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🌊 Fincantieri lancia l'assalto agli abissi

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Il menù di oggi:
🌊 Fincantieri conquista gli abissi: nasce il polo italiano della tecnologia sottomarina
📜 L'Italia fa troppe leggi, e sono scritte sempre peggio
DIFESA
🌊 Fincantieri conquista gli abissi: nasce il polo italiano della tecnologia sottomarina

Fincantieri, il gruppo italiano leader nella cantieristica navale, sta ampliando il proprio raggio d’azione. Da azienda specializzata nella costruzione di navi da crociera, unità militari e sommergibili per la Marina Militare, punta ora a diventare uno dei protagonisti globali della nuova frontiera strategica: il dominio subacqueo.
Il motivo? Sotto la superficie del mare passa una parte fondamentale dell’economia mondiale. Circa il 99% del traffico internet internazionale viaggia attraverso cavi in fibra ottica posati sui fondali oceanici, mentre negli abissi marini gasdotti e infrastrutture energetiche collegano Paesi e continenti.
Queste reti sono diventate un elemento critico per la sicurezza internazionale. I recenti sabotaggi a infrastrutture sottomarine hanno dimostrato quanto sia importante poter monitorare e proteggere ciò che si trova sotto la superficie.
Fincantieri ha deciso di giocare d’anticipo con un’operazione da €600 milioni destinata a creare un polo nazionale della tecnologia subacquea.
Quattro aziende per dominare il mondo subacqueo
Fincantieri acquisirà quattro società specializzate nelle tecnologie marine avanzate:
🛰️ Next Geosolutions: leader mondiale nelle ispezioni marine e nel supporto alle costruzioni offshore. Fincantieri ne acquisirà il 52,6%, per poi lanciare un'OPA e toglierla dal listino
📡 WSense: spin-off della Sapienza di Roma, sviluppa sistemi di comunicazione subacquea che permettono a sensori e veicoli autonomi di scambiarsi dati sui fondali: una sorta di “internet sottomarino”
🤖 Graal Tech: costruisce robot sottomarini modulari
🚤 Defcomm: droni di superficie senza equipaggio, capaci di supportare e collegare i mezzi che operano sott’acqua
A queste operazioni si aggiungono le precedenti acquisizioni di realtà strategiche come IDS, WASS e Remazel. Il risultato è la creazione di un polo composto da otto centri di eccellenza e circa 1.500 professionisti, con l’ambizione di diventare un riferimento internazionale nel settore dei sistemi subacquei autonomi.
Perché gli abissi sono diventati strategici
Il Mediterraneo è attraversato da infrastrutture fondamentali per energia e comunicazioni, ma difficili da proteggere. Cavi internet, gasdotti e collegamenti energetici possono diventare vulnerabili in caso di tensioni geopolitiche.
Per questo la capacità di sorvegliare i fondali con droni, robot e sistemi autonomi sta diventando una priorità per governi e aziende.
Fincantieri punta a costruire un ecosistema completo. Non solo mezzi militari, ma una piattaforma tecnologica in grado di operare sia nel settore della difesa sia in quello civile.

Un mercato da miliardi di euro
Secondo le previsioni del gruppo, il settore underwater raggiungerà già nel 2026 gli obiettivi inizialmente fissati per il 2030.
Solo per l’anno in corso, il 2026, le quattro aziende comprate porteranno €60 milioni in più di utile netto.
I ricavi del comparto passeranno dai €667 milioni del 2025 a circa €1,1 miliardo nel 2026, con un EBITDA stimato di 220 milioni.
Un elemento chiave dell’operazione sarà anche il mantenimento delle competenze: fondatori e manager delle società acquisite resteranno coinvolti, creando sinergie favorevoli e permettendo a Fincantieri di integrare non solo tecnologie, ma anche esperienza e know-how.
Da cantiere navale a piattaforma di sicurezza
Il modello di business del gruppo punta a cambiare. Fincantieri non vuole più vendere soltanto singoli mezzi o singole tecnologie, ma offrire un servizio completo, cioè una soluzione “chiavi in mano” per operare e proteggere i fondali marini.

In pratica, un porto, un’azienda energetica o un gestore di infrastrutture potrà affidarsi a Fincantieri per avere tutto il necessario: nave di supporto, droni, robot sottomarini e sistemi di comunicazione
La stessa tecnologia sviluppata per missioni militari potrà essere quindi impiegata per proteggere infrastrutture civili come cavi internet e condotte energetiche.
La nuova corsa agli abissi
Il mercato globale delle tecnologie subacquee è destinato a crescere rapidamente e potrebbe raggiungere un valore di circa €155 miliardi entro il 2030.
In questo scenario, il polo underwater di Fincantieri punta a diventare uno degli asset più importanti del gruppo, con una possibile valutazione compresa tra €3,6 e 4,5 miliardi entro il 2028.
La trasformazione è quindi profonda: Fincantieri non vuole più essere soltanto un grande cantiere navale, ma un fornitore globale di sicurezza, tecnologia e controllo degli ambienti marini.
La partita del futuro si giocherà anche sotto il livello del mare. E l’Italia vuole arrivarci preparata.
E tu cosa ne pensi? |
ITALIA
📜 L'Italia fa troppe leggi, e sono scritte sempre peggio

In Italia, un'impresa spende in media €7000-9000 l'anno solo per gestire la burocrazia. Risorse che non finiscono né in salari né in investimenti, ma in adempimenti amministrativi.
Secondo uno studio della Banca d’Italia contenuto nella Relazione annuale 2025, il problema non è soltanto il numero di leggi, ma soprattutto la loro qualità.
Quante leggi facciamo davvero?
Negli ultimi vent’anni si è provato due volte a ridurre il numero di norme esistenti:
✂️ Tra il 2008 e il 2009, il primo intervento “taglia-leggi” ha eliminato decine di migliaia di atti (principalmente obsolete o prerepubblicane)
✂️ Nel 2025 un secondo intervento ne ha cancellati altri 30.000
Nonostante questo, restano in vigore circa 80.000 atti tra leggi nazionali, regionali e regolamenti.
Il motivo è semplice: i tagli hanno riguardato soprattutto norme obsolete, spesso risalenti a prima della Repubblica, senza incidere realmente sulla burocrazia che pesa su cittadini e imprese.
Guardando alle sole leggi nazionali, la produzione si è leggermente ridotta, ma resta elevata: si è passati da oltre 90 leggi l’anno (tra il 2008 e il 2018) a circa 80 negli anni più recenti.
In Europa, solo la Germania ne approva di più, mentre Francia e Spagna si fermano ben al di sotto.
Il problema non è quante, è come sono scritte
Lo studio di Banca d’Italia individua quattro dimensioni su cui la qualità legislativa è peggiorata:
🔄 Instabilità: le norme cambiano continuamente; la quota di articoli modificati almeno 4 volte nei primi 4 anni di vita è passata da 0 nel 1975 a 4,5 nel 2020.
❓Incertezza: sempre più leggi rimandano a regolamenti successivi per essere applicate; gli articoli con rinvii a normativa secondaria sono saliti dal 20% nel 1950 al 30% nel 2024, con un picco del 40% nei primi anni 2000
📖 Leggibilità: i testi normativi restano difficili da comprendere: secondo l’indice Gulpease (indice di leggibilità della lingua italiana), sono accessibili solo a chi ha almeno un diploma
🧩 Disorganicità: le leggi trattano sempre più materie insieme; negli ultimi dieci anni ogni legge tratta in media 15 materie diverse (su 24 possibili), contro le 10 di dieci anni fa.
Quanto costa tutto questo
Le conseguenze non sono solo teoriche. Il costo complessivo della burocrazia per le imprese italiane è stimato tra i €57 miliardi e gli oltre 80 miliardi l’anno, pari a circa il 3 del PIL.
A livello di singola azienda, significa spendere mediamente tra €7.000 e €9.000 l’anno, che diventano quasi 15.000 nei settori della ristorazione e dell’alloggio.
Ma il danno principale è un altro: l’incertezza. Se le regole cambiano di continuo o non sono chiare, diventa difficile pianificare investimenti a lungo termine.
Non a caso, gli indicatori della Banca Mondiale sulla qualità delle politiche pubbliche collocano l’Italia sotto Paesi come Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti, con un divario in crescita dal 2008.
Perché la qualità è peggiorata
Secondo i ricercatori, ci sono tre cause principali:

🗓️ Instabilità politica: governi di breve durata tendono a legiferare in fretta e a modificare spesso le norme esistenti
🇪🇺 Recepimento delle direttive europee: spesso inserite nelle leggi nazionali senza un’integrazione organica
✍️ Crescente complessità delle materie da regolare: dall’ambiente al digitale fino all’intelligenza artificiale, tutti argomenti che richiedono competenze tecniche difficili da incorporare nei processi legislativi
Insomma…
L'Italia non ha un problema di quantità di leggi, ne ha uno di qualità. E la qualità, a differenza delle tasse, non si vede in busta paga, ma pesa lo stesso, ogni volta che un'azienda rinuncia a investire perché non sa cosa succederà tra un anno.
Il problema principale delle leggi italiane è: |

🇺🇸 Gli Stati Uniti colpiscono di nuovo l'Iran nello stretto di Hormuz, con attacchi molto più potenti dei precedenti (Today)
🇨🇳 Mentre si apre il vertice NATO di Ankara, un sottomarino nucleare cinese lancia un missile balistico nel Pacifico (Fortune Italia)

🧬 Un vaccino progettato interamente dall'intelligenza artificiale è stato sperimentato per la prima volta sull'uomo (Techy)
🏦 La BCE chiede alle banche europee di presentare piani di sicurezza contro le minacce dell'intelligenza artificiale (ANSA)

🌱 In Uganda i coltivatori di caffè resistono alla siccità grazie all'agricoltura rigenerativa (Good News Network)
☀️ In Pakistan il solare sui tetti sta sostituendo i combustibili fossili falliti, tanto da essere chiamato un "boom" (Good News Network)

Il 9 luglio 1877 Thomas Edison presentò a New York il suo primo fonografo funzionante, il primo dispositivo capace di registrare e riprodurre suoni
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