• il Punto
  • Posts
  • 🤖 Anthropic si scontra con il Pentagono

🤖 Anthropic si scontra con il Pentagono

Buongiorno! Questo è il Punto, la newsletter che ti spiega l’economia e l’attualità in modo semplice e veloce!

Ecco cosa offre il menù di oggi:

  • 🤖 Anthropic si scontra con il Pentagono

  • 🔋 Lamborghini dice addio all'elettrico, Ferrari invece…

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

🤖 Anthropic dice no al Pentagono: cosa rischia?

Il Pentagono vuole che tutti i suoi fornitori di intelligenza artificiale accettino una clausola semplice: "any lawful use".

Qualsiasi uso lecito: nessun limite, nessuna restrizione su come l'esercito americano può utilizzare questi strumenti.

OpenAI, xAI e Google hanno accettato.

Anthropic (una delle startup AI più importanti al mondo), ha invece detto di no.

E ora si trova al centro di uno scontro senza precedenti con il governo americano.

Il Pentagono vuole carta bianca sull'AI

Pete Hegseth, Segretario della Difesa USA

Tutto è partito da un memo firmato dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth a gennaio 2025.

Il messaggio era chiaro: le forze armate americane devono diventare una "forza militare AI-first", capace di trasformare l'intelligence in armi in poche ore e integrare agenti AI "dalla pianificazione delle campagne all'esecuzione della kill chain".

E per farlo, il Pentagono non vuole sentir parlare di vincoli etici o policy di utilizzo accettabile.

Hegseth ha scritto esplicitamente che il dipartimento deve utilizzare modelli "liberi da restrizioni d'uso che possano limitare le applicazioni militari lecite".

OpenAI, xAI e Google hanno rinegoziato i loro contratti quasi immediatamente. Anthropic no.

Le due linee rosse che Anthropic non vuole attraversare

Secondo fonti interne alle trattative, Anthropic è stata fin dall'inizio molto chiara con il governo americano: ci sono due cose che non farà.

  • 🤖 La prima è supportare operazioni cinetiche autonome: e cioè armi letali pienamente automatizzate, senza nessun essere umano nel processo decisionale.

  • 👀 La seconda è partecipare a forme di sorveglianza di massa della popolazione.

La cosa curiosa è che entrambe le posizioni di Anthropic riflettono direttive che il governo americano stesso ha già adottato in passato, sia sulla supervisione umana nelle armi autonome sia sulla raccolta di dati sui cittadini americani.

Di fatto, l'azienda sta chiedendo al Pentagono di rispettare le proprie regole.

Il “No” di Anthropic non è piaciuto…

La risposta del Governo non si è fatta attendere.

Emil Michael, il CTO del Pentagono, ha minacciato di classificare Anthropic come "supply chain risk” (rischio per la catena di approvvigionamento).

È una categoria normalmente riservata a minacce di sicurezza nazionale come influenze straniere ostili o operazioni di cyber warfare.

Ma c'è di più: il Pentagono ha reso pubblica questa minaccia, cosa che non fa mai. Di norma, queste classificazioni avvengono in silenzio, senza dichiarazioni ufficiali.

Le conseguenze sarebbero devastanti

Se la classificazione diventasse ufficiale, Anthropic perderebbe immediatamente il contratto da $200 milioni che ha con il Pentagono.

Ma questa sarebbe solo la punta dell’iceberg.

La designazione "supply chain risk" obbligherebbe ogni azienda che lavora con il governo americano - o che spera di farlo - a certificare di aver rimosso qualsiasi tecnologia Anthropic dai propri sistemi.

Contractor della difesa, aziende tech, fornitori di cloud: chiunque abbia un contratto federale dovrebbe scegliere tra Anthropic e il Pentagono.

In pratica, Anthropic verrebbe tagliata fuori dall'intero ecosistema della difesa americana. E con essa, tutti i suoi investitori, partner e clienti che operano in quell'ambiente.

Il paradosso: il Pentagono non può permettersi di perdere Claude

Il manico del coltello non è (unicamente) dalla parta del Pentagono.

Claude di Anthropic è infatti l'unico modello AI frontier ad avere ottenuto la classificazione Impact Level 6, il livello di sicurezza necessario per operare sulle reti classificate del Pentagono.

Grok, ChatGPT e Gemini non ce l'hanno.

Questo significa che Claude è già integrato nei sistemi di Palantir e nell'Amazon Top Secret Cloud. Ogni contractor della difesa che usa questi sistemi (e sono molti, tra cui AWS e Anduril) dipende da Claude per lavorare con il Pentagono.

Se Claude dovesse essere rimossa da questi sistemi, non ci sarebbe un sostituto pronto. Il Pentagono si troverebbe con un buco operativo enorme, che né OpenAI né xAI potrebbero colmare nell'immediato.

Lo scontro è aperto: Dario Amodei ha incontrato Hegseth al Pentagono, e l'esito dei negoziati non è ancora noto.

Quello che è certo è che nessuna delle due parti può davvero permettersi di perdere: il Pentagono ha bisogno di Claude, e Anthropic ha bisogno dei contratti governativi. Quale sia il compromesso che le due parti accetteranno, è ancora presto per dirlo.

Come vedi il futuro del dollaro?

Login o Iscriviti per partecipare ai sondaggi.

AUTOMOTIVE

🔋 Lamborghini dice addio all'elettrico, Ferrari invece…

Nel 2023, Lamborghini aveva annunciato al mondo la sua prima auto elettrica: la Lanzador, una "Ultra GT" da 1.341 cavalli, pensata per diventare il modello più potente mai prodotto dalla casa di Sant'Agata Bolognese.

