80 al barile e gas Ttf a 50 €/MWh per circa due mesi. L'inflazione tocca brevemente il 2,5% tra marzo e aprile, per poi tornare sotto il 2% entro fine estate. PIL in crescita dell'1%. Situazione gestibile.
📊 Scenario intermedio: petrolio a $100 al barile e gas a 60 €/MWh. Inflazione media al 2,4% nel 2026, con un picco sopra il 3% nel secondo trimestre. Crescita che rallenta allo 0,8%.
📊 Scenario critico: shock energetico prolungato per quattro mesi. Anche con il petrolio a $80, l'inflazione annua sale al 2,2% con picchi al 2,5%, e il PIL rallenta allo 0,9% con il rischio di una temporanea contrazione.
Tre scenari molto diversi tra loro, con un denominatore comune: l'Europa, in quanto importatrice netta di energia, è strutturalmente più esposta di altre grandi economie.
E la BCE? Pensa ad un rialzo dei tassi…
Ed è qui che la questione si fa concreta per tutti.
Se l'inflazione dovesse restare sopra il target del 2%, la BCE potrebbe essere costretta a invertire la rotta e tornare ad alzare i tassi.
Un'ipotesi che fino a poche settimane fa nessuno prendeva in considerazione: prima del conflitto con l'Iran, il consenso era nettamente orientato verso ulteriori tagli dei tassi.
Oggi i mercati la vedono diversamente:
📈 La probabilità di un rialzo dei tassi BCE nel 2026 è passata dal 12% al 42% in meno di due settimane
📈 Se i prezzi dell'energia non si normalizzeranno entro giugno, secondo Bank of America, la BCE potrebbe alzare i tassi di 50-75 punti base entro settembre
Come ha sottolineato Michael Saunders di Oxford Economics, in passato le banche centrali potevano permettersi di aspettare che uno shock energetico si riassorbisse da solo.
Oggi non più: il rischio è che l'aumento dei prezzi dell'energia si diffonda al resto dell'economia, facendo salire le aspettative di inflazione in modo più ampio.
E a quel punto, intervenire diventa obbligatorio.
E per chi ha un mutuo, un prestito o dei risparmi da gestire, questo cambia parecchio.
Cosa significa tutto questo per chi investe?
In uno scenario di questo tipo di inflazione in risalita, tassi potenzialmente in aumento e mercati incerti, proteggere il potere d'acquisto dei propri risparmi diventa ancora più importante.

Lasciare la liquidità ferma sul conto corrente significa vederla erodere dall'inflazione. Diversificare e far lavorare i propri soldi, invece, è la strategia che ha più senso in un contesto come questo.
Ed è proprio qui che Scalable Capital diventa una soluzione interessante:
⚡ Apri il conto in pochi minuti e sei subito operativo
🌍 Hai accesso a oltre 8.000 azioni, 1.900 ETF e anche crypto
💶 E sulla liquidità che non investi? Ricevi il 2% annuo
In più, dal 16 marzo Scalable ha lanciato il suo conto deposito non vincolato al 2,5% di interessi: basta spostare la propria liquidità sul conto deposito per ottenere un rendimento sulla liquidità non investita.
E per chi apre un conto entro il 25 marzo, c'è un bonus di 25€ sotto forma di Scalable ETF.
Oltre un milione di persone hanno già scelto Scalable. È il momento di unirti a loro.
Pronto a investire con serenità?👇🏻
Investire comporta dei rischi
*Termini e condizioni: https://scalable.capital/interessi
**Interesse annuo lordo variabile su liquidità illimitata. Condizioni e distribuzione della liquidità su scalable.capital/conto-deposito-non-vincolato
GEOPOLITICA
🚢 Il "pirata di Hormuz": l'armatore greco che guadagna dove tutti scappano

Il conflitto in Medio Oriente ha svuotato lo Stretto di Hormuz: traffico marittimo crollato di oltre il 90%, armatori in ritirata, transiti sospesi.
Ma un uomo ha scelto di fare esattamente il contrario.
Si chiama George Prokopiou, ha 79 anni e guida la Dynacom Tankers, una delle più grandi compagnie di trasporto marittimo di petrolio al mondo. Quella che ha fatto nella settimana scorsa è stata definita dal Wall Street Journal "una delle mosse più audaci" della sua carriera.
Ma chi è George Prokopiou?
Il Financial Times lo ha ribattezzato "il miliardario bucaniere".

