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🚗 Audi costruirà la sua prima fabbrica negli Stati Uniti

Buongiorno, io sono Sara! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l'economia e l'attualità in modo semplice e veloce!

Ecco cosa prevede il menù di oggi:

  • 🔥 Enrico Mattei: l'uomo che sfidò i giganti del petrolio

  • 🚗 Audi costruirà la sua prima fabbrica negli Stati Uniti

STORIA ECONOMICA ITALIANA

🔥 Enrico Mattei: l'uomo che sfidò i giganti del petrolio

È il tardo pomeriggio del 27 ottobre 1962 a Bascapè, in provincia di Pavia.

Alle 18:57 un lampo accecante e un boato rompono il silenzio della campagna. Un aereo si è schiantato al suolo e non ci sono sopravvissuti.

A bordo c’era Enrico Mattei, uno degli uomini più potenti d’Italia, che aveva osato sfidare i giganti mondiali del petrolio.

Ripercorriamo un po’ la sua storia

Nato nelle Marche nel 1906, dopo un passato da imprenditore e un ruolo importante nella Resistenza, nel maggio del 1945 Mattei riceve un incarico destinato a cambiargli la vita.

Viene nominato Commissario Liquidatore dell’Agip.

L’Agip, l’Azienda Generale Italiana Petroli, era considerata un’eredità della politica autarchica fascista, un “carrozzone” inutile di cui liberarsi al più presto.

Ma quando inizia a occuparsene, Mattei si rende conto che l’azienda ha ancora molto da offrire. Ci sono tecnici qualificati e progetti promettenti per la ricerca di petrolio e gas nel sottosuolo italiano.

Così decide di fare l’esatto contrario di ciò per cui era stato nominato. Anziché liquidare l’Agip, farà di tutto per rilanciarla.

Da quell’azienda che sembrava destinata al fallimento, nasce un colosso energetico

In soli sei anni (1946-1952) Mattei:

  • ⛽ Perfora 500 nuovi pozzi di gas in tutta la Pianura Padana

  • 📈 Fa salire la produzione di metano da 50 milioni a 1,2 miliardi di m3

  • 🔌 Costruisce 2.000 km di metanodotti

Tutti questi fattori contribuiscono a trasformare l’industria italiana e fanno da carburante (letteralmente) per la nuova industrializzazione del Paese.

Mattei trasforma poi l'Agip in un modello di industria moderna:

  • 🏫 Crea scuole di management

  • 🎓 Fa convenzioni con università

  • 🏖️ Organizza colonie estive per le famiglie

  • 🏠 Offre case aziendali e assistenza sanitaria

A quel punto l’azienda cambia nome e diventa ENI

Nel 1953 nasce l'Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), che raggruppa Agip, SNAM e altre società.

Per far crescere ENI, Mattei mette gli occhi sul bacino del Mediterraneo e sul Medioriente, pieno di paesi ricchissimi di petrolio, che però fino ad allora erano stati dominati dalle compagnie petrolifere americane, inglesi e francesi (Sette Sorelle).

L’idea è trovare il modo di giocare alla pari di questi giganti internazionali, ma la sua intraprendenza irrita le "Sette Sorelle" e il motivo è che la lobby più potente del pianeta aveva un chiarissimo modo di operare.

Queste aziende, infatti, sfruttavano i giacimenti di petrolio situati in Paesi medio-orientali o Nord-africani, ma lo facevano con una logica “coloniale”, imponendo condizioni brutali e richiedendo concessioni per decine e decine di anni in cambio di royalties minime.

L’idea invece di Mattei era cambiare le carte in tavola e trattare direttamente con i paesi produttori, offrendo condizioni migliori.

Nasce così la “Formula Mattei“

ENI e gli Stati Produttori si associano “alla pari”, con ENI che garantiva ai Paesi il 75% dei profitti. Con questa formula rivoluzionaria e paritaria, Mattei chiude accordi in tutto il mondo:

🇮🇷 Iran: prima partnership equa nella storia del petrolio
🇪🇬 Egitto: alleanza con Nasser contro le compagnie anglo-francesi
🇱🇾 Libia: concessioni nella Cirenaica
🇩🇿 Algeria: accordi per il gas e per un metanodotto sottomarino
🇷🇺 URSS: in piena Guerra Fredda, importa petrolio a prezzi stracciati

Enrico Mattei al tavolo di lavoro firma accordi tra Eni e URSS

Insomma, Mattei scardina l’ordine costituito, toglie potere alle Sette Sorelle e proietta l’Italia nell’Olimpo delle grandi del Petrolio mondiale…

…al punto che questo trasforma ENI in un colosso da 792 miliardi di lire di fatturato e 55mila dipendenti.

Ma la “formula Mattei“ si blocca nell’ottobre 1962

Mattei, con il suo approccio, stava cambiando il mondo e l’Italia, ma questa sua rivoluzione si interrompe bruscamente il 27 ottobre 1962, giorno in cui Enrico Mattei muore.

