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🚀 Il colosso nato su un tovagliolo: la storia di NVIDIA

Buongiorno! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l’economia e l’attualità in modo semplice e veloce!

Il menù di oggi è offerto da Scalable Capital, la piattaforma per investire in modo facile e sicuro, senza spendere un sacco di soldi in commissioni:

  • 🚀 Il colosso nato su un tovagliolo: la storia di NVIDIA

  • 🚢 Trump colpisce ancora: dazi al 50% sull'India

IN COLLABORAZIONE CON: Scalable Capital

🚀 Il colosso nato su un tovagliolo di carta: la storia di NVIDIA

Oggi NVIDIA è l’azienda quotata più preziosa al mondo: vale oltre $4.000 miliardi, più del PIL di paesi come Russia o Corea del Sud e più del valore combinato di intere borse nazionali.

Eppure, dietro questo colosso che domina l’era dell’intelligenza artificiale, si nasconde una storia fatta di fallimenti, scommesse folli e intuizioni visionarie.

Una storia che inizia non in una grande sala riunioni, ma in un semplice ristorante della California, davanti a un caffè e a un tovagliolo di carta.

Ma com’è possibile che una chiacchierata davanti ad un caffè abbia dato vita a un impero da miliardi di dollari?

È l’aprile del 1993, sono le 8:45 del mattino in un Denny’s di East San Jose, California.

Tre ingegneri si ritrovano a fare colazione e a discutere di un sogno: creare computer capaci di gestire grafica 3D con un realismo mai visto prima.

Su un tovagliolo disegnano le prime linee di quella che diventerà la rivoluzione NVIDIA.

I protagonisti sono:

  • 👨‍💼 Jensen Huang: nato a Taiwan, cresciuto negli USA, con un ottimo lavoro alla LSI Logic

  • 🔧 Chris Malachowsky e Curtis Priem: entrambi ingegneri alla Sun Microsystems

Da sinistra a destra: Curtis Priem, Jensen Huang e Chris Malachowsky

Il problema? Nessuno di loro aveva mai maneggiato davvero un PC.

La soluzione? Comprarne uno e smontarlo pezzo per pezzo per capirne il funzionamento.

Con un capitale iniziale di appena $40.000, i tre iniziarono l’avventura. La svolta arrivò quando Jensen, nonostante una presentazione disastrosa, convinse Don Valentine di Sequoia Capital a investire $2 milioni. Quello fu il vero punto di partenza.

Nel novembre 1995, NVIDIA lanciò il suo primo chip: NV1

Sulla carta era rivoluzionario: combinava grafica 2D e 3D, audio e video in un unico prodotto.

Nella realtà, però, fu un disastro totale. Invece delle 250.000 unità previste, ne vennero vendute appena 1.000.

Un fallimento che avrebbe potuto mettere la parola fine alla storia di NVIDIA.

Ma Huang e i suoi soci non mollarono: in soli 18 mesi progettarono il Riva 128, un chip compatibile con gli standard Microsoft. Il lancio, nell’agosto 1997, fu un successo travolgente: un milione di unità vendute in quattro mesi.

Da quel momento, NVIDIA non si fermò più.

Nel 1999 arrivò la GeForce 256, considerata la prima vera GPU della storia.

Poco dopo, la collaborazione con Microsoft per la prima Xbox consacrò NVIDIA come leader della grafica per videogiochi.

Per anni, NVIDIA venne considerata l’azienda “dei videogiochi“

Ma nel 2006 tutto cambiò.

L’azienda lanciò CUDA, una piattaforma che trasforma le GPU in strumenti di calcolo parallelo. Non più solo grafica, ma potenza di calcolo pura, utile per la scienza e, soprattutto, per l’intelligenza artificiale.

Le GPU NVIDIA cominciarono a comparire nei laboratori di ricerca:

  • 📚 A Stanford le GPU NVIDIA vennero usate per i primi esperimenti di deep learning

  • 🏆 Nel 2012, ricercatori di Toronto usarono le GPU NVIDIA per vincere una competizione di riconoscimento immagini

  • 🤖 Nel 2015, OpenAI scelse NVIDIA per i suoi esperimenti di AI

Per questo motivo, Jensen Huang compì la scelta più rischiosa della sua carriera: spostare il focus dell’azienda dai videogiochi all’intelligenza artificiale.