Ecco, quella macchina non arriverà mai.

Lo ha confermato in questi giorni il CEO Stephan Winkelmann, che ha dichiarato ufficialmente la cancellazione del progetto per far posto ad un modello ibrido plug-in.

E con questa decisione, Lamborghini è entrata a far parte di un club sempre più affollato: quello dei costruttori di lusso che stanno facendo marcia indietro sull'elettrico.

Ma facciamo un passo indietro…

Cosa è successo esattamente?

Lanzador, la prima Lamborghini elettrica

La Lanzador non era un semplice bozzetto su carta: era un veicolo completo, con interni ed esterni definitivi, perfettamente in grado di circolare su strada.

Un progetto arrivato fino alle ultime fasi di sviluppo… e poi fermato.

Il motivo? Dopo mesi di analisi di mercato e confronto diretto con dealer e clienti in tutto il mondo, il quadro è diventato inequivocabile: la disponibilità dei clienti Lamborghini ad acquistare un'auto elettrica praticamente non esiste.

Investire miliardi in un progetto che il mercato non vuole, secondo le parole del CEO, sarebbe stato quindi irresponsabile.

Da qui la decisione definitiva: niente full electric: entro il 2030, tutta la gamma Lamborghini sarà ibrida plug-in.

Un passo indietro rispetto alla roadmap originale, che prevedeva due modelli completamente elettrici già entro fine decennio.

Ok ma quindi… perché i ricchi non vogliono l'elettrico?

La risposta è in realtà molto semplice: un'auto come la Lamborghini non si compra per necessità.

Si compra per emozione. Per il suono. Per la risposta del motore. Per quell'esperienza viscerale che le auto elettriche, allo stato attuale, non riescono ancora a replicare.

Ma non solo. Ci sono anche altri fattori che tengono lontani i clienti alto-spendenti dall'elettrico:

  • 📉 Svalutazione rapida: alcune EV di lusso perdono tantissimo valore nel giro di pochi mesi dall'acquisto

  • 🔋 Obsolescenza tecnologica: chi compra una Lamborghini vuole tenerla per decenni. L'idea che la batteria di oggi sia già superata domani non è rassicurante

  • Tempi di ricarica: ancora troppo lenti per chi è abituato a fermarsi cinque minuti dal benzinaio

  • 🎯 Utilizzo reale: le supercar Lamborghini percorrono spesso poche migliaia di Km l’anno. L'urgenza di elettrificarsi? Molto bassa.

Ma Lamborghini non è l’unica a fare retromarcia…

Il ritiro di Sant'Agata non è un caso isolato. È parte di un fenomeno più ampio che sta ridisegnando l'industria del lusso su ruote:

  • 🇬🇧 Bentley ha posticipato i suoi piani elettrici di cinque anni, al 2035

  • 🏎️ Aston Martin ha rimandato il lancio del suo primo EV a fine decennio

  • 🐎 Porsche, alle prese con difficoltà sugli utili, ha ridimensionato drasticamente i suoi obiettivi di elettrificazione

  • Mercedes ha abbandonato l'idea di diventare full EV entro il 2030: benzina e ibridi resteranno in gamma più a lungo del previsto

E queste decisioni non sorprendono, se guardiamo ai numeri: nel 2024 in Europa molti modelli EV del segmento premium hanno registrato cali significativi, con alcune delle berline e SUV elettrici più esclusivi che hanno perso tra il 40% e il 50% dei volumi rispetto all'anno precedente.

Tra i vari marchi di lusso, ce n’è uno che invece sta per uscire con il suo primo modello totalmente elettrico

Gli interni della nuova Ferrari Luce

Ferrari, la cui prima EV (electric vehicle), la Luce, è attesa entro fine 2025.

I rischi, però, ci sono. Ferrari deve evitare di ripetere la parabola di altri brand premium che hanno lanciato un'elettrica con grande entusiasmo, salvo poi vederla perdere appeal nel confronto con i propri modelli termici.

Detto questo, Ferrari ha un precedente interessante: il SUV Purosangue era considerato da molti un tradimento del DNA del brand, mentre oggi è uno dei modelli più venduti dell'azienda.

La Luce potrebbe fare lo stesso… oppure diventare il simbolo di una scommessa arrivata troppo presto.

Secondo te, l'elettrico conquisterà mai il segmento del Lusso?

Diccelo rispondendo al sondaggio:

Login o Iscriviti per partecipare ai sondaggi.

🇮🇹 Arriva la flat tax sugli aumenti retributivi (IlSole24Ore)

🇺🇸 Gli USA rafforzano la loro presenza in Iran (IlSole24Ore)

🤖 Meta sigla un accordo da $100 miliardi con AMD (SkyTg24)

🎮 Microsoft cambia CEO alla divisione Xbox (TheVerge)

:

💫 Raggiungeremo una cometa con una navicella? (Wired)

👓 L’app che ti avverte se qualcuno sta indossando smart glasses (Wired)

Il 26 febbraio 1815, Napoleone Bonaparte evade dall'isola d'Elba e sbarca in Francia, dando inizio ai Cento Giorni

Ti è piaciuta la Newsletter di oggi?

Login o Iscriviti per partecipare ai sondaggi.

Raggiungi 75mila professionisti con un click 💻️

Fai pubblicità in questa newsletter per far conoscere il tuo servizio o prodotto ad oltre 75mila professionisti, che sono per la stragrande maggioranza decision maker in azienda (C-Level, Mid-Upper management e imprenditori). Contattaci ora!

Newsletter curata da… 💌 

  • Sara Cacioli - il Punto Media (LN)

  • Duccio Pasquinelli - il Punto Media (LN)