In Grecia lo conoscono come il "re del settore immobiliare" per i suoi enormi investimenti nel campo. Ma il cuore del suo impero è il mare: Prokopiou controlla circa 70 petroliere tramite la Dynacom, e molte di esse si trovavano già nel Golfo Persico quando è scoppiato il conflitto.
E mentre i concorrenti ritiravano le proprie navi per timore di finire nel mirino dei missili iraniani, lui ha fatto esattamente il contrario: ha inviato almeno cinque petroliere nello Stretto di Hormuz nel pieno della crisi.
Ma cosa è successo esattamente?
Una delle sue navi, la Shenlong, petroliera di classe Suezmax caricata con circa un milione di barili di greggio saudita, ha attraversato lo Stretto.
Come? Il 4 marzo ha spento il transponder entrando nel Golfo Persico e il suo segnale è ricomparso cinque giorni dopo al largo della costa indiana.

Pochi giorni più tardi, una seconda petroliera Dynacom, la Smyrni, ha completato lo stesso percorso, ricomparendo al largo di Mumbai il 14 marzo.
Non si tratta solo di carichi in uscita: secondo la stampa internazionale, anche navi vuote hanno attraversato lo Stretto da est verso il Golfo, pronte a caricare nuovo greggio.
Stando alla stampa greca, le navi di Prokopiou disattivano i sistemi di localizzazione per evitare di diventare bersagli dell'Iran, mentre i ponti vengono pattugliati da guardie armate.
In pratica, la navigazione commerciale ha assunto i contorni di un'operazione quasi militare.
Perché rischiare così tanto?
Perché il rischio paga. E paga molto.
Il meccanismo è questo: meno navi sono disposte ad attraversare lo Stretto, più quelle che accettano di farlo possono dettare le condizioni. I noli salgono, le assicurazioni rincarano e chi è disposto a entrare nella zona rossa incassa margini enormi.
I numeri parlano chiaro:
💰 In condizioni normali, noleggiare una petroliera VLCC (very large crude carrier, le più grandi al mondo) sulla rotta Golfo Persico-Cina costa tra i $50-70mila al giorno
💰 Oggi la stessa rotta supera i $500mila al giorno (e questo prezzo non include nemmeno l'assicurazione aggiuntiva contro i rischi di guerra)

Prokopiou non è nuovo a questo tipo di strategia
La Dynacom aveva continuato a trasportare petrolio russo sottoposto a sanzioni occidentali, in un quadro legale ma evitato dalla maggior parte degli operatori più prudenti.
L'Ucraina lo aveva persino inserito nella lista degli "sponsor internazionali della guerra" (etichetta poi ritirata).
Lo schema è sempre lo stesso: dove le tensioni geopolitiche allontanano la concorrenza, lui si inserisce nel vuoto e trasforma la crisi in vantaggio competitivo.
Insomma…
La storia di Prokopiou racconta qualcosa che va oltre l'audacia di un singolo armatore. Ci dice che quando uno snodo strategico come Hormuz resta aperto solo grazie alla disponibilità di pochi operatori a sfidare la guerra, il sistema energetico mondiale è entrato in una fase di fragilità profonda.
Il petrolio continua a passare, ma a un prezzo molto più alto. E quel prezzo, alla fine, arriva sempre a imprese e consumatori.
Come giudichi la strategia di Prokopiou? |

🗳️ Il punto più discusso della riforma della giustizia (IlPost)
⚠️ Missili di Teheran contro la base Usa nell'Oceano Indiano. Attaccato un impianto nucleare in Iran (Agi)

🤖 Pokémon Go, i giocatori addestrano i robot per le consegne senza saperlo (euronews)
💻️ Le intelligenze artificiali saranno nazionalizzate? (IlPost)

🧠 Dai guardiani del cervello una nuova arma contro l’Alzheimer (Ansa)
🏙️ 19 città, tra cui Londra, San Francisco e Hong Kong, hanno registrato "notevoli riduzioni" dell'inquinamento atmosferico (GNN)

Il 22 marzo 1848, si concludono le Cinque Giornate di Milano; la città viene temporaneamente liberata dagli austriaci
Ti è piaciuta la Newsletter di oggi? |
Sei un brand e vuoi collaborare con noi? 💻️
Fai pubblicità in questa newsletter o sui nostri altri canali social per far conoscere il tuo servizio o prodotto ad una community di oltre 1 milione di persone! Contattaci ora!
