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🇷🇺 Russia e Iran: l'alleanza che cambia le regole del gioco in Medio Oriente

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Ecco cosa offre il menù di oggi:

  • 🇷🇺 Russia e Iran: l'alleanza che cambia le regole del gioco in Medio Oriente

  • 🇮🇹 L’Italia ha più debito della Grecia

GEOPOLITICA

🇷🇺 Russia e Iran: l'alleanza che cambia le regole del gioco in Medio Oriente

La Russia non ha mandato un solo soldato a combattere per l'Iran. Nessun caccia, nessun battaglione di difesa aerea, nessun corpo di spedizione.

Eppure, secondo un'inchiesta del Wall Street Journal, Mosca starebbe facendo qualcosa di potenzialmente ancora più efficace: condividere immagini satellitari, intelligence sulle posizioni militari americane e le lezioni apprese in tre anni di guerra in Ucraina.

Ma come funziona questa alleanza “ombra”? E, soprattutto, cosa passa da Mosca a Teheran?

Al centro di tutto ci sono i droni Shahed, gli stessi che l'Iran ha fornito alla Russia per colpire le infrastrutture ucraine. Mosca li ha usati, perfezionati e ora sta restituendo il favore: fornendo componenti aggiornati per migliorarne la navigazione e il puntamento, oltre a consulenze tattiche su quanti droni impiegare in un singolo attacco e a quale quota utilizzarli.

Droni Shahed

Ma non finisce qui.

Due fonti citate dal WSJ sostengono che la Russia stia fornendo direttamente a Teheran immagini satellitari su:

  • 🛩️ Posizioni di aerei e depositi di munizioni americani in Medio Oriente

  • 📡 Sistemi di difesa aerea e radar delle basi USA e dei Paesi alleati

  • 🚢 Movimenti navali della flotta statunitense nella regione

Un supporto che avrebbe contribuito agli attacchi iraniani contro installazioni USA in Giordania, Bahrein, Kuwait e Oman.

C'è poi un dettaglio che la dice lunga: alcuni ufficiali iraniani sarebbero stati portati direttamente in Crimea per visionare i filmati degli attacchi russi in Ucraina. Non una visita diplomatica, ma un briefing operativo, con focus su come usare i droni contro radar e sistemi di difesa aerea.

Questa cooperazione non è improvvisata

A gennaio 2025, Putin e il presidente iraniano Pezeshkian hanno firmato un Trattato di Partnership Strategica Globale della durata di vent’anni, composto da 47 articoli.

L’accordo rafforza la cooperazione tra i due Paesi in diversi settori chiave, tra cui difesa, energia, tecnologia spaziale e sviluppo di sistemi di pagamento alternativi al dollaro. E non solo:

  • 🔧 Trasferimenti di armi e supporto industriale alla difesa

  • 🛰️ Lancio di satelliti iraniani con razzi Soyuz

  • 🎖️ Esercitazioni congiunte nel Golfo Persico

  • 🤝 Coordinamento diplomatico in sedi come BRICS, SCO e ONU

Il presidente iraniano Pezeshkian e Putin

Ma c'è un dettaglio cruciale: nessuna clausola di difesa reciproca. A differenza dell'accordo tra Russia e Corea del Nord, questo trattato non obbliga Mosca a intervenire se l'Iran viene attaccato.

La Russia vuole aiutare, ma non al punto da rischiare un confronto diretto con Washington.

Cosa ci guadagna la Russia?

La logica è semplice: ogni dollaro e ogni soldato americano impegnato in Medio Oriente è uno in meno per l'Ucraina. 

Nel frattempo, Mosca si tiene le mani libere per giocare il ruolo di mediatore nel Golfo e costruire — insieme a Iran, Cina e India — un blocco alternativo a quello occidentale.

Il Cremlino nega, ma i fatti parlano

Il portavoce Dmitry Peskov ha liquidato le rivelazioni del WSJ come "fake news".

L'inviato di Trump Steve Witkoff ha detto di aver ricevuto rassicurazioni da Mosca. Ma lo stesso ministro degli Esteri iraniano Araghchi, intervistato da NBC News, ha ammesso che la cooperazione militare è in corso da anni: "Non rivelerò i particolari della nostra cooperazione in tempo di guerra."

Del resto, un indizio parla più di qualsiasi dichiarazione ufficiale: l'Iran non ha mai criticato la Russia per non essere intervenuta militarmente. Segno che Teheran sapeva fin dall'inizio cosa aspettarsi e ha ottenuto esattamente quello che voleva: intelligence e tecnologia, non soldati.

Insomma..

Quella tra Russia e Iran non è un'alleanza militare classica. È qualcosa di diverso e, per certi versi, di più insidioso: un modello di cooperazione ibrida fatto di intelligence, tecnologia e know-how operativo.

Mosca mette sul tavolo satelliti, dati e l'esperienza maturata in Ucraina. Teheran ricambia con droni, missili e la capacità di resistere sotto sanzioni. Nessuno dei due si espone direttamente, ma insieme stanno riscrivendo le regole del gioco in Medio Oriente.

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ITALIA

🇮🇹 L’Italia ha più debito della Grecia

Per anni, quando in Italia si parlava di debito pubblico, c’era una specie di consolazione psicologica: “almeno non siamo messi come la Grecia”. Quel Paese che nel 2011 era diventato il simbolo della crisi, sull’orlo del default e sotto il controllo della troika.

Nel 2026, però, questa consolazione non esiste più. I dati del FMI parlano chiaro: quest'anno il debito italiano salirà al 138,4% del PIL, mentre quello greco scenderà al 136,9%. L’Italia ha quindi superato la Grecia.

Parliamo di oltre €3.100 miliardi di debito pubblico italiano: una cifra enorme, difficile anche solo da immaginare.

Ma come siamo arrivati a questo punto?

La storia del nostro debito pubblico inizia insieme alla storia dell’Italia unita

Tutto inizia nel 1861 con la nascita del Regno d'Italia. Il nuovo stato ereditò già un debito di 2,5 miliardi di lire, circa la metà del PIL dell'epoca, principalmente dai costi delle guerre d'indipendenza sostenute dal Regno di Sardegna.

Nei decenni successivi, il debito continuò a crescere perché il giovane stato doveva:

  • 🚂 Costruire una rete ferroviaria nazionale

  • 🏫 Creare un sistema scolastico unificato

  • 👮 Mantenere un esercito per completare l'unificazione

Verso la fine dell'800, il debito raggiunse livelli preoccupanti, ma l'industrializzazione e la crescita economica della Belle Époque contribuirono a ridurlo significativamente entro il 1913.

Con lo scoppio della Prima Guerra mondiale, i conti pubblici italiani subiscono un nuovo tracollo

Le spese belliche fecero esplodere nuovamente il debito, che dopo quattro anni di conflitto raggiunse il 160% del PIL - il livello più alto mai raggiunto nella nostra storia.

A darci un po' di respiro ci pensarono:

  • 💱 Gli inglesi e gli americani, che cancellarono parte dei debiti di guerra

  • 💹 L'inflazione, che nel 1920 raggiunse il 31%

Ma con la Grande Depressione del 1929 e le avventure coloniali di Mussolini, il debito risalì oltre il 100% del PIL.

Paradossalmente, fu l'iperinflazione della Seconda Guerra Mondiale (che nel 1944 toccò il 350%) a ridurne drasticamente il peso, riportando il debito italiano sotto il 40% del PIL nel 1945.

Dalle macerie della guerra… nasce una nuova Italia

L'Italia del dopoguerra fu l'Italia del miracolo economico:

  • 📈 PIL che cresceva al 5-6% annuo

  • 🏭 Esplosione dell'industria (Olivetti, Pirelli, Fiat)

  • 🛣️ Grandi opere come l'Autostrada del Sole

  • 🛵 Boom dei consumi (Vespa, Fiat 600, elettrodomestici)

In quegli anni d'oro il debito pubblico toccò il minimo storico: appena il 28% del PIL nel 1964!