Un mercato ancora inesistente, che sembrava più una scommessa che una strategia.

Ma si rivelerà la decisione più geniale della storia dell’azienda…

Quando nel 2022 esplode il fenomeno ChatGPT, il mondo apre finalmente gli occhi sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale. Ma dietro quella rivoluzione c’era già un protagonista silenzioso: senza le GPU di NVIDIA, modelli come ChatGPT non avrebbero mai potuto vedere la luce.

E i suoi numeri raccontano la storia meglio di qualunque parola:

  • 📈 Fatturato: da $3 miliardi nel 2010 a $148 miliardi nel 2025

  • 💰️ Valutazione in Borsa: da $10 miliardi nel 2010 a oltre $4.000 miliardi oggi

Jensen Huang, che oggi possiede il 3,6% delle azioni, è diventato uno degli uomini più ricchi del mondo con oltre 150 miliardi di patrimonio. Ma non solo lui: una buona parte dei 30.000 dipendenti NVIDIA è diventata milionaria grazie alle stock option dell’azienda.

E il futuro?

Il dominio di NVIDIA non è però garantito per sempre. Le sfide sono enormi:

  • ⚔️ La concorrenza si fa sempre più agguerrita: Intel, AMD, Google e Amazon stanno sviluppando i propri chip AI

  • 🌏 Le tensioni geopolitiche: gran parte delle vendite viene dalla Cina, e le tensioni con gli USA sono un rischio concreto

  • 🤖 Nuove frontiere: NVIDIA sta investendo $50 milioni in robot umanoidi

La visione di Huang è chiara: l’intelligenza artificiale sarà ovunque e NVIDIA vuole essere il motore di questa rivoluzione.

Se ci riuscirà, solo il tempo potrà dircelo.

Ma una cosa è certa: quella chiacchierata al Denny's del 1993 ha cambiato per sempre il mondo della tecnologia.

Perché nessuno poteva prevedere che quel disegno su un tovagliolo avrebbe dato vita a un colosso da $4.000 miliardi.

E oggi, dietro ogni algoritmo che usiamo, ogni modello AI che cambia le nostre vite, c’è una scheda NVIDIA.

Se volete approfondire questa incredibile storia, non potete perdervi l’ultimo video che abbiamo realizzato sul canale YouTube di Scalable Capital 👇️ 

Investire comporta dei rischi

COMMERCIO INTERNAZIONALE

🚢 Trump colpisce ancora: dazi al 50% sull'India

Il presidente americano Donald Trump ha imposto nuovi dazi del 50% su tutte le esportazioni indiane verso gli Stati Uniti.

La motivazione ufficiale? Gli acquisti di petrolio russo da parte di Nuova Delhi. Ma l’impatto di questa mossa va ben oltre la semplice ritorsione commerciale.

Ma perché proprio l’India?

Gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale dell’India, e i numeri parlano da soli:

  • 📦 Su $434 miliardi di export indiano, ben $86,5 miliardi sono diretti agli USA (quasi il 20% del totale).

  • 💰 Queste esportazioni valgono circa il 2% del PIL indiano.

Trump ha giustificato l’inasprimento dei dazi come risposta al petrolio russo acquistato dal Governo indiano. Ma l’entità del provvedimento (+25% rispetto alle tariffe già esistenti) lascia pensare a una strategia più ampia di riposizionamento commerciale.

Gli Stati Uniti, infatti, da tempo criticano l’asimmetria tariffaria: l’India applica in media un dazio del 7,5% sui prodotti americani, ma in alcuni settori le tariffe arrivano al 39% per i prodotti agricoli e al 100% per le automobili.

Si tratta di un duro colpo per l’economia indiana

E le conseguenze rischiano di essere pesanti:

  • 📉 Goldman Sachs stima che il PIL indiano possa ridursi dello 0,6%.

  • 📊 La Federation of Indian Export Organisations avverte che le aziende indiane subiranno uno svantaggio di prezzo del 30-35% rispetto ai concorrenti globali.

Il problema è che per l’India è molto più difficile diversificare i mercati rispetto agli Stati Uniti, che invece possono facilmente rivolgersi ad altri fornitori.

Chi ci rimetterà di più?

Non tutti i settori saranno colpiti allo stesso modo. Ecco la mappa del disastro:

  • 🔧 Ingegneria e meccanica – $19,1 miliardi di export verso USA: ricambi auto, macchinari, apparecchiature elettriche

  • 💎 Gemme e gioielli – circa un terzo della produzione va negli USA, settore da 5 milioni di lavoratori e 7% del PIL indiano

  • 👔 Tessile e abbigliamento – il 34% delle esportazioni è destinato al mercato americano, con 45 milioni di occupati

  • 📱 Elettronica – il 36% dipende dagli USA. È considerato il settore “più esposto” secondo Oxford Economics

Un paradosso: proprio mentre l’India superava la Cina come fornitore principale di smartphone per gli USA (grazie ad Apple che ha spostato parte della produzione), arrivano i dazi.

Per ora, però, smartphone e computer restano esenti.

Intanto, la concorrenza asiatica ringrazia

Mentre colpisce l’India, Trump riduce i dazi su altri paesi della regione:

  • 🇻🇳 Vietnam: dazi ridotti dal 46% al 20%

  • 🇹🇭 Thailandia: dal 36% al 19%

  • 🇧🇩 Bangladesh: dal 35% al 20%

  • 🇰🇭 Cambogia: dal 36% al 19%

L'India compete con questi paesi in settori chiave: con il Vietnam nell'elettronica, con Bangladesh e Cambogia nel tessile. Con differenziali tariffari così ampi, la competitività indiana rischia di erodersi rapidamente.

Questa guerra dei dazi solleva interrogativi importanti sul futuro delle relazioni USA-India
  • ➡️ Da un lato, i due Paesi sono partner strategici importanti, soprattutto all’interno del Quad, l’alleanza che riunisce Stati Uniti, India, Australia e Giappone per contrastare l’espansione cinese nella regione indo-pacifica.

  • ⬅️ Dall'altro, questi dazi al 50% potrebbero compromettere l'attrattiva dell'India come alternativa alla Cina (dove, fino a novembre, i dazi sulle esportazioni verso gli USA restano fermi al 10%) soprattutto per settori come l’elettronica, proprio mentre molte aziende stavano valutando l’India come nuovo hub manifatturiero

Il fatto che martedì, a poche ore dall'entrata in vigore dei dazi, il Dipartimento di Stato americano e il Ministero degli Affari Esteri indiano abbiano rilasciato dichiarazioni identiche parlando di "desiderio di rafforzare le relazioni bilaterali" sembra quasi surreale.

Ma forse è proprio questo il punto: nella geopolitica moderna, si può essere alleati strategici e farsi la guerra commerciale allo stesso tempo.

Secondo te, chi uscirà vincitore da questa guerra commerciale USA-India?

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🇫🇷 La Francia ripiomba nella crisi dopo che il voto di fiducia del Primo Ministro Bayrou si è ritorto contro di lui (Reuters)

🇮🇹 In Molise scatta il contratto di solidarietà per 1800 lavoratori Stellantis (AGI)

💧 Ogni domanda all’AI consuma 5 gocce d’acqua (Techy)

🎣 Apple non sa più che pesci pigliare con Siri (Techy)

🌆 Un sobborgo dell'Arizona trasformato in una città pedonale in stile mediterraneo dove le temperature rimangono basse (GNN)

🚀 Un successo il decimo test della Starship di Musk (Ansa)

Il 28 agosto 1963, durante una manifestazione per i diritti civili che raduna 200.000 persone Martin Luther King Jr. tiene il famoso discorso del "I have a dream" davanti al Lincoln Memorial di Washington

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