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🏦 Enrico Cuccia: il burattinaio della finanza italiana

Buongiorno! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l’economia e l’attualità in modo semplice e veloce!

Il menù di oggi prevede:

  • 🇨🇳 La Cina ha appena messo in discussione tutto il settore dell’AI?

  • 🏦 Enrico Cuccia: il burattinaio della finanza italiana

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

🇨🇳 La Cina ha appena messo in discussione tutto il settore dell’AI?

Venerdì scorso una startup cinese ha rilasciato il più grande modello di intelligenza artificiale open-weight al mondo.

E se le reazioni sono state di stupore, i motivi non sono legati unicamente a ciò che questo nuovo modello sa fare.

Ma anche e soprattutto per il suo costo estremamente competitivo.

Ma facciamo un piccolo passo indietro…

Chi ha realizzato questo nuovo modello?

L’interfaccia di Kimi K3

La startup si chiama Moonshot, il modello si chiama Kimi K3: 2.800 miliardi di parametri, il più grande modello "open-weight" mai rilasciato al mondo.

Ma cosa si intende per modello “open weight?”

In breve, vuol dire che Moonshot ha pubblicato gratis i "pesi" del modello (i parametri che ne guidano il comportamento) così che chiunque possa scaricarli.

È l'opposto di GPT o Claude, che non si scaricano affatto: restano chiusi sui server di OpenAI e Anthropic, e puoi interagirci solo pagando.

Ma quanto è potente questo nuovo modello?

Benchmark di Kimi K3 comparati agli altri modelli disponibili sul mercato

Tanto.

Moonshot ha pubblicato i benchmark e il messaggio è chiaro: su gran parte dei test di coding e di "AI agent", Kimi K3 se la gioca alla pari con i modelli di punta americani.

  • 🥇 Batte Claude Opus 4.8 di Anthropic e GPT-5.5 di OpenAI su diversi test

  • 🥈 Resta dietro solo ai modelli più avanzati sul mercato

Insomma, un modello cinese gratuito è arrivato a un passo dai prodotti su cui aziende americano hanno investito decine e decine di miliardi di dollari negli ultimi mesi.

E, visto che si parla di modello open-weighted, il vantaggio sta anche nel pricing…

Sul listino ufficiale di Moonshot, usare Kimi K3 costa $3 per milione di token in input e $15 in output.

Per fare un paragone, Claude Opus 4.8 costa rispettivamente $5 e $25: Kimi è già circa il 40% più economico, pur essendo comparabile dal punto di vista delle performance.

E in più, essendo open-weight, dal 27 luglio chiunque abbia la potenza necessaria potrà utilizzare Kimi K3 sui propri server, pagando unicamente i costi levati al loro funzionamento (elettricità, l'hardware, manutenzione) senza dare un centesimo a Moonshot per ogni utilizzo.

Ma come fa una startup cinese a permettersi di regalare un modello che vale quanto quelli su cui OpenAI e Anthropic hanno bruciato decine di miliardi di dollari in ricerca e sviluppo?

La risposta è il vero cuore della vicenda, e ribalta una delle regole più vecchie del business: quella per cui conviene arrivare primi.

Open AI e Anthropic spostano la frontiera in avanti…

Yang Zhilin, CEO di Moonshot AI

Sono loro a spendere il grosso in ricerca, chip e data center per capire, per primi, come si costruisce un modello sempre migliore.

È il lavoro più difficile e più costoso di tutti.

Il problema è che, appena una tecnica funziona, si diffonde: i paper vengono pubblicati, i modelli aperti rilasciati, e le "ricette" per costruire un'AI di frontiera smettono di essere un segreto.

A quel punto una startup come Moonshot arriva pochi mesi dopo, replica il risultato e può regalarlo, perché non ha dovuto pagare il conto della scoperta iniziale.

E se prima il ritardo cinese era di 6-10 mesi, oggi si è ridotto a circa 4 mesi.

Ma se chi arriva primo si accolla i costi e chi arriva dopo è in grado di ottenere gli stessi risultati ad una frazione dei costi…

Chi pagherà il conto alla fine?

Perché OpenAI e Anthropic hanno raccolto decine di miliardi a valutazioni stratosferiche sulla base di una promessa: prima o poi quei soldi torneranno indietro, grazie al vantaggio di essere i più avanti.

Ma se una startup con risorse molto più limitate può replicare in quattro mesi il tuo modello di punta e poi regalarlo, quel vantaggio esiste davvero?

È anche questo parte del motivo per cui venerdì i titoli tech americani hanno tremato…

…non per un singolo modello cinese, ma per il sospetto che l'intera scommessa sull'AI poggi su basi più fragili del previsto.

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STORIA ITALIANA

🏦 Enrico Cuccia: il burattinaio della finanza italiana

Per oltre mezzo secolo, quasi nessuna grande operazione industriale o finanziaria italiana si è conclusa senza passare dalla sua scrivania.

Fusioni, salvataggi, alleanze tra famiglie imprenditoriali, scontri con la politica: dietro molti dei momenti decisivi del capitalismo italiano del Novecento c’era Enrico Cuccia, fondatore e storico direttore di Mediobanca.

Per alcuni era il “padrone dei padroni”. Per altri, il burattinaio oscuro della finanza italiana. Per altri ancora, il difensore di un capitalismo familiare ormai fragile e poco competitivo.

Quel che è certo è che Cuccia è stato uno degli uomini più potenti e riservati della storia economica italiana.

Chi era Enrico Cuccia?

Enrico Cuccia nasce a Roma nel 1907, in una famiglia dell’alta borghesia di origini siculo-albanesi.

È uno studente brillante: si laurea in Giurisprudenza a soli 22 anni, con 110 e lode, e poco dopo entra alla Banca d’Italia.

Viene inviato a Londra, dove studia Keynes e osserva da vicino le conseguenze della crisi del 1929. Tornato in Italia, entra nell’orbita di Alberto Beneduce, uno degli uomini più influenti dell’economia italiana dell’epoca.

Beneduce è l’architetto dell’IRI, l’Istituto per la Ricostruzione Industriale, creato nel 1933 per salvare le grandi banche italiane e le imprese travolte dalla crisi.

Cuccia entra quindi nell’IRI, dove si occupa di analizzare bilanci, controllare aziende e verificare come venivano gestiti i capitali pubblici.

Qui si fa subito notare per il suo carattere inflessibile. Quando gli viene chiesto di esaminare i bilanci del Banco di Roma, si rifiuta di firmarli perché li considera truccati.

Nel 1936 viene poi mandato in Etiopia per indagare sulla gestione finanziaria dell’amministrazione coloniale guidata da Rodolfo Graziani.

I suoi controlli sono così rigorosi da attirare l’attenzione di Mussolini, che decide di elogiarlo personalmente. Cuccia risponde con freddezza: se la salvezza del Paese dipende da un semplice funzionario, allora l’Italia è davvero messa male.

La nascita di Mediobanca

La svolta arriva durante la Seconda guerra mondiale, quando Cuccia entra alla Banca Commerciale Italiana (COMIT) e lavora accanto a Raffaele Mattioli.

Enrico Cuccia e Raffaele Mattioli

I due individuano uno dei principali problemi dell’economia italiana: le famiglie accumulano risparmi, mentre le imprese hanno bisogno di capitali per ricostruire e investire. Ma tra questi due mondi manca un anello di congiunzione.

La legge bancaria del 1936 aveva infatti vietato alle banche ordinarie di finanziare le aziende nel lungo periodo.

Cuccia e Mattioli immaginano quindi una nuova banca d’affari, capace di:

  • 💰 raccogliere il risparmio privato

  • 🏭 finanziare gli investimenti delle imprese

  • 🤝 accompagnare fusioni e grandi operazioni industriali

  • 🏛️ restare il più possibile indipendente dalla politica

Un ponte tra il risparmio e gli investimenti mobiliari

Il 10 aprile 1946 nasce Mediobanca.

Cuccia ha appena 38 anni e viene nominato direttore generale. Per celebrare il nuovo incarico, Mattioli gli regala un tagliacarte in pietra degli Urali, augurandogli “durezza e taglio uralici”.

Un consiglio che Cuccia seguirà per tutta la vita.

Il “salotto buono“ del capitalismo italiano

Mediobanca nasce però con un problema: è controllata dalle grandi banche pubbliche dell’IRI (30% Banco di Roma, 35% COMIT, 35% Credito Italiano). Di conseguenza, anche la politica può influenzarne le decisioni.

Cuccia considera questa dipendenza un pericolo e costruisce un sistema per proteggere l’autonomia della banca.

Nel 1956 apre il capitale agli investitori privati e crea un equilibrio molto particolare:

  • 🤝 i soci privati, pur avendo solo il 32% delle azioni, ottengono nelle nomine lo stesso peso del 68% pubblico

  • 👨‍👦 grandi famiglie come Agnelli, Pirelli, Falck e Pesenti diventano lo scudo di Mediobanca

Agnelli, Pirelli e Pesenti

  • 🦁 la banca accumula una partecipazione strategica nelle Assicurazioni Generali, destinata a superare il 13%

Nasce così il cosiddetto “salotto buono” del capitalismo italiano: un sistema di partecipazioni incrociate, alleanze e accordi riservati attraverso cui le grandi famiglie industriali si sostengono a vicenda.

Al centro di tutto c’è Mediobanca.

Cuccia non si limita più a finanziare le aziende. Decide quali gruppi salvare, quali fondere e quali famiglie coinvolgere.

Nel 1964 Mediobanca partecipa al salvataggio della Olivetti. Due anni dopo guida la fusione tra Edison e Montecatini, da cui nasce Montedison.

È per questo che il giornalista Giancarlo Galli lo definisce “il padrone dei padroni”.

Cuccia non possiede direttamente le grandi aziende italiane, ma spesso ne decide il destino.

La guerra con lo Stato

Nel corso degli anni Cuccia accumula molti nemici.

Uno dei più pericolosi è Michele Sindona, finanziere legato alla mafia, alla politica e alla loggia P2, che arriverà persino a minacciarlo di morte.

Michele Sindona

Ma la battaglia decisiva è quella contro lo Stato.

Tra gli anni Settanta e Ottanta, una parte della politica vuole riportare Mediobanca sotto il pieno controllo pubblico. Dall’IRI, Romano Prodi tenta di ridimensionare il sistema costruito da Cuccia.

Lo scontro dura quasi dieci anni, tra:

  • 🏛️ audizioni parlamentari

  • 📄 patti segreti resi pubblici

  • ⚔️ tentativi di sostituire i vertici

  • 🔒 nuove alleanze tra soci pubblici e privati

Alla fine, nel 1988, Cuccia vince.

Le banche pubbliche scendono sotto il 50% del capitale e Mediobanca viene blindata attraverso un patto paritetico. La banca conquista l’indipendenza che Cuccia aveva inseguito per decenni.

Ma proprio quel successo segna l’inizio della fine.

La fine del sistema Cuccia

Negli anni Novanta il mondo cambia rapidamente.

Le banche pubbliche vengono privatizzate, i mercati finanziari diventano più aperti e le imprese italiane devono confrontarsi con concorrenti internazionali molto più grandi.

Il Testo Unico Bancario del 1993 elimina molte delle vecchie separazioni tra banche commerciali e banche d’affari.

Anche il “salotto buono” inizia a sgretolarsi:

  • 🏦 le vecchie banche alleate diventano concorrenti

  • 🚗 gli Agnelli rompono con Mediobanca

  • 🔄 la Banca Commerciale Italiana viene assorbita da Banca Intesa

  • 📉 le partecipazioni incrociate perdono importanza

Cuccia muore il 23 giugno 2000, a 92 anni.

Enrico Cuccia

Con lui scompare l’uomo che per oltre mezzo secolo aveva governato il capitalismo italiano lontano dai riflettori.

Cosa resta oggi di Cuccia?

Negli anni successivi Mediobanca ha smantellato gran parte del vecchio “salotto buono”, vendendo molte delle sue partecipazioni.

Una, però, è rimasta centrale: quella nelle Assicurazioni Generali.

Ed è proprio attorno a Generali che si concentra ancora oggi una delle partite più importanti della finanza italiana.

Nel “risiko bancario” degli ultimi mesi, Mediobanca ha definitivamente perso l’indipendenza che Enrico Cuccia aveva difeso per tutta la vita , finendo sotto il controllo di Monte dei Paschi di Siena, con un ruolo decisivo delle famiglie Caltagirone e Del Vecchio, attraverso Delfin.

Ora, con l’OPA lanciata da Intesa Sanpaolo su MPS a giugno 2026, Generali è tornata al centro del risiko. Se l’operazione andasse in porto, Intesa diventerà indirettamente il primo azionista del Leone di Trieste attraverso Mediobanca.

Intesa ha inoltre acquistato direttamente il 3% di Generali, spiegando però che si tratta di un investimento finanziario temporaneo, legato a ragioni contabili, e non del primo passo verso il controllo della compagnia.

Non si tratterebbe quindi di una scalata diretta, ma di un controllo indiretto dagli effetti comunque rilevanti.

Esattamente ciò che Cuccia aveva cercato di impedire.

Se vuoi scoprire tutta la storia di Enrico Cuccia, con retroscena e dettagli inediti, non perderti il nostro ultimo video su YouTube! 👇️

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