I primi segnali di allarme arrivano alla fine degli anni ‘60

L'autunno caldo del 1969 portò a conquiste importanti per i lavoratori, ma anche a un aumento della spesa pubblica. Il debito iniziò a risalire lentamente, raggiungendo il 50% del PIL.

A peggiorare la situazione contribuirono:

  • 🛢️ Le due crisi petrolifere (1973 e 1979)

  • 🏛️ L'instabilità politica con governi deboli e di breve durata

  • 💸 La ricerca del consenso attraverso la spesa pubblica

La svolta arriva nel 1981 con il “divorzio” tra Banca d’Italia e Tesoro

In pratica da questo momento in poi la Banca centrale non fu più obbligata ad acquistare i titoli di Stato invenduti.

Questa decisione aveva una logica: proteggere la classe media dall'inflazione di quegli anni, che arrivò a superare il 20% annuo.

Ma invece di responsabilizzare la politica, portò a un risultato opposto: senza la Banca d'Italia a comprare i titoli invenduti, lo stato dovette offrire tassi d’interesse sempre più alti. 

Si creò così una spirale perversa:

  • 📈 Deficit elevati → più debito → necessità di emettere più titoli

  • 💰 Tassi alti → maggiori interessi → ulteriore aumento del deficit

  • 🔄 Maggiore deficit → ulteriore emissione di titoli → ancora più debito

Nel solo decennio degli anni '80, il debito pubblico salì dal 55% al 94% del PIL.

In pochi anni, l'Italia passò da essere un paese virtuoso a paese che spendeva troppo, accumulando un debito che sarebbe diventato un peso per le generazioni future.

Si arrivò al 1992, con la situazione che era diventata insostenibile

L'estate del 1992 segnò il momento più drammatico della nostra storia economica recente:

  • 💰 La lira venne attaccata sui mercati internazionali e perse il 30% del suo valore

  • 🔎 Tangentopoli travolse la classe politica

  • 📊 Lo spread esplose e le aste dei titoli di Stato andarono deserte

Il debito pubblico raggiunse il 120% del PIL nel 1994, portando l’Italia sull’orlo del default.

La gravità della situazione impose misure drastiche da parte dei Governi:

  • ✂️ Tagli alla spesa pubblica

  • 💰 Nuove tasse

  • 🏢 Privatizzazioni di aziende statali

  • 💼 Riforma delle pensioni

Lo sforzo fu enorme, ma diede risultati: l'Italia entrò nell'euro e il debito iniziò a scendere, arrivando al 104% nel 2007.

Quanto tutto sembra andare nella direzione giusta…

  • 📉 Nel 2008 il fallimento di Lehman Brothers causò una recessione mondiale che colpì duramente anche il nostro Paese

  • 🇬🇷 Nel 2011 la crisi del debito greco contagiò l'Italia, con lo spread che salì a 574 punti

A provare a salvare la situazione intervenne Mario Draghi nel 2012 con il suo "whatever it takes": La BCE iniziò ad acquistare massicciamente titoli di Stato italiani.

Ma il danno era fatto: il debito risalì al 135% nel 2014 e l'economia italiana faticò a riprendersi.

Il colpo di grazia lo ha dato poi la pandemia del 2020, con il debito schizzato ad oltre il 150% del PIL.

Oggi, il rapporto debito/PIL italiano è il più alto dell’Eurozona

La realtà italiana odierna è quella di un debito che si attesta intorno ai €3.110 miliardi, che è pari al 137% del nostro PIL.

Il vero problema non è solo l'entità del debito, ma la scarsa crescita economica: negli ultimi 20 anni, l'Italia è cresciuta in media dello 0,2% all'anno, mentre avrebbe bisogno di una crescita dell'1,5-2% per rendere sostenibile il suo debito.

Per migliorare questa situazione servono investimenti produttivi e una visione a lungo termine che possa finalmente liberare il Paese da questa pesante eredità storica.

Se ti interessa approfondire il tema del debito pubblico italiano e scoprire le possibili soluzioni a questo problema, ti consigliamo di guardare il nostro ultimo video YouTube👇🏻

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