Agli atti, la morte di Mattei sarà classificata come un incidente aereo, dovuto ad un’avaria del velivolo o ad un errore del Pilota.

La verità però è molto diversa e la storia, negli anni, ce l’ha confessata.

  • 🗓️ Ma cosa è successo davvero quel 27 ottobre 1962?

  • ✈️ Si è trattato sul serio di un incidente? Oppure qualcuno lo ha ucciso?

  • ⚙️ E, soprattutto, per quale motivo?

La risposta a queste domande la trovi nel nostro video su YouTube su Enrico Mattei👇️ 

AUTOMOTIVE

🚗 Audi costruirà la sua prima fabbrica negli Stati Uniti

Catena di montaggio Audi in stile wireframe blu

Sabato sera, a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato, il CEO di Audi, il marchio premium del gruppo Volkswagen, Gernot Döllner è salito sul palco di un comizio di Donald Trump in Georgia per annunciare la prima fabbrica del marchio negli Stati Uniti.

Un investimento da $4 miliardi a Macon, nel centro della Georgia, che produrrà 200.000 SUV all'anno e creerà circa 4.500 posti di lavoro. Una scelta insolita per un grande marchio europeo, che di solito si tiene alla larga dalle campagne elettorali.

Ma perché proprio ora?

Il peso dei dazi

Oggi Audi non produce nemmeno un'auto negli Stati Uniti: tutti i modelli venduti in America arrivano dall'Europa o dal Messico.

Ma da quando Trump ha imposto dazi del 15% sulle auto europee, ogni vettura che attraversa l’Atlantico costa molto di più

  • 💸 L'anno scorso i dazi sono costati ad Audi €1,2 miliardi

  • 🏭 Per l'intero gruppo Volkswagen il costo arriva fino a €5 miliardi all'anno

  • 📉 Nel 2026 le vendite Audi negli USA sono calate del 16%

Volkswagen aveva già spostato dal Messico agli Stati Uniti la produzione di alcuni modelli economici, come la Jetta e la Taos.

Ora tocca al marchio premium.

Cosa uscirà dalla fabbrica (e quando)

Audi in stile wireframe blu

Audi Q9

In Georgia verranno assemblate la Q7, la Q8 e la nuova Q9, la SUV più grande mai prodotta da Audi, pensata proprio per il mercato americano. Il cantiere partirà l'anno prossimo, ma la produzione inizierà solo nei primi anni del 2030.

A queste si aggiungeranno circa 25.000 veicoli all'anno assemblati nella vicina South Carolina, nello stabilimento da $2 miliardi che VW sta costruendo per il marchio Scout. Una parte sarà esportata.

Merito dei dazi?

Per i repubblicani la risposta è sì.

Secondo il senatore Bernie Moreno, l'investimento "non sarebbe mai avvenuto senza i dazi", e Audi arriverà a produrre tutte le sue SUV solo negli Stati Uniti.

I numeri però raccontano una storia più complicata. Da quando Trump è tornato alla Casa Bianca, l’occupazione nella produzione di auto e componenti negli USA è diminuita e i prezzi dei veicoli sono saliti. Il taglio agli incentivi per le auto elettriche, poi, ha frenato la produzione di veicoli e batterie.

Più che sui risultati dei dazi, quindi, la partita si gioca sul tempismo. In Georgia si vota per il Senato e per il governatore, e i repubblicani faticano nei sondaggi, anche per il caro carburanti legato alla guerra con l’Iran. Per questo un annuncio da 4.500 posti di lavoro, fatto dal palco di un comizio, vale oro.

Il conto lo paga l'Europa

Se l'America guadagna posti di lavoro, l'Europa ne perde. Parte della produzione delle SUV lascerà lo stabilimento di Bratislava, in Slovacchia, mentre la fabbrica Audi di Neckarsulm è una delle quattro sedi tedesche di VW che potrebbero chiudere dopo il 2030.

Il tutto mentre Volkswagen ha avviato un piano che prevede fino a 100.000 tagli in Germania, schiacciata da concorrenza cinese, dazi e costi della transizione elettrica.

Non solo Audi

Anche altri costruttori stanno riorganizzando la produzione:

  • 🇯🇵 Toyota (Giappone) investirà $3,6 miliardi in Texas, spostando parte della produzione di pick-up dal Messico

  • 🇯🇵 Honda (Giappone), che produce negli Stati Uniti dal 1982, valuta un'ulteriore fabbrica sul territorio americano, ma solo se verrà rinnovato l'accordo commerciale tra USA, Messico e Canada (USMCA)

  • 🇰🇷 Hyundai (Corea del Sud) dice di avere pronti oltre $20 miliardi di investimenti, bloccati dalla stessa incertezza

Insomma…

L'investimento di Audi è reale, ma i suoi effetti si vedranno solo nel prossimo decennio. Trump intanto incassa subito il titolo da campagna elettorale, mentre l'Europa vede un altro pezzo della sua industria dell'auto prendere la strada dell'America.

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