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🛰️ Amazon sfida Musk nello spazio

Buongiorno! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l’economia e l’attualità in modo semplice e veloce!

Il menù di oggi prevede:

  • 🛰️ Amazon sfida Musk nello spazio (e si porta dietro Apple)

  • 🐣 L'Italia ha un "complesso di Calimero"?

SPAZIO

🛰️ Amazon sfida Musk nello spazio (e si porta dietro Apple)

Amazon ha appena messo sul piatto $11,57 miliardi per acquisire Globalstar, un operatore satellitare americano.

L'obiettivo? Spezzare il dominio di Starlink, la rete satellitare di Elon Musk, nel mercato dell'internet dallo spazio.

Una mossa che potrebbe ridisegnare gli equilibri di un settore che nei prossimi anni diventerà sempre più strategico per l'economia globale.

Ma cosa si compra esattamente Amazon?

Partiamo da un dato che salta subito all'occhio: la rete satellitare di Amazon, chiamata Amazon LEO, conta oggi circa 210 satelliti. Con l'acquisizione di Globalstar, se ne aggiungeranno appena 24.

Razzo Atlas V della United Launch Alliance sulla sua piattaforma di lancio con a bordo i satelliti della rete internet Project Kuiper di Amazon

Briciole, se confrontate con i 10.000+ satelliti che Starlink ha già in orbita.

E allora perché spendere così tanto?

Perché il vero valore dell'operazione non sono i satelliti, ma due asset molto più preziosi:

  • 📡 Lo spettro di radiofrequenze: le licenze globali per trasmettere il segnale. Senza queste licenze, mandare satelliti in orbita serve a poco, perché non si può trasmettere legalmente il segnale verso terra

  • 📱 La tecnologia Direct-to-Device (D2D): in parole semplici, la capacità di far comunicare i satelliti direttamente con i normali smartphone, senza bisogno di antenne o apparecchi speciali

Globalstar ha 30 anni di esperienza in queste tecnologie e le ha già sviluppate e testate sul campo. Per Amazon, costruire tutto questo da zero avrebbe richiesto anni e miliardi in più.

E Apple che c’entra?

C'entra eccome.

Globalstar è già il fornitore ufficiale dei servizi di emergenza via satellite per iPhone (dal modello 14 in poi) e per Apple Watch.

In pratica, quando un iPhone riesce a mandare un SOS anche senza copertura cellulare, è grazie alla rete di Globalstar.

Acquisendo Globalstar, Amazon ha subito annunciato un accordo con Apple: la nuova rete satellitare continuerà a supportare e migliorare questi servizi per i dispositivi della Mela.

In altre parole, Bezos non si è comprato solo un'infrastruttura spaziale, ma anche l'accesso diretto alla base utenti più alto-spendente del mondo tech.

Ma può davvero competere con Starlink?

Ad oggi, il divario con SpaceX è enorme. Ecco un confronto rapido:

🚀 Starlink (SpaceX)

  • ~10.000 satelliti attivi

  • Obiettivo: oltre 12.000

  • Vantaggio: infrastruttura di lancio proprietaria già consolidata

  • Strategia mobile: accordi con singoli operatori (es. T-Mobile)

🛰️ Amazon LEO + Globalstar

  • ~200 satelliti (+24 in arrivo)

  • Obiettivo: 3.200 satelliti entro il 2029

  • Vantaggio: tecnologia D2D già operativa + partnership con Apple

  • Strategia mobile: frequenze globali ereditate da Globalstar

Insomma, Amazon parte nettamente indietro sui numeri, ma gioca carte diverse: le frequenze, la tecnologia per raggiungere direttamente gli smartphone e un'alleanza con Apple che Musk non ha.

In più, per raggiungere l'obiettivo dei 3.200 satelliti, Amazon avrà bisogno di lanci continui… e qui entra in gioco Blue Origin, l'altra azienda spaziale di Bezos, che potrà fornire i vettori necessari.

E l’Europa?

Con questa acquisizione, si rafforza un quadro che dovrebbe far riflettere: nel mercato della connettività satellitare globale, o ci si rivolge a aziende americane o ad aziende cinesi. Non esistono, ad oggi, terzi player di peso.

E l'Europa? Il consorzio Eutelsat-OneWeb, spinto e finanziato soprattutto dalla Francia, fatica a ritagliarsi un ruolo chiaro in questa partita.

Insomma, Amazon non sta comprando qualche satellite in più. Sta comprando il tempo, le frequenze e le alleanze per evitare che il futuro delle telecomunicazioni mondiali sia un monopolio di Elon Musk. E quando in ballo ci sono le infrastrutture che reggeranno l'economia digitale dei prossimi decenni, $11 miliardi potrebbero persino sembrare un affare…

Nella corsa allo spazio tra Amazon e SpaceX secondo te…

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ITALIA

🐣 L'Italia ha un "complesso di Calimero"?

The Economist ha dedicato un lungo articolo all'Italia e alla sua politica estera, partendo da una metafora che più italiana non si può: quella di Calimero, il pulcino nero nato in uno spot televisivo nel 1963 e diventato famoso per la sua frase "Tutti ce l'hanno con me perché sono piccolo e nero".

Secondo il settimanale britannico, l'Italia soffre di un vero e proprio "complesso di Calimero": una sensazione di impotenza e vittimismo che non corrisponde affatto alla realtà dei fatti.

Ma cos’è esattamente questo “complesso“?

Il termine viene usato per descrivere quella sensazione di essere piccoli e indifesi in un mondo ostile. I francesi lo associano ai loro agricoltori perennemente scontenti, gli olandesi lo usano per spiegare la loro percezione di scarsa influenza negli affari internazionali.

E l'Italia? Sulla scena internazionale, il nostro Paese si è sempre visto un po' come il pulcino sfortunato, convinto di non avere abbastanza voce in capitolo.

Il problema è che i numeri dicono tutt'altro:

  • 🇪🇺 L'Italia è il 3° Paese più grande dell'UE

  • 💰 Ha un'economia più grande di quella della Russia

  • 🏭 È la 2ª potenza manifatturiera d'Europa

  • 🌍 È membro del G7, il gruppo delle 7 economie più avanzate al mondo

Sì perché l'Italia ha sempre avuto l'abitudine di aspettare le posizioni degli altri Paesi UE prima di esprimere la propria, cercando di piazzarsi nel mezzo. Evitando sistematicamente di schierarsi, l'Italia ha finito per contare meno di quanto le sarebbe spettato.

E da dove arriva questa attitudine?

Le radici di questa condizione, secondo l'Economist, affondano nella storia:

  • 👇️ il Sud Italia fu governato per secoli da potenze straniere

  • 👆️ il Nord era un mosaico di piccoli Stati fragili, vulnerabili agli attacchi del Sacro Romano Impero, della Spagna e della Francia

Un detto napoletano riassume perfettamente questa mentalità: "O Franza, o Spagna, purché se magna", Francia o Spagna, basta che si mangi.

Duchi e principi sopravvivevano cambiando continuamente alleanza, negoziando segretamente con i nemici e tradendo gli alleati.

Un'abitudine che, in un certo senso, l'Italia ha portato avanti nei secoli, riuscendo a finire dalla parte dei vincitori in entrambe le guerre mondiali… cambiando schieramento.

Ma la distruzione e l'umiliazione subite durante la Seconda Guerra Mondiale lasciarono un segno profondo: l'Italia sviluppò una forte avversione per qualsiasi protagonismo internazionale.

Come il Giappone e la Germania, l'Italia del dopoguerra preferì puntare tutto sulla ricostruzione e sulla crescita economica, tenendosi volutamente ai margini della diplomazia mondiale.

Un peso massimo economico e un peso piuma diplomatico.

Qualcosa però sta cambiando…

L'Economist racconta un episodio significativo di fine marzo: quando gli americani hanno comunicato l'intenzione di far atterrare i loro bombardieri diretti in Medio Oriente nella base di Sigonella, in Sicilia, il Governo Meloni ha negato il permesso.

Un gesto insolito per l'Italia, anche se non così audace come potrebbe sembrare. L'accordo che regola l'accesso alla base, infatti, prevede che gli USA chiedano il consenso per qualsiasi uso non ordinario e che il Parlamento venga consultato.

Al di là del gesto in sé, è il posizionamento che conta. Mentre Mark Rutte, il segretario generale della NATO, lusinga Trump in modo quasi imbarazzante e Pedro Sánchez, il premier spagnolo, lo critica duramente, l'Italia si è piazzata esattamente nel mezzo con il suo "non in questo caso".

Un compromesso all'italiana, insomma.

Meloni: da “ambasciatrice“ di Trump in Europa a…. qualcos’altro?

Fino a poco tempo fa, Meloni sembrava guardare più verso Washington che verso Bruxelles.

La premier, che viene dalla destra populista vicina a Trump, si era ritagliata il ruolo di ponte tra Europa e Stati Uniti, sfruttando una vicinanza ideologica e personale con il presidente americano che pochi altri leader europei potevano vantare.

Il problema è che questa posizione è diventata sempre più difficile da mantenere:

  • 🏭 I dazi americani stanno colpendo l'industria e l'agricoltura italiana

  • 🇬🇱 Le minacce sulla Groenlandia hanno allarmato l'Europa

  • 🪖 Trump ha sminuito il contributo militare della NATO, Italia inclusa

E quando è arrivato il momento di scegliere, Meloni ha scelto. Prima il no all'uso della base di Sigonella, poi il rifiuto di inviare navi nello Stretto di Hormuz come richiesto dagli USA.

Infine, il punto di rottura. Quando Trump ha attaccato pubblicamente Papa Leone XIV per le sue posizioni sulla guerra in Iran, Meloni non è rimasta in silenzio: ha definito le parole del presidente americano "inaccettabili", esprimendo solidarietà al Pontefice.

La risposta di Trump non si è fatta attendere. In un'intervista, ha dichiarato di essere "scioccato" dalla premier, aggiungendo che i due non si parlano "da molto tempo" e che Meloni "non è più la stessa persona".

Insomma, da alleata privilegiata a bersaglio diretto. Un cambio di scenario che sarebbe stato impensabile solo pochi mesi fa.

E qui entra in scena Machiavelli

L'Economist chiude il suo articolo con una citazione che, alla luce degli avvenimenti degli ultimi giorni, sembra quasi profetica.

Machiavelli scriveva che un principe viene rispettato "quando è vero amico o vero nemico, quando cioè senza alcuna riserva si scopre in favore di uno contro un altro". Per anni l'Italia ha cercato di stare nel mezzo, di piacere a tutti.

Ma come dimostrano le ultime settimane, a volte il mezzo non esiste più e tocca scegliere da che parte stare.

Secondo te, l'Italia dovrebbe schierarsi più nettamente in politica estera?

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🇮🇹 Trump attacca Meloni: "È inaccettabile, mi sbagliavo su di lei". Crosetto: "Essere alleati non significa accettare tutto in silenzio" (Agi)

🌏️ Trump ha fatto capire che ci potrebbero essere nuovi negoziati con l’Iran (IlPost)

🐸 Finiremo tutti come delle “rane bollite” per colpa dell’AI (Techy)

🤖 Zuckerberg potrebbe aver trovato il modo di essere ovunque (Techy)

🌠 Sorprendentemente vicina la stella più incontaminata mai vista (Ansa)

🔑 Trovata la chiave della memoria a lungo termine della pelle (Ansa)

Il 16 aprile 1917 Lenin ritorna a Pietrogrado, cambiando il corso della rivoluzione russa

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