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🍝 Come Barilla ha conquistato il mondo

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Ecco cosa offre il menù di oggi:

  • 🍝 Come Barilla ha conquistato il mondo

  • 🇺🇸 Trump ha scelto: Kevin Warsh è il nuovo presidente della Fed

STORIE IMPRENDITORIALI

🍝 Come Barilla ha conquistato il mondo

Barilla è uno dei marchi italiani più iconici, conosciuto in tutto il mondo per la sua pasta. La sua storia, però, è fatta di sfide, intuizioni vincenti e momenti difficili che l'hanno trasformata da una piccola bottega di Parma in un impero globale.

La sua evoluzione è legata a scelte coraggiose e crisi che, invece di spezzare il destino dell'azienda, l'hanno resa ancora più forte.

Vediamo come è successo…

Le origini

Tutto inizia nel 1877, quando Pietro Barilla Senior apre una modesta bottega di pane e pasta a Parma. Gli affari vanno bene, Pietro è ambizioso e nel giro di qualche decennio la bottega si trasforma in un vero pastificio industriale.

La svolta però arriva con la terza generazione, quando nel 1936 entra in scena Pietro Barilla Jr. (nipote del fondatore), che capisce una cosa fondamentale: per crescere, Barilla deve rivolgersi direttamente ai consumatori.

E così Pietro lancia una doppia rivoluzione:

  • 📦 Introduce la pasta confezionata, la pasta fosfina, arricchita con fosforo (fino a quel momento si vendeva solo pasta sfusa)

  • 📺 Investe massicciamente in pubblicità televisiva, reclutando testimonial come Dario Fo e Mina

Nel 1952 nasce il celebre claim "Con pasta Barilla è sempre domenica", e l'iconica scatola di cartone con la finestra trasparente diventa un simbolo nelle cucine italiane.

Durante il boom economico, Barilla decolla, e nel 1969 inaugura lo stabilimento di Pedrignano, che diventa il pastificio più grande del mondo.

Poi arrivano gli anni Settanta, e con loro il caos

L'Italia piomba nella crisi: inflazione galoppante, shock petrolifero, attentati. Il prezzo del grano duro schizza alle stelle, ma il governo blocca i prezzi della pasta per contenere l'inflazione.

Per Barilla, che ha puntato tutto sulla pasta, è un disastro. A questo punto emerge una frattura tra i due fratelli alla guida dell'azienda:

  • 🔼 Pietro vuole resistere e diversificare

  • 🔽 Gianni vuole vendere

Gianni e Pietro Barilla

Il problema? Pietro non ha i soldi per rilevare la quota del fratello, e nessuna banca vuole fargli credito nel pieno di una recessione.

Così, nel gennaio 1971, i due fratelli si vedono costretti a cedere Barilla alla multinazionale americana W.R. Grace per circa 40 miliardi di lire (oltre €20 milioni attuali).

Pietro firma con un nodo allo stomaco. Anni dopo dirà: "Sentivo di aver abbandonato la nave che mi era stata affidata".

Riesce però a strappare due concessioni cruciali:

  • 🤏 l'1% della proprietà: Pietro mantiene una piccola parte dell’azienda

  • 🛍️ il diritto di prelazione: se gli americani avessero deciso di vendere, Pietro avrebbe avuto la possibilità di riacquistarla

Ma dagli americani arriva una svolta inaspettata

Intuendo che per superare la crisi fosse necessario diversificare, nel 1975 gli americani lanciano il marchio Mulino Bianco, con l’idea di creare biscotti dall’aspetto casalingo, ispirati alla tradizione contadina.

D'altronde siamo negli anni Settanta, l'Italia inizia a sentire nostalgia per il passato e Mulino Bianco intercetta perfettamente questo sentimento.

I primi 5 prodotti si chiamano Tarallucci, Galletti, Molinetti, Pale e Campagnole, con nomi che evocano atmosfere rurali e forme volutamente imprecise, per dare l'idea del "fatto a mano".

La risposta degli italiani è straordinaria: in soli 3 anni Mulino Bianco diventa leader del mercato, superando colossi come Buitoni e Pavesi.

Le vendite di Barilla esplodono, passando da 50 miliardi di lire nel 1971 a 250 miliardi nel 1979.

Agli americani, però, quei numeri non bastano e iniziano a pensare di rivendere

Quando Pietro lo scopre, non ci pensa due volte: mette insieme tutti i soldi che può, ipoteca la casa e il patrimonio personale, e lancia un'offerta.

Dopo mesi di trattative, il 19 luglio 1979 Barilla torna italiana.

Da quel momento, Pietro si butta nell'espansione internazionale:

  • 🇪🇺 Fonda subito Barilla France, España e Deutschland

  • 🎬 Ingaggia testimonial globali come Fellini, Depardieu, Steffi Graf e Plácido Domingo

  • ⚽ Dal 1981 al 1994 sponsorizza la maglia della Roma (primo sponsor di maglia nella storia della Serie A)

Nasce lo slogan "Dove c'è Barilla c'è casa" e il fatturato esplode: 1.200 miliardi di lire nel 1985, 2.400 miliardi nel 1990.

Dopo la morte di Pietro nel 1993, i figli continuano l'espansione globale, acquisendo marchi come Pavesi (con Ringo e Gocciole) e Wasa, e sbarcando ufficialmente negli Stati Uniti nel 1997.

L’impero Barilla

Barilla oggi è un impero da €4,9 miliardi di fatturato, presente in oltre 100 Paesi. 

Eppure, nonostante i corteggiamenti degli investitori, l'azienda non è quotata in borsa e resta saldamente nelle mani della famiglia, che dopo quasi 150 anni continua a portare avanti una storia iniziata in una piccola bottega di Parma.

Ma se vuoi conoscere maggiori dettagli di questa storia, trovi tutto nel nostro video Youtube 👇️ 

STATI UNITI

🇺🇸 Trump ha scelto il suo uomo per la Federal Reserve

Dopo mesi di speculazioni e tensioni, Donald Trump ha finalmente annunciato il nome del prossimo presidente della Federal Reserve: sarà Kevin Warsh, che dovrebbe entrare in carica il 15 maggio 2026, quando scadrà il mandato di Jerome Powell.

Ma chi è Kevin Warsh?

Warsh, 55 anni, non è nuovo alla Fed: è stato membro del Board of Governors dal 2006 al 2011, diventando il governatore più giovane nella storia della banca centrale americana.

Il suo percorso:

  • 🎓 Laurea a Stanford in public policy e poi Harvard Law School

  • 🏦 7 anni a Morgan Stanley nel dipartimento fusioni e acquisizioni

  • 🏛️ Consigliere economico alla Casa Bianca sotto George W. Bush (2002-2006)

  • 📊 Durante la crisi finanziaria del 2008, è stato il principale collegamento tra la Fed e Wall Street

Era stato già in lizza per la presidenza nel 2017, ma Trump alla fine scelse proprio Powell. Stavolta le cose sono andate diversamente.

Perché Trump ha scelto proprio lui?

Fondamentalmente per due motivi:

  • 🎯 Allineamento ideologico: negli ultimi mesi Warsh ha criticato apertamente la Fed, sostenendo che la banca abbia “ferite in larga parte auto-inflitte” e che servirebbe un cambio di gestione

  • 👨‍👩‍👧 Legami personali: Warsh è sposato con Jane Lauder, figlia del miliardario Ronald Lauder, amico di vecchia data di Trump

L’addio a Powell

Fin dal suo ritorno alla Casa Bianca nel gennaio 2025, Trump si è scagliato ripetutamente contro Powell per la sua politica sui tassi, considerata troppo prudente. Il presidente voleva tagli aggressivi, Powell invece ha preferito muoversi con cautela: nel 2025 ha tagliato i tassi solo tre volte (tutte da -0.25 punti base), e solo a partire da settembre, dopo averli lasciati fermi per ben nove mesi.

Per Trump non è bastato.

La tensione è poi esplosa l'11 gennaio scorso, quando Powell è finito nel mirino di un'indagine penale del Dipartimento di Giustizia USA, considerata da molti una mossa politica per indebolirlo ulteriormente.

E ora cosa cambia per i tassi USA?

Da un lato, Warsh ha un profilo da "falco". In gergo finanziario:

  • 🦅 i falchi sono quei banchieri centrali che danno priorità al controllo dell'inflazione, anche a costo di tenere i tassi più alti

  • 🕊️ al contrario delle "colombe", che invece privilegiano la crescita economica e l'occupazione, tendendo a preferire tassi più bassi

Durante il suo mandato alla Fed (2006-2011) si è sempre mostrato preoccupato per l'inflazione e critico verso il quantitative easing. Nel 2011 lasciò addirittura il Board prima della scadenza del mandato, in disaccordo con la politica di acquisto massiccio di titoli voluta da Bernanke.

Dall'altro lato, però, il fatto che sia stato scelto da Trump solleva qualche interrogativo sulla sua capacità di resistere alle pressioni della Casa Bianca.

E adesso cosa succede?

La nomina di Warsh dovrà essere ratificata dal Senato, dove i Repubblicani hanno una maggioranza risicata di soli 3 voti.

C'è poi un'incognita: Powell non ha ancora detto se intende restare membro del Consiglio dei governatori della FED, come avrebbe diritto a fare fino al 2028. Da quella posizione potrebbe complicare le scelte del suo successore, facendogli opposizione interna.

Insomma…

La partita è appena iniziata e molto dipenderà da come Warsh saprà bilanciare le richieste di Trump con l’indipendenza della Fed.

Secondo te, Kevin Warsh riuscirà a mantenere l'indipendenza della Fed?

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