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🪙 L'AI ha bisogno di più elettricità dell'Italia intera
Buongiorno! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l’economia e l’attualità in modo semplice e veloce!
Il menù di oggi prevede:
🪙 L'AI ha bisogno di più elettricità dell'Italia intera
🧸 Cicciobello, Gormiti e Winx: la Cina entra in Giochi Preziosi
IN COLLABORAZIONE CON Baker Hughes
🪙 L'AI ha bisogno di più elettricità dell'Italia intera
I data center, le enormi infrastrutture che alimentano l'intelligenza artificiale, il cloud e i servizi digitali che usiamo ogni giorno, hanno consumato globalmente nel 2025 circa 448 TWh di elettricità (Gartner).
Per darvi un'idea: è più dell'intero fabbisogno elettrico dell'Italia, che nello stesso anno si è fermato a 311 TWh stando ai dati di Terna.
E il picco di energia è ancora lontano. Secondo il report dell'International Energy Agency (IEA) “Energy and AI“, siamo solo all'inizio di una crescita destinata a raddoppiare entro il 2030.
Quanto consumeranno i data center nel 2030?
Le proiezioni nel report dell'IEA parlano chiaro: entro il 2030, il consumo elettrico dei data center nel mondo potrebbe raggiungere 945 TWh annui, più del doppio rispetto a oggi.
Si tratta di un aumento del 127% in soli sei anni.
Il motivo principale? L'esplosione nell’uso quotidiano dell'intelligenza artificiale. L'addestramento e l'utilizzo dei modelli di AI assorbono già oggi il 66% dell'energia consumata dai data center in Italia, e la domanda continua a crescere a un ritmo del 12% all'anno a livello globale.
E con più energia, arrivano più emissioni?
Oggi, sempre secondo il report IEA, le emissioni globali dei data center sono pari a 180 Mt CO₂ annui ma potrebbero aumentare nel tempo. Questo evidenzia la necessità di soluzioni sostenibili per gestire meglio la crescente domanda di energia.
Il trend potrebbe andare nella direzione opposta rispetto agli obiettivi climatici dell'Unione Europea, se non correttamente gestito sin da subito.
E in Italia, com’è la situazione?
Anche nel nostro Paese la crescita è già in atto: nel 2024 i data center italiani hanno consumato 3,9 TWh di elettricità, e la potenza installata (la massima energia elettrica che questi impianti possono assorbire a pieno regime) è destinata a superare 1 GW entro il 2026-2028.
A livello territoriale, gli impianti sono fortemente concentrati in poche aree metropolitane:
🏙️ Milano: 73 impianti
🏛️ Roma: 21 impianti
🏭 Torino: 11 impianti
La sfida globale non è solo quanta energia serve
I data center non sono distribuiti in modo uniforme sul pianeta. Stati Uniti, Cina ed Europa concentrano la gran parte della capacità installata.
Questo crea colli di bottiglia sulle reti elettriche locali:
E allora, come si risolve il problema?
Per gestire questa crescita senza mandare in crisi reti elettriche e favorire il raggiungimento degli obiettivi climatici, servono tre strategie principali:
1️⃣ Efficienza energetica
Migliorando il PUE (Power Usage Effectiveness) che misura quanto efficiente sia un data center nell'usare l'energia elettrica che lo alimenta
Il PUE è l'indicatore che misura quanta energia totale assorbita dalla struttura viene effettivamente utilizzata dall'IT (server, storage, networking) rispetto a quella consumata da sistemi di supporto come raffreddamento, UPS, illuminazione e altri servizi ausiliari.
Le soluzioni più efficaci includono:
❄️ Sistemi di raffreddamento avanzati che permettono di ridurre drasticamente il consumo di acqua
💻 Virtualizzazione dei server e ottimizzazione dei carichi di lavoro
🔌 Processori e chip più efficienti, che possono ridurre i consumi fino al 90% a parità di prestazioni
2️⃣ Soluzioni energetiche integrate e flessibili
Tramite un approccio pragmatico e orientato al futuro che combini fonti rinnovabili con soluzioni flessibili e a basse emissioni.
Baker Hughes, azienda leader nel settore energetico, propone soluzioni energetiche integrate che permettono di avanzare contemporaneamente su flessibilità e decarbonizzazione. Tra queste troviamo:
🍃 Uso di carburanti ecologici o a basse emissioni: lo sviluppo di sistemi di produzione di energia elettrica basati sull’uso di gas naturale, idrogeno, bio-carburanti, HVO e simili
🔄 Integrazione con rinnovabili: incluso l’utilizzo della geotermia e Small Modular Reactor (SMR) nucleari, per garantire produzione di energia costante e scalabile
🤝 Partnership cross-industry per ottimizzare i sistemi e alleggerire la rete elettrica tradizionale
In questo modo si ottiene energia affidabile, scalabile e progressivamente più efficiente, senza dipendere esclusivamente da un’unica fonte.
3️⃣ Energia flessibile e on-site
Per alleggerire la pressione sulle reti elettriche, servono sistemi di produzione energetica in loco, capaci di garantire energia costante senza interruzioni.
Tra le soluzioni più efficaci ci sono sistemi di produzione di energia elettrica basate sull’uso di turbine a gas di nuova generazione, come le NovaLT™ di Baker Hughes, che possono essere alimentate con combustibili a minori emissioni di CO₂, incluse varie miscele di gas naturale e idrogeno.

