- il Punto
- Posts
- ⚽ Come Panini ha conquistato il mondo con le figurine
⚽ Come Panini ha conquistato il mondo con le figurine

Buongiorno, io sono Sara! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l'economia e l'attualità in modo semplice e veloce!
Il menù di oggi è offerto da Scalable Capital, la banca per investire in modo facile e sicuro.
⚽ Come Panini ha conquistato il mondo con le figurine
🤖 Perché tanti ricercatori lasciano le aziende di AI
IN COLLABORAZIONE CON: Scalable Capital
💸 I tuoi soldi fermi sul conto corrente? Stanno perdendo valore
Lasciare la liquidità ferma sul conto è una delle scelte che, nel tempo, può costarti di più: l'inflazione erode silenziosamente il tuo potere d'acquisto, mese dopo mese.
La buona notizia? Con il conto deposito non vincolato di Scalable Capital puoi far lavorare la tua liquidità senza rinunciare alla disponibilità immediata:
💰 2,60% annuo lordo di interessi sulla liquidità, senza limiti di deposito
📅 Interessi calcolati ogni giorno e pagati ogni mese, per sfruttare l'interesse composto
📱 Apri il conto in pochi minuti e gestisci tutto da app
🧾 E ora c'è la novità che cambia tutto: il regime amministrato.
Fino a poco fa, chi investiva con Scalable in Italia doveva pensare da solo alle tasse, in dichiarazione dei redditi. Adesso non più: Scalable Capital è sostituto d'imposta, quindi calcola e versa le imposte al posto tuo, in automatico. Zero calcoli, zero quadri da compilare, zero pensieri a fine anno.
E con PRIME+ la tua liquidità è protetta da una garanzia legale sui depositi fino a 5 x 100.000 €.
Che dici, vuoi darci un occhio? 👇
Investire comporta dei rischi
*Messaggio pubblicitario. Tasso lordo annuo variabile sulla liquidità depositata nel conto deposito non vincolato, composto da tasso base collegato al Tasso di Deposito BCE e tasso bonus discrezionale. Liquidità allocata presso banche partner e fondi monetari riconosciuti. Foglio informativo e condizioni su scalable.capital.
Con PRIME+, la liquidità è detenuta esclusivamente presso banche, con garanzia dei depositi fino a 5 x €100.000. Senza PRIME+, la liquidità è suddivisa tra banche (garanzia di €100.000 per banca) e fondi del mercato monetario (si applicano le regole UCITS). Condizioni su scalable.capital/conto-deposito-non-vincolato
STORIE IMPRENDITORIALI
⚽ Come Panini ha conquistato il mondo con le figurine

Oggi Panini è uno dei marchi italiani più amati nel mondo, con miliardi di figurine prodotte ogni anno, un fatturato di oltre un miliardo e mezzo di euro e una presenza in più di 150 Paesi.
Quello che quasi nessuno sa è che tutto è cominciato da una vedova modenese che, in piena Seconda Guerra Mondiale, scommise su un’edicola destinata a fallire.
Ma come si passa da un piccolo chiosco a un impero globale del collezionismo?
Le umili origini
Per capirlo dobbiamo tornare nella Modena degli anni Quaranta, dove vive la famiglia Panini: Olga, il marito Antonio e otto figli. Quando nel 1941 Antonio muore, Olga resta sola con tutti quei ragazzi e si mette a fare la sarta, in una vita durissima che non spegne però la voglia di riscattarsi.
L'occasione arriva nel gennaio del 1945, quando una delle figlie le parla di un'edicola in vendita a 6.000 lire. Per una madre con otto bocche da sfamare è una cifra enorme, eppure Olga intuisce che quel chiosco può essere la via d'uscita e raccoglie tutti i risparmi per comprarlo.

La scommessa si rivela giusta, perché con il dopoguerra l'Italia si riempie di giornali e fumetti e l'edicola diventa un punto di ritrovo.
C'è però un problema: ogni settimana restano pile di albi invenduti destinati al macero. È allora che a Olga viene un'idea tanto semplice quanto geniale, ovvero venderli chiusi in una busta anonima senza svelare cosa contengano.
Nascono così le "buste a sorpresa", tre o quattro numeri diversi sigillati insieme il cui contenuto resta un mistero fino all'apertura.
Il brivido dell'ignoto conquista i ragazzini in un attimo e diventa la prima vera fortuna della famiglia.
Il primo album dei Calciatori
Osservando quel successo, Peppino, il maggiore dei figli, capisce che il meccanismo può funzionare anche oltre i fumetti.
Dopo un tentativo fallito con un album di piante e fiori, nel 1960 lui e il fratello Benito acquistano a Milano uno stock di figurine di calciatori invendute, le imbustano a mano e ne vendono oltre 3 milioni.
A quel punto la strada è tracciata, e nell'estate del 1961 i Panini diventano editori a tutti gli effetti con il primo vero album dei Calciatori della storia. In copertina non c'è ancora la celebre rovesciata, e l'ultima squadra da completare è il Grande Torino, un omaggio ai campioni scomparsi a Superga.

Il risultato supera ogni previsione, con 15 milioni di bustine vendute e utili vicini ai 30 milioni di lire, e nasce un rito che unisce i bambini di tutta Italia.
Da bottega a industria
Si sa, però, che il successo porta inevitabilmente con sé nuove sfide.
I Panini vendono così tante figurine da non riuscire più a produrle, e il confezionamento a mano affidato a centinaia di famiglie modenesi non basta.
La svolta arriva con un altro dei fratelli, Umberto, che dopo anni passati in Venezuela come meccanico torna a Modena deciso ad automatizzare tutto ciò che ancora si fa a mano. Ci riesce inventando la Fifimatic, una macchina che mescola le figurine, le dosa e le imbusta da sola, segnando il passaggio definitivo da laboratorio a industria.

I fratelli Panini e la macchina da stampa Fifimatic
Nel 1965 debutta anche l'iconica rovesciata di Carlo Parola in copertina, colorata di proposito con tonalità neutre per non richiamare nessuna squadra.

E per non lasciare gli impianti fermi fuori stagione, allarga il catalogo con raccolte su bandiere, animali, aerei e storia, cogliendo la vera intuizione: il loro prodotto non è il calcio ma il collezionismo, e con le figurine si può raccontare qualsiasi cosa.
Alla conquista del mondo
Il vero salto oltre confine arriva nel 1970 con i Mondiali in Messico, quando Panini manda in stampa Mexico 70, il primo album dedicato ai Campionati del Mondo, in inglese, francese e tedesco ma prodotto sempre a Modena.

Il tempismo è perfetto, perché quel Mondiale entra nella storia con il Brasile di Pelé e collezionarne le figurine diventa quasi un obbligo ovunque. Da allora Panini accompagnerà ogni Mondiale, e in pochi anni apre filiali in tutta Europa e oltreoceano:
🇫🇷 Francia, nel 1973
🇩🇪 Germania, nel 1974
🇬🇧 Inghilterra, nel 1976
🇬🇷 Grecia, nel 1977
🇺🇸 Stati Uniti, nel 1979
La produzione resta però a Modena, e a metà degli anni Ottanta l'azienda arriva a controllare circa il 70% del mercato mondiale delle figurine.
La Panini dopo i Panini
Con i fondatori ormai anziani e ben sedici eredi da mettere d'accordo, nel 1988 la famiglia vende l'azienda al magnate britannico Robert Maxwell.
Da qui inizia però la fase più difficile della storia dell’azienda, perché alla morte improvvisa di Maxwell nel 1991 emerge un impero schiacciato dai debiti.
Seguono anni turbolenti e passaggi di mano rapidissimi:
🇮🇹 nel 1992 arriva la cordata guidata da De Agostini
🇺🇸 nel 1994 tocca alla statunitense Marvel, che a sua volta finisce in crisi e rimette il marchio sul mercato
🇮🇹 nel 1999 subentra la famiglia Merloni, che riporta finalmente la stabilità
È in questa fase che diventa centrale il manager Aldo Hugo Sallustro, l'unico ad aver attraversato tutti quei cambi di proprietà.
La seconda vita
È Sallustro a intuire che Panini deve diventare una multinazionale dell'intrattenimento, capace di portare la figurina di carta anche nell'era di internet.
Nasce così Panini Digital, cresce Panini Comics con Spider-Man e i manga, si conquistano nelle trading card americane le esclusive di NBA e NFL e nel 2013 arriva persino Topolino, con un fatturato che vola dai €270 milioni del 2003 agli €800 del 2014.
Nel 2025 Sallustro è venuto a mancare, e oggi l'azienda è guidata dalle sorelle Baroni, che hanno escluso la vendita e valutano una quotazione in Borsa tra i 2 e i 5 miliardi di euro. Non manca però una nota amara, perché dopo l'edizione del 2030 la FIFA affiderà le figurine dei Mondiali alla storica rivale Fanatics-Topps.
Al di là di queste vicende, Panini resta un'azienda solidissima, che ancora oggi mette in fila numeri impressionanti:

📚 oltre mille collezioni lanciate ogni anno
📰 più di 7.000 tra fumetti, libri e riviste pubblicati
🌍 presenza in oltre 150 Paesi e più di 1.100 dipendenti
⚽ miliardi di figurine prodotte ogni anno
Numeri che colpiscono se si pensa che tutto è nato da una madre vedova e otto figli in cerca di un modo per sopravvivere alla guerra, trovato nel semplice brivido di aprire una bustina senza sapere cosa nasconde.
Se vuoi scoprire tutti i dettagli di questa storia, non perdere il nostro ultimo video sul canale YouTube de Il Punto! 👇️
INTELLIGENZA ARTIFICIALE
🤖 Perché tanti ricercatori lasciano le aziende di AI

In poco più di due anni decine di ricercatori hanno lasciato le grandi aziende di intelligenza artificiale, e quasi tutti lo hanno annunciato allo stesso modo, con un avvertimento pubblico sul rischio che quella tecnologia sfugga di mano.
L'ultimo è Jacob Coxon, che il 9 settembre ha comunicato su X di essersi licenziato da Anthropic, l'azienda che sviluppa Claude.
Il suo caso però ha fatto più rumore degli altri, per due motivi. Diversi colleghi ancora dentro l'azienda gli hanno dato pubblicamente ragione, e le sue dimissioni cadono a poche settimane dalla quotazione in borsa di Anthropic.
Chi è Coxon e cosa ha detto

27 anni, laureato in matematica, Coxon ha lavorato in OpenAI dal 2023 al 2026 contribuendo anche a GPT-4o, per poi passare ad Anthropic e occuparsi dell'addestramento dei modelli.
«Le persone che sviluppano l'intelligenza artificiale credono sinceramente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio. Non è una trovata di marketing», ha scritto nel post con cui ha annunciato l'addio.
Nei suoi post ha accusato entrambe le aziende di non comportarsi "in modo responsabile" e di "giocare d'azzardo con le nostre vite", correndo verso sistemi che non saranno in grado di controllare.
Il timore tecnico ha un nome preciso, auto-miglioramento ricorsivo, e riguarda la capacità di un sistema AI di migliorare sé stesso senza intervento umano, fino a rifiutare eventuali comandi.
Il giorno dopo, a Fox News, Coxon ha detto che potrebbe succedere "già l'anno prossimo. Alcuni dicono anche sei mesi".
Non è un caso isolato
Diversi colleghi gli hanno dato pubblicamente ragione. Evan Hubinger, che guida l'Alignment Science di Anthropic, stima oltre il 10% di probabilità che l'AI causi l'estinzione umana entro dieci anni, mentre Samuel Marks ha notato che "più il dipendente è senior, più è preoccupato".
A febbraio se n'era già andato Mrinank Sharma, anche lui ricercatore in Anthropic, scrivendo ai colleghi che "il mondo è in pericolo".
Un database indipendente che traccia le uscite dal settore per ragioni etiche restituisce numeri piuttosto chiari.
📊 69 partenze censite, di cui 36 con motivazioni esplicite
🟢 OpenAI a quota 41, Google 13, xAI 6, Anthropic 4
📅 Il picco nel 2024, con 27 uscite dopo lo scioglimento del team "Superalignment" di OpenAI
Parte di queste preoccupazioni è presa sul serio anche da analisti ed esperti indipendenti, soprattutto dopo alcuni attacchi informatici condotti autonomamente da modelli di OpenAI e Anthropic contro aziende terze.
Nessuna conseguenza grave, ma quegli episodi hanno mostrato che questi sistemi sanno agire da soli e nascondere il proprio comportamento.
Il contesto finanziario
Il Wall Street Journal ha segnalato anche un elemento di tempismo. Le dimissioni di Coxon arrivano a ridosso della quotazione in borsa di Anthropic, attesa tra settembre e ottobre con Morgan Stanley, Goldman Sachs e JPMorgan.

Non è un dettaglio secondario. Un'azienda che sta per sbarcare in borsa ha tutto l'interesse a curare la propria immagine, e quella di Anthropic si regge da anni sull'essere la più prudente del settore. Una critica interna sulla sicurezza, da questo punto di vista, arriva nel momento peggiore.
Intanto i suoi numeri crescono in fretta:
💰 A fine luglio i ricavi proiettati su base annua superavano i $65 miliardi, il cosiddetto run rate, cioè quanto incasserebbe in dodici mesi mantenendo il ritmo di quel momento
📈 Ricavi del secondo trimestre 2026 a $11,5 miliardi, 14 volte l'anno prima
⚖️ OpenAI si ferma a $40 miliardi, anche se le due aziende potrebbero calcolarlo in modo diverso
Ma c’è anche chi la pensa diversamente
Proprio per questo non tutti prendono le denunce alla lettera.
Il professore di informatica Cal Newport, sul New York Times, ha coniato l'espressione "doom trolling", traducibile come allarmismo strategico. Secondo la sua lettura, predire scenari apocalittici serve anche ad attirare attenzione e legittimazione, e sostenere che la concorrenza è spregiudicata diventa un modo per giustificare la propria corsa.
C'è poi un precedente citato spesso. Jan Leike nel 2024 lasciò OpenAI contestandone le politiche interne e fu assunto da Anthropic pochi giorni dopo. E già nel 2023 il giornalista Matteo Wong scriveva che parlare di estinzione futura distoglie l'attenzione dai danni presenti, dalla sorveglianza allo sfruttamento del lavoro fino alle violazioni del diritto d'autore.
Il che, va detto, non significa che le preoccupazioni espresse siano finte o interessate.
Ad ogni modo, è anche per questo che nessuna delle due letture chiude davvero la questione. Chi sviluppa questi sistemi e chi li vende sono gli stessi soggetti, e con una quotazione di queste dimensioni alle porte è quasi impossibile, da fuori, capire dove finisca la preoccupazione sincera e dove cominci la pubblicità.
E tu cosa ne pensi? |

🇮🇹 Addio a Emma Bonino, una vita in prima linea per i diritti (ANSA)
🌎️Che posto è lo stretto di Bab el Mandeb (Il Post)

🧠 OpenAI sostiene di aver risolto le equazioni di Navier-Stokes, un problema aperto da 90 anni — ma i matematici contestano il metodo (Techy)
📱 Apple presenta il suo primo pieghevole, l'iPhone Duo (Techy)

🔬 Un farmaco per l'artrite mostra una ricrescita sostanziale dei capelli in 1.400 pazienti con alopecia (GNN)
🌱 Un "tetto vivente" cresce sulla più grande fabbrica Ford: risparmia energia e favorisce la biodiversità (GNN)

Il 13 settembre 1993 Yitzhak Rabin e Yasser Arafat si stringono la mano alla Casa Bianca dopo la firma degli Accordi di Oslo.
Ti è piaciuta la Newsletter di oggi? |
Sei un brand e vuoi collaborare con noi? 💻️
Fai pubblicità in questa newsletter o sui nostri altri canali social per far conoscere il tuo servizio o prodotto ad una community di oltre 1 milione di persone! Contattaci ora!