Turbina a gas NovaLT™ 16 di Baker Hughes
Queste turbine garantiscono:
⚡ Produzione di energia affidabile e scalabile, sia come soluzioni permanenti che come soluzioni di back-up
🌱 Integrazione con fonti rinnovabili
🔄 Flessibilità per adattarsi alla domanda crescente, data la scalabilità del sistema
Insomma, la domanda non è più “quanta energia servirà?“
La vera domanda è: come la produrremo e quanto velocemente continueremo ad innovare per farlo in modo sostenibile?
L'AI continuerà a crescere, e con essa la domanda di energia. Possiamo agire ora con soluzioni efficienti, integrazioni con rinnovabili e tecnologie flessibili, per complementare le nostre reti elettriche senza compromettere i nostri obiettivi climatici.
La sfida è aperta. E il tempo stringe.
ITALIA
🧸 Cicciobello, Gormiti e Winx: la Cina entra in Giochi Preziosi

Giochi Preziosi, il gruppo italiano conosciuto per marchi come Cicciobello e Gormiti, potrebbe presto passare sotto il controllo cinese.
L’azienda ha firmato un accordo di investimento con Super Hisen, produttore asiatico di giocattoli già da anni legato al gruppo italiano. L’operazione prevede un investimento iniziale di circa €80 milioni e rappresenta un passaggio decisivo per salvare Giochi Preziosi dalla crisi.
Ma come si è arrivati a questo punto?
Dallo scorso autunno Giochi Preziosi si trova in concordato preventivo davanti al Tribunale di Milano, una procedura che consente alle imprese in difficoltà di ristrutturare i debiti ed evitare il fallimento.
La crisi del gruppo è iniziata durante la pandemia, quando le interruzioni delle catene di approvvigionamento hanno rallentato la produzione e aumentato i costi. La situazione si è poi aggravata con il rincaro delle materie prime, dell’energia e dei trasporti marittimi dall’Asia.
Questi aumenti hanno ridotto ulteriormente i margini di un’azienda già fortemente indebitata. Giochi Preziosi ha infatti accumulato debiti per circa €410 milioni, di cui quasi 265 milioni verso le banche, e nel 2025 ha registrato una perdita di circa 97 milioni.
Il Tribunale di Milano ha quindi concesso al gruppo una proroga di 60 giorni per completare il piano di risanamento, che dovrà essere presentato entro il 6 agosto.
Cosa prevede l’accordo?
L’intesa presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy prevede:
💰 €80 milioni investiti da Super Hisen, che diventerebbe il principale azionista di Giochi Preziosi
🤝 altri 60-70 milioni da nuovi investitori, tra cui un fondo italiano e un imprenditore attivo nel settore della logistica.
🚪 l’uscita di Enrico Preziosi dal capitale, dopo quasi cinquant’anni dalla fondazione dell’azienda, avvenuta nel 1978
Se l’operazione venisse approvata, si chiuderà quindi l’era della famiglia Preziosi alla guida del gruppo.

Enrico Preziosi, fondatore e storico proprietario del Gruppo Giochi Preziosi
Ma chi è Super Hisen?
Super Hisen è ancora poco conosciuta in Occidente. Produce giocattoli tra Xiamen, in Cina, e gli Stati Uniti ed è già uno dei principali fornitori industriali di Giochi Preziosi e della società spagnola Famosa, controllata dallo stesso gruppo italiano.
Proprio questa collaborazione avrebbe favorito l’accordo: Super Hisen conosce già i prodotti, i processi produttivi e la rete commerciale dell’azienda italiana.
Resta però un punto da chiarire. Il Tribunale di Milano dovrà verificare che Super Hisen sia effettivamente indipendente dalla famiglia Preziosi e che l’operazione sia trasparente.

Il nodo dei lavoratori
Il piano dovrebbe mettere al sicuro soprattutto il settore wholesale, cioè la vendita all’ingrosso, dove lavorano tra le 800 e le 900 persone e che rappresenta la parte più redditizia del business.
Più incerto, invece, il futuro dei negozi diretti:
🏪 tra 100 e 150 dipendenti nel retail restano in cassa integrazione e senza alcuna garanzia automatica
📅 il 7 ottobre azienda, sindacati e Regioni torneranno a confrontarsi al Mimit per avviare politiche attive a tutela dei dipendenti
Il piano industriale 2027-2031 punta infatti a cambiare modello: meno negozi di proprietà e maggiore attenzione alla produzione e alla vendita all’ingrosso.
Cosa succede adesso?
Se il salvataggio dovesse andare in porto, nascerà una nuova società nella quale confluiranno le attività operative e una parte dei debiti del gruppo.
L’obiettivo sarà integrare maggiormente Giochi Preziosi con Famosa, acquisita nel 2019, riducendo i costi e generando risparmi stimati per oltre €3 milioni all’anno.
Le nuove risorse serviranno anche a rilanciare marchi storici come Cicciobello e Gormiti sui mercati internazionali.
La decisione finale spetta però al Tribunale di Milano, che dovrà valutare la solidità del piano e le garanzie offerte a creditori e lavoratori.
Se l’operazione sarà approvata, Giochi Preziosi diventerà l’ennesimo storico gruppo italiano a passare in mani straniere. Un cambiamento forse necessario per evitare il fallimento e proteggere quasi mille posti di lavoro, ma che riapre il dibattito sulla perdita dei grandi marchi del Made in Italy.
Perché sempre più aziende italiane finiscono sotto il controllo di gruppi stranieri? Ne abbiamo parlato in un video sul nostro canale YouTube 👇️

🌍 Missili iraniani colpiscono due petroliere degli Emirati nello Stretto di Hormuz: un morto e 8 feriti (ANSA)
⚔️ Gli Houthi colpiscono un aeroporto in Arabia Saudita: è il primo grande attacco dal 2022 (IlPost)

🚀 La Cina è riuscita a recuperare il primo stadio di un razzo (Techy)
🤖 1X ha sviluppato le mani robotiche più umane di sempre (Techy)

🌱 Un 15enne ha creato un'app per segnalare le buche alle amministrazioni, con l'AI per il follow-up (GNN)
💚 Un'azienda avvia negli Usa il primo reattore nucleare di nuova generazione per alimentare i data center a basso costo (GNN)

Il 16 luglio 1054 avviene il Grande Scisma, l'evento che sancì la rottura definitiva tra la Chiesa cattolica occidentale (Roma) e la Chiesa ortodossa orientale (Costantinopoli